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Recensione: “Nera come l’ombra” di Julie Garwood (Highlands’ Lairds Series)

 

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Contesa per la sua conturbante bellezza, Gabrielle, intrepida figlia di un potente barone e principessa di St Biel, è la merce di scambio perfetta per re Giovanni d’Inghilterra, intenzionato a riportare la pace tra i clan delle Highlands scozzesi. Gabrielle viene dunque mandata in sposa a Monroe, ma poco prima delle nozze scopre che l’anziano laird è stato assassinato… In disgrazia, la principessa trova ospitalità nel castello di Colm MacHugh. Colm è un gigante biondo, schivo, autoritario. Al suo sguardo penetrante, però, il corpo e il cuore di Gabrielle non possono resistere…

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Una premessa la devo fare: io adoro quest’autrice, ed erano quasi vent’anni che non usciva più un suo storico inedito; già solo questo mi avrebbe fatto amare questo libro. Detto questo, però, devo anche essere così onesta da ammettere che mi è piaciuto, ma non è certamente un indimenticabile.

Per tutte le lettrici che si sono domandate in che modo questo libro sia collegato agli altri due, è presto detto: Colm è un alleato sia del Clan di Brodick, protagonista assieme a Ramsey di “Indomita attrazione”, sia di Iain Maitland, protagonista di “Tu e nessun’altra”. Ma non solo: il nonno di Gabrielle è il fratello del burbero zio Morgan e del padre di Gillian, e questo le rende cugine di secondo grado. Brodick appare spesso in questo libro sia come alleato, sia come amico di Colm, e la sua parentela acquisita con il padre di Gabrielle, Barone inglese e zio di sua moglie, viene spesso usata per prenderlo in giro.

Se non conoscete come me le storie precedenti quasi a memoria, forse farete un po’ fatica a seguire le connessioni fra i vari Clan che vengono citati nel caotico inizio, ma dopo qualche pagina entrerete nel pieno della storia senza problemi.

Gabrielle è figlia di Geoffrey de Wellingshire e della principessa di St. Biel, un piccolo territorio conquistato da Re Giovanni tempo addietro. La sua giovane principessa Genevieve era stata data in sposa a Geoffrey, e sebbene all’inizio non lo amasse i due si erano poi innamorati, il ricco e potente barone aveva adorato la sua sposa, ora quell’amore era riversato su Gabrielle l’unica figlia, e Geoffrey avrebbe fatto qualunque cosa per proteggerla.

La ragazza, di una rara bellezza, è desiderata in sposa da due Baroni al seguito di re Giovanni, che fa loro credere a turno di poterla avere. Nessuno dei due ha grande moralità, e Geoffrey, per proteggerla dai due litiganti, si accorda con re Giovanni per far sposare la fanciulla a un potente capoclan scozzese avanti con l’età e di amabile carattere, ma in grado di tenere gli altri Laird sotto controllo.

Sia il barone Percy che il barone Coswold non intendono, però, farsi sfuggire la ragazza che, oltre a essere bellissima e portare in dote dei possedimenti ambiti, potrebbe anche essere al corrente di dove è nascosto il favoloso ed enorme tesoro di St. Biel di cui narra un’antica leggenda. Per questo, dopo aver tramato con uno scozzese che vede nelle nozze la possibilità di fomentare le guerra fra i clan, i due riescono a fare in modo che la ragazza cada in disgrazia.

Bandita e disonorata, aiutata solo dalle sue guardie, la fanciulla sembra senza difese, e una facile preda per i due subdoli Baroni, ma Brodick accorre in sua difesa, e reclamando un debito da Colm decide il destino della ragazza. Fra Laird traditori, donne piene di gelosia, agguati e omicidi, prende il via una storia dolce e divertente, con un’ altra indomita eroina targata Garwood.

Gabrielle è infatti una ragazza piena di sorprese, e disposta a tutto per aiutare le persone che ama; sa tirare con l’arco come il migliore degli arcieri, ed è solita per la sua indole avventurosa cacciarsi sempre nei guai. Ad un certo punto del libro perderà tutto, ma lontana dal farsi scoraggiare, è subito pronta a ideare dei piani.

È estremamente divertente il suo interagire con Colm, un uomo di cui tutti hanno paura, ma che non riesce a farsi ubbidire da questa caparbia ragazza che sembra sempre mettere in discussione ogni cosa. È talmente insito nel suo carattere che quando si troverà in pericolo le basterà scrivere:

Farò sempre come vuoi”

per fargli capire che quello che sta leggendo non è la verità.La storia del famoso tesoro è più che altro un pretesto e non è del tutto convincente: le scene passionali sono caste e più rare che in altri titoli dell’autrice.

La storia però è carina e io ho amato le guardie della principessa. Guerrieri venuti spontaneamente da St. Biel solo per amore, che proteggono con la vita la loro principessa, rimanendo lontano da casa per anni fino al momento in cui decidono che l’uomo che l’ha sposata è degno di lei e capace di proteggerla, e perciò la loro tutela non è più necessaria, ma che si ripresenteranno non appena ci sarà un altro erede da crescere.

Non è “Matrimonio normanno”, non ha la sensualità di “La signora del Clan “ o “Una sensuale vendetta” e non fa divertire come lo strepitoso “La dote di Sara”, ma è un bel Romance ed è scritto dalla Garwood, per cui solo per questo non può mancare nella libreria di ogni amante del Romanzo Storico.

Da lettrice spero ci possano essere altri libri inediti di queste autrici del passato che non passano mai di moda.

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Recensionea cura di:

Lucia63

Editing a cura di:

Bettina

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