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Recensione: New Amsterdam – 3×11

New Amsterdam proprio non va per Wicked Wolf. Leggiamo perchè in questa sua recensione dell’undicesimo episodio dal titolo “Pressure Drop”. Qui quella precedente.

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Progetto grafico di Francesca Poggi

Bentornati a un nuovo episodio di Max Chisciotte!

Questa settimana, care Fenici, il direttore sanitario di uno dei più grandi ospedali pubblici degli Stati Uniti vuole risolvere il problema del cambiamento climatico; già vi vedo roteare gli occhi, più o meno come ho fatto io nei primi minuti, quando ho capito dove stava andando a parare e sì, è stupido come sembra.

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Max può avere tutte le buone intenzioni del mondo, ma non può imporre ai medici di non usare i guanti usa e getta, o togliere dal menù di personale sanitario e degenti la carne, o mettersi a sostituire i neon nel bel mezzo di un pronto soccorso traboccante di pazienti in emergenza.

Tutti i colleghi non fanno che spiegargli che le sue proposte sono assurde, ma lui persevera ignorando i problemi più urgenti e prendendo in esame quello che, di fatto, è una questione mondiale.

Ogni settimana sceglie una cosa nuova su cui concentrarsi, che finge di vedere per la prima volta, quindi dispiega tutte le sue energie su questo singolo tema a scapito di tutto e di tutti, come se potesse risolvere un enorme problema sistemico in un solo giorno; di fronte a una pletora di errori reali, tangibili e urgenti che poteva tentare di correggere immediatamente, Max ha incanalato tutto il suo tempo e si è focalizzato su soluzioni a lungo termine per ridurre l’impronta di carbonio dell’ospedale.

Intanto il pronto soccorso è sovraccarico, Iggy è vittima di stalking e la città di New York sta vivendo una colossale ondata di caldo.

New Amsterdam - 3x11

Avrei voluto che i colleghi applaudissero quando Lauren lo ha rimproverato, invece sembra che nessuno abbia davvero il coraggio di esporsi.

Max gira per l’ospedale come un criceto idrofobo nella sua palla di superiorità morale, ridicolizzando (in un certo senso) l’operato di tutti i medici che si fanno in quattro per ogni singolo paziente, mentre il loro direttore sanitario gioca a fare il salvatore dell’universo a loro discapito.

Affossa la storyline di Iggy e del suo ex paziente che segue lui e la sua famiglia, ridotta a pochissimi minuti, ci toglie Bloom e la sua nuova relazione, fa passare Reynolds come una mera comparsa e Helen finisce in un angolo con la sua nipote deficiente. Tutto per cambiare le lampadine.

Ho capito: la crescita caratteriale di Max è finita, e mentre lui attirava come un magnete tutta l’attenzione su di sé, Floyd si trovava ad affrontare una situazione delle più terrificanti e comuni, ossia un padre che, schiacciato da una mole di lavoro impossibile e orari assurdi, con la scuola che a causa del covid apre e chiude di continuo, ha dimenticato suo figlio in auto. Un bambino è quasi morto, ma tutti i minuti sono andati alla carne rossa nel menù di ostetricia.

Non va per niente bene, New Amsterdam.

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StaffRFS

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