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Recensione: New Amsterdam – 3×04

New Amsterdam torna con il quarto episodio dal titolo “This is all I need”. Vediamo cosa ne pensa la nostra Wicked Wolf. Per iniziare qui potete trovare quello precedente. Buona lettura!

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Progetto grafico di Francesca Poggi

Pronti a una nuova, emozionante ora di televisione? New Amsterdam è qui per noi, Fenici.

Questa settimana parliamo di ciò di cui abbiamo bisogno, di cosa possiamo fare per ottenerlo e di come gli altri possono aiutarci; affrontiamo inoltre le nostre paure, accomodando le soluzioni per mettere a suo agio chi ci è vicino.

Ci avete capito poco? Tranquilli, ci arrivo subito.

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Il pronto soccorso non è un posto sicuro, soprattutto negli Stati Uniti, dove ormai è prassi che ogni ospedale abbia in quel reparto degli agenti di polizia assegnati alla sicurezza in modo permanente. Dopo che un paziente ferisce l’infermiera dai capelli blu e butta a terra un sacco di gente, Bloom decide di richiedere che questo tipo di protezione venga assegnato anche al New Amsterdam, ma nonostante il suo entusiasmo le cose non vanno molto bene.

Casey: Non ci stanno facendo sentire più al sicuro, Lauren. È solo un diverso tipo di pericolo.

Il personale è a disagio come lo sono i pazienti, e sapendo della presenza delle forze dell’ordine molte persone bisognose potrebbero scegliere di non farsi curare pur di evitare l’arresto. Come risolvere, dunque? È provvidenziale la presenza di un ex buttafuori, disoccupato a causa del Covid, che si rivela la soluzione perfetta alle (più che fondate) paure di Bloom e alle rimostranze dei colleghi.

Iggy affronta un caso tremendo: una donna, a causa di una lesione cerebrale, non riesce a riconoscere suo figlio; lo rifiuta, considerandolo un impostore, e continua a cercarlo credendo che si sia perso da qualche parte. Essendo inoperabile, l’unica soluzione per mitigare la sofferenza di questa famiglia è una “bugia clinica”: le viene detto che suo figlio è morto e che il ragazzo davanti a lei è un orfano col quale può condividere un dolore affine.

Iggy: Linus, non c’è un modo semplice per dirti questo, ma tua madre non ti riconoscerà mai più. La sua condizione è permanente.

Floyd rientra al New Amsterdam nel giorno peggiore possibile, ossia quando Max non è in ospedale per dire a tutti che il collega è tornato. Neanche la sua vice, Hellen, ne sa nulla perché ha ben altri problemi a cui pensare quando riceve la telefonata dall’Iran che le annuncia la morte del fratellastro; con lei c’è Cassian, che riesce a supportarla e a darle una mano restando rispettosamente un passo indietro.

Mi tengo il meglio per la fine e vi parlo solo ora di Max, che finalmente va dai suoceri in Connecticut a prendere Luna. È doloroso vedere come la piccola si sia ambientata bene in quella casa confortevole, coi nonni così affettuosi e circondata dalle foto della mamma, ma cosa è più giusto per lei? Vivere con quelle brave persone che la adorano, oppure tornare a casa col papà che però lavora tutto il giorno?

Nessuno dei tre adulti dice niente, ma è chiaro che questo dilemma li tormenta fino all’ultimo istante, quando Max prende la sua decisione e porta Luna a New York, non prima di essere passato alla tomba di Georgia per un commovente saluto.

New Amsterdam - 3x04

Un episodio delizioso, a tratti brutale ma così affascinante da guardare che non riuscivo a distogliere gli occhi; tutti i personaggi di New Amsterdam stanno cercando di fare il possibile, alcuni per migliorarsi, altri per guarire.

Questa bimba serena, così ben ambientata a casa dei nonni che sembra non riconoscere il suo papà, invece spaventato dalla scoperta che, da quando l’ha lasciata da loro, lei ha cambiato perfino i suoi gusti in fatto di cibo; però le basta entrare nel loro vecchio appartamento per sentirsi subito a suo agio e sciogliersi nel più tenero degli abbracci.

Luna: Dada qui.
Max: Sì, Dada qui.

Il dolore non se n’è mai andato, Max si sente ancora perso ma fa del suo meglio per stare bene, per sé e per la piccola Luna.

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StaffRFS

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