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Recensione: “Mess” di Ilaria Soragni

 

Trama
Maryland, USA. Mavis, diciotto anni, viene rinchiusa in un riformatorio, accusata di aggressione. È internata nell’ala Nord della struttura, dove sono reclusi i ragazzi condannati per reati minori. Indossano delle tute verdi, unico colore in un mare di bianco così monotono da stordirla. Anche Mavis ne indossa una e le vengono illustrate le regole del luogo. La prima è “non avvicinarsi alla stanza 105”. Diversa dalle altre, in quella cella è rinchiuso un ragazzo di cui nessuno sembra voler parlare. Mavis sa solo che invece lui indossa una tuta arancione e che non dovrebbe trovarsi lì, bensì nell’ala Est, riservata a chi ha commesso crimini gravi. Il suo nome non viene mai pronunciato e gli altri ragazzi si limitano a chiamarlo 105. Da subito incuriosita, Mavis infrange la prima regola, facendo di tutto per entrare in contatto con lui. Poco alla volta riesce ad avvicinarsi, a scoprire il suo nome, Niall, e a violare il suo silenzio impenetrabile. Fra Mavis e Niall nasce un rapporto sincero, empatico, che se da una parte darà a Mavis la forza di non crollare, dall’altra la travolgerà, preda di sentimenti ancora sconosciuti e in nome dei quali metterà a rischio la sua stessa vita…

Recensione
Mavis, la protagonista, colpisce subito il lettore grazie al suo carattere forte e intraprendente, è chiaramente una ragazza che non vuole farsi mettere i piedi in testa da nessuno.
Zayn è il primo ragazzo che incontra una volta entrata nel riformatorio, gli è stato affidato l’incarico di farle da guida: “Prima regola: non avvicinarti alla stanza 105. Per il resto, be’, le regole sono semplici: sopravvivi e cerca di non impazzire”.

Grazie alla curiosità di Mavis riusciamo a scoprire, una alla volta, le storie dei ragazzi che la circondano e condividono con lei la quotidianità del riformatorio. Incontriamo il sarcastico Harry, Liam, Louis, l’italiana Francesca, ne scopriamo piano un passato colmo di eccessi di violenza o di droga, di instabilità emotiva, e impariamo a viverlo da un punto di vista differente, il loro, e quello dei loro familiari. Infine facciamo la conoscenza del pericoloso Niall, da cui tutti si tengono a distanza, e che si presenta sempre ammanettato e scortato da due guardie.
La protagonista scopre, poco a poco, la relazione tra Niall e Zayn, che si trovano in riformatorio a causa di un crimine commesso insieme, assaggerà in prima persona i soprusi causati dalla malvagità del rettore dell’istituto, fino a che l’ingresso in scena della stagista dell’avvocato di Niall cambierà le carte in tavola…
Non pensate che questo sia un romanzo incentrato sull’odio o sulla violenza; l’autrice ha invece il coraggio di indagare il passato e gli errori dei suoi personaggi accompagnandoli fino alla guarigione, senza dimenticare di menzionare i sentimenti e le emozioni delle vittime degli stessi reati.
Non voglio addentrarmi ulteriormente nei particolari della storia per non rovinare la sorpresa ai futuri lettori, mi limiterò a dire che mi ha sorpreso. Sicuramente questo libro mi ha aperto la mente a un nuovo punto di vista; ad esempio, prima d’ora, non mi ero mai chiesta come fosse la vita in riformatorio. Parte della magia di questo libro è proprio quella di aprirti un mondo lontano da te senza che tu glielo chieda, ed è così che funziona la vita: è possibile innamorarsi delle persone sbagliate, o perdere la testa, ma puoi anche trovare qualcuno che ti aiuti a guarire e guarisca a sua volta, semplicemente amandoti.
Ho divorato il libro in due giorni, purtroppo sono rimasta delusa dal finale, che se devo dire la verità trovo poco realistico… In ogni caso il mio consiglio è quello di leggerlo!

Fiamme-Sensualità-Medio NUOVA

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RECENSIONE a cura diPandora

EDITING a cura di Aléthéia

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StaffRFS

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