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Recensione: New Amsterdam – 3×08

“Catch” è il titolo dell’ottavo episodio di New Amsterdam; vediamo un po’ che è successo. Episodio precedente qui. Enjoy!

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Progetto grafico di Francesca Poggi

Scusate Fenici, ma secondo voi con questo titolo, catch, intendono “acchiappa al volo il neonato mentre nasce”? Non so, è la prima cosa che ho pensato.

Comunque eccoci qua: proseguiamo il nostro viaggio nella disparità, nel razzismo sistemico, e l’argomento del giorno è la salute materna. Assistiamo a quattro parti completamente diversi, di donne accomunate unicamente dal colore della loro pelle.

La tematica è cruda, potente, ma di nuovo all’episodio manca qualcosa, New Amsterdam non riesce a colpire allo stomaco come invece faceva in passato.

Cosa manca?

Cos’è cambiato?

New Amsterdam - episodio 8

Una donna ha appena partorito e si sente male: ha il cancro e l’unica possibilità di sopravvivere al male è sottoporsi a una cura che richiede l’isolamento totale. Non potrà allattare la sua bambina, starle accanto, supportare suo marito, ma non ha alternative ed è costretta a scegliere di sacrificare il presente per poter avere un futuro.

In pronto soccorso un’altra paziente ha fortissimi dolori addominali e, visto che è incinta, i medici la mandano direttamente in ostetricia, dove a loro volta la rimandano giù, quindi Reynolds la riaccompagna su e mentre discute con la dottoressa del reparto, la donna si sente male. Un’appendicite mette a rischio la sua vita e quella del piccolo, quindi sì: doveva restare in chirurgia, perché essere incinta non la rende automaticamente una paziente di ostetricia. Voi lo sapevate?

Io no.

La terza donna arriva in ospedale per un gran mal di pancia, e anche di fronte agli esami svolti nega con veemenza di essere incinta. La dottoressa vorrebbe chiedere un’ingiunzione per forzarla a fare un cesareo, ma Iggy la ferma per avere del tempo per parlare con la paziente, aiutandola a venire a patti non solo con ciò che le sta accadendo ma anche con l’evento traumatico che l’ha messa in quella situazione.

L’ultima donna è anche quella con la storia più complessa, forzata in precedenza a fare un cesareo contro la sua volontà, ora pretende il parto naturale nonostante i suoi dati clinici dicano che non è un’opzione sicura.

Max inizialmente prova a essere ragionevole e cerca di convincerla che nessuno vuole imporle qualcosa, ma che l’unica priorità è la sua salute e quella del bambino, lei però non vuole sentire ragioni e lascia l’ospedale. Mentre lui parla col marito, nella speranza che faccia da tramite, la paziente inizia a stare male e viene riportata d’urgenza in camera, dove medici e infermieri si accalcano intorno a lei ignorando le sue suppliche.

Il direttore finalmente capisce cosa sta provando e blocca l’intera equipe: se vuole un parto naturale, è quello che avrà.

Fortunatamente va tutto a buon fine, ma diciamolo: Max l’ha rischiata grossa, se fosse morta sarebbe stata non solo una tragedia umana, ma soprattutto finanziaria.

New Amsterdam - episodio 8

Quattro storie intense, appassionanti ma… niente, mi sento a bocca asciutta.

Allo staff non è successo niente, le uniche due cose degne di una qualche nota sono state la nipote di Hellen, che è una stronza allucinante e Lauren, che si porta a casa la senzatetto che viveva nello sgabuzzino.

Da New Amsterdam a Meh Amsterdam il passo è breve, è diventata una serie normale, come tutte le altre; certo, con attori molto bravi, ma sembra aver esaurito completamente la sua vena d’oro, quella commovente profondità che mi accarezzava e strizzava il cuore ogni settimana.

È la mancanza di Vijay? Non credo sia solo questo. Sembra essere diventato un medical drama “normale”, solo senza gente che si bacia a caso.

 

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Marina Amato

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