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Recensione: New Amsterdam – 3×07

New Amsterdam giunge al settimo episodio il cui titolo è “The legend of Howie Cournemeyer” e la nostra Wicked Wolf è in difficoltà. Vediamo un po’ come mai. Buona lettura! Episodio precedente qui.

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Progetto grafico di Francesca Poggi

Lo dico senza girarci intorno, Fenici: sono davvero in difficoltà.

Avevo annusato un calo, notato i piccoli segnali che New Amsterdam stava inviando nei precedenti episodi, ma avevo scelto di ignorare la cosa e avere fede in questa serie, di premiare la qualità con cui mi ha intrattenuta negli ultimi tre anni.

E invece…

New Amsterdam - episodio 7

Il tema dell’episodio è l’epidemia di HIV degli anni ’80, con le relative sottotrame dell’omofobia e delle linee guida bigotte del sistema sanitario statunitense.

Trent’anni fa un uomo gay osservava impotente i suoi amici morire, perché gli omosessuali non potevano donare il sangue: per aggirare la regola decise di farli donare comunque, ma a nome di un uomo inconsapevole. Questa sua iniziativa ha salvato migliaia di vite fino a quando non è stato scoperto dal direttore sanitario e si è trovato a dover scegliere tra il suo lavoro e la sua missione.

Andre: Nel 1986, questo ospedale aveva bisogno di sangue. Come molti altri. Ma agli uomini gay sessualmente attivi in questo paese è stato vietato di donarlo, anche se sapevano di essere sieropositivi.

Max: Non è colpa di Helm. Allora era così.

Andre: Oggi l’uomo gay non può donare il plasma di convalescenza per COVID, quindi dimmi, cosa è cambiato esattamente? Ero un gay sieropositivo, i miei amici stavano morendo, avevano bisogno di sangue, non potevo donare ed ero il capo della dannata banca del sangue. Sai come ci si sente? Una persona deve fare qualcosa. Deve agire.

Max: come Howie Cournemeyer?

Andre: Howie era senza paura. Non l’ho mai incontrato, ma Dio mi ha ispirato. Lo ha reso così semplice. Fai solo qualcosa. Agisci. E l’ho fatto.

Max: Hai chiesto a uomini gay di nascondere la loro identità e di donare usando il nome di Howie.

Andre: Questa è la cosa migliore da fare durante una epidemia. Dare aiuto. Ho visto uomini spaventati passare da indifesi a eroi, goccia a goccia. Finché …

Max: Helm l’ha scoperto.

Andre: Ha detto che avrebbe licenziato anche me, il mio staff. Howie Cournemeyer non avrebbe smesso di combattere, ma avevo bisogno del mio lavoro. Quindi ho chiuso il programma, e questo è qualcosa con cui devo convivere per il resto della mia vita.

Max: Hai riempito la banca del sangue di questo ospedale in meno di un mese, durante una pandemia. Sei un eroe.

In una stanza diversa osserviamo Iggy attendere emozionato il ritorno del suo amico Vijay, che purtroppo non arriverà mai: dopo aver rischiato di morire a causa del covid, il nostro dottor Kapoor non è più in condizione di esercitare la professione. Questo spezza il cuore sia a Froome che a noi spettatori, soprattutto alla luce del fatto che Anupam Kher ha lasciato la serie presumibilmente (non ha mai dato conferma ufficiale) per stare accanto alla moglie malata di cancro.

New Amsterdam - episodio 7

Com’è possibile che con elementi così forti, io non abbia provato alcunché? Ero così abituata a ritrovarmi attonita, emozionata e confusa dopo ogni singolo episodio, e invece non sta succedendo da troppe settimane, ormai.

È l’irritante storia di Hellen e di quella rompiscatole di sua nipote?

Il fatto che Cassian in sua assenza scompaia del tutto, come se il suo personaggio fosse vincolato alla dottoressa? (Daniel Dae Kim, meriti molto di più!)

O ancora che Max gira come un pirla per l’ospedale parlando con la gente senza riuscire mai a risolvere niente?

Mentre prima le trame principali si fondevano con le storie dei personaggi, ultimamente sembra tutto compartimentato e questo rende  gli episodi molto più freddi.

New Amsterdam resta sempre una serie di qualità, ma sembra aver smarrito la sua formula vincente.

 

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StaffRFS

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