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Recensione: New Amsterdam – 3×13-14

New Amsterdam giunge al finale di stagione con gli episodi “Fight Time” e “Death Begins in Radiology”. Quale sarà il responso finale di Wicked Wolf? Lo scopriremo solo leggendo. Recensione dell’episodio precedente qui.

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Progetto grafico di Francesca Poggi

Oh mamma Fenici: mi sono dimenticata di New Amsterdam!

Ho letteralmente scordato la sua esistenza, tipo amnesia selettiva, ma per fortuna (di chi?) adesso sono qui e vi parlo del finale di stagione (e dell’episodio precedente, ma non diciamolo in giro).

Dov’eravamo rimasti?

I nonni di Luna vogliono tenersela poiché Max lavora novantasette ore la settimana, Iggy è stalkerato da un paziente, Bloom innamorata della coinquilina, Floyd si è invaghito di una collega sposata ed Hellen ha sempre la nipote fastidiosa tra i piedi.

Vedo che iniziate a capire perché il mio subconscio mi ha allontanato da questa serie.

New Amsterdam - episodi 13-14

Il tredicesimo episodio concentra gran parte dell’attenzione su Max, che ha un frigorifero rotto e mille vaccini da distribuire prima che scadano; il responsabile della farmacia manda subito un alert ai pazienti dell’ospedale, però si presentano solo i ricchi e quelli che non hanno problemi ad assentarsi dal lavoro per beccarsi una vaccinata al volo.

Potremmo lasciar correre il tutto giusto per non sprecare le dosi, ma sappiamo bene che il nostro direttore vuole prima aiutare chi ha bisogno; vi risparmio le peripezie e vi dico subito che tutte le fiale finiscono nella monnezza.

Ciò frustra Max da morire, allora sale in macchina e va dai suoceri a riprendersi la figlia perché… beh, lui fa sempre queste cose, quindi osserviamolo senza stupirci più di tanto.

Max: Pensavo di chiamare, ma poi ho capito che quello che avevo da dire doveva essere detto di persona. Tutto quello che hai detto stamattina è vero. Non sono un padre perfetto, e non lo sarò mai, ma sono un buon padre.
Gwen: Max…
Max: E starò meglio domani e dopodomani, e sai chi ha amato quella parte di me più di chiunque altro? Tua figlia. E provo anch’io il vostro dolore per averla persa. Ma non ha mai voluto che Luna restasse senza suo padre. Se volete andare in tribunale possiamo farlo, ma perderete, e quando ciò accadrà, uscirò da quell’aula e non vedrete mai più Luna e non voglio questo, per Luna, per voi, per Georgia. Perché sapeva così chiaramente qualcosa che tu chiaramente non sai, e cioè non smetterò mai di lottare per mia figlia. Combatterò per lei fino al giorno della mia morte, e sono qui per portarla a casa.

Helen intanto cerca di lanciare Mina fuori dalle balle con discrezione e ci riesce facendola ammettere a un college di Londra; in un momento di terrore pensiamo che la nostra dottoressa non riuscirà a tornare a New York, quando sembra che sua madre sia malata di cancro, ma fortunatamente questo dramma ci viene risparmiato.

Deve tornare, soprattutto per il messaggio che Max Cane Bastonato le ha lasciato in segreteria:

Ehi, sono io. Mi manchi. Non posso tenerti fuori dalla mia testa. Mi distrae. Uhm, ci siamo detti cose che erano solo l’inizio, e uh, non abbiamo mai del tutto, uhm, comunque. Ora te ne vai, e sembra che sia passato un’eternità, e ho davvero bisogno, ho bisogno di vederti. Ho bisogno di parlare con te. Ho bisogno di stare con te in tutti i modi che ho sempre sognato.

Un paio di mugugni di meno ed era anche un discorso carino!

Floyd ha passato il limite che non voleva nemmeno sfiorare: è diventato l’amante della dottoressa NonRicordo e non solo! Scopriamo che il suo nuovo capo è proprio suo marito!

Lauren si unisce a lui nelle “azioni stupide che avranno conseguenze pesanti nella nuova stagione” e corrompe il funzionario delle ammissioni del New Amsterdam per far ammettere la sua compagna al praticantato in ospedale, in modo che non si debba trasferire lontano da lei.

Iggy, povera stella, si becca l’influenza e resta bloccato a casa, dove subisce un’imboscata non violenta dal suo paziente; grazie a un escamotage, comunica al marito di chiamare la polizia (comprami la zuppa al 911 di quella strada… sottile come un baobab).

Dopo questa esperienza scioccante decidono di partire coi figli per un viaggio on the road e per un soffio rischiamo di perdere il nostro terapista preferito:

Martin, mi dai tutto ciò di cui ho bisogno. La nostra famiglia mi dà tutto. Possiamo tornare a casa quando ne hai bisogno. Non eserciterò, lo prometto. Ma non vedrò più i pazienti. Ho chiuso con quella vita.

Ci dobbiamo credere?

Alla fine, Helen torna a New York e sta quasi per rinunciare a Max, perché lui fa sempre qualcosa di drammaticamente stupido all’ultimo istante, ma fortunatamente dopo averla accompagnata a casa torna sui suoi passi e li vediamo limonare duro!

New Amsterdam - episodi 13-14

Qui torniamo a monte della recensione: perché ho dimenticato di guardare il finale di stagione di quella che era una delle mie serie preferite?

Purtroppo, la ragione è che ha perso quella profondità che riusciva a portarmi via, a estraniarmi da ciò che mi circondava; le prime due stagioni erano nettare per l’anima, mentre questa è poco più di una copia scadente del suo stesso passato.

Non è brutta, figuriamoci, le serie brutte sono ben altre, ma ha avuto un crollo tale che, chi come me l’ha amata dal primo giorno, non riesce a farsene una ragione.

È con grande rammarico che giudico la terza stagione di New Amsterdam con solo tre stelline, aggiungendo un consiglio amichevole agli autori: se Max deve continuare a girare come un pirla e a fare figuracce, prendete spunto dalla Disney e rinominate la serie “Le follie del Direttore Sanitario”, così almeno gli spettatori non ci resteranno troppo male.

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StaffRFS

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