Recensione libri

Recensione: Mercy di Francesca Veri 

Titolo: Mercy

Autrice: Francesca Veri 

Genere: Romance

Editore: Always Publishing

Data di pubblicazione: 12 dicembre 2025 

Età di lettura consigliata: +18

Tra mura antiche, segreti e rigide regole, un Dark Academia pronto a sedurvi!

È bastata una notte per rovesciare l’esistenza privilegiata di Aurora Welsh e decretare la sua clausura. Dalle feste con gli amici e gli ottimi voti passa al totale isolamento, all’Our Lady of Mercy: una prigione di stampo cattolico mascherata da prep school in cui gli studenti vengono piazzati dai loro facoltosi genitori per espiare colpe, imparare l’educazione rigida dei ricchi o rimanere nascosti da chi non desidera avere una delusione tra i piedi. Ora, sola e priva di qualsiasi appiglio, vaga in un ambiente sconosciuto senza null’altro da perdere se non la propria coscienza.

Eppure proprio lì, tra i corridoi austeri dell’Our Lady of Mercy, si nasconde quella che si rivelerà la sua più grande tentazione. Vietata. Indecente. Totalizzante. Con il professor Fleming cedere è inevitabile. Perdersi anche.

Zachary Fleming è un professore autoritario, esigente, eppure rispettato da studenti e colleghi. Però dentro di sé cova un tormento invisibile e rivangare il passato per lui porterebbe alla luce fantasmi che devono restare incatenati. Così ogni settimana Zach tenta di esorcizzarli nel solo modo che conosce: di nascosto nella sua stanza, in compagnia delle sue Lady of Shadows.

Nessuno lo sa. Nessuno nemmeno sussurra. Ma lui sprofonda ogni giorno di più nel peccato, nel ricordo e nel dolore, almeno fino a lei. Quando Aurora mette piede nella sua scuola, Zachary capisce subito che rappresenterà la sua rovina: una Lady perfetta, uguale al suo ideale eppure… infinitamente diversa.

Resistere è impossibile, i suoi demoni lo spingono a indulgere, a osare, a irretirla, perché la passione non si può arginare e l’appagamento del loro bisogno vale ogni rischio.

Le catene che imprigionano i fantasmi di Zachary, però, sono destinate a spezzarsi e liberare verità in grado di scaraventare lui e Aurora in un vortice ancora più buio. Si può conoscere amore se l’unico insegnamento ricevuto è la perversione?

#AgeGap #ForbiddenRomance #EmotionalScars #DarkAcademia

Fenici buongiorno, oggi parliamo di Mercy. Il romanzo parte con un’idea che sulla carta spacca: collegio cattolico super rigido, peccato, redenzione, dark academy, tentazione proibita. Io ero lì, pronta, col mantello nero e la candela accesa. Peccato che poi, leggendo, mi sia resa conto che più che dark mi sentivo spesso… perplessa.

Aurora viene spedita in questo collegio-prigione perché il padre politico deve salvare la faccia (classico), lei è traumatizzata, sola, fragile, piena di sensi di colpa. Tutto chiaro, tutto comprensibile. Il problema è che la sua sofferenza va e viene a comando, a volte è distrutta, a volte sembra ricordarsi della madre solo quando serve spingere un po’ sull’emotività. E io lì a pensare: ok, ma tu come stai davvero? Perché non l’ho mai capito fino in fondo.

Poi arriva lui, il professor Fleming. Autoritario, tormentato, pieno di sensi di colpa, convinto di essere il male incarnato. Ora, io amo i personaggi problematici, davvero, ma qui il disagio viene ripetuto, spiegato, sottolineato, ribadito così tante volte che a un certo punto volevo dirgli: “Zac, abbiamo capito. Respira.” Il suo trauma è importante, certo, ma l’evoluzione emotiva mi è sembrata più raccontata che vissuta.

La relazione proibita? Sì, c’è. Funziona? A metà. L’attrazione fisica è chiara, anzi chiarissima, forse pure troppo , mentre la connessione emotiva vera arriva tardi e un po’ tirata per i capelli. Il risultato è che il proibito c’è, il brivido pure, ma sotto sotto mi è mancata la sostanza che mi facesse dire: “ok, sono sbagliati ma non possono farne a meno”.

L’ambientazione è probabilmente la cosa che ho apprezzato di più, il collegio gotico, le regole ferree, la religione usata come contrasto continuo col desiderio. Però anche lì, a volte, ho avuto l’impressione che si spingesse un po’ troppo sull’estetica del peccato per rendere tutto più scandaloso, senza scavare davvero fino in fondo.

Insomma il libro è scritto bene, stile curato, atmosfera interessante, potenziale enorme. Ma per me è rimasto tutto un filo in superficie. Ho letto, ho capito cosa voleva essere, ma non mi ha trascinata dove speravo. Non l’ho odiato, non mi ha fatto arrabbiare… semplicemente non mi ha conquistata.

Se amate i trope proibiti, l’ambientazione religiosa cupa e le storie tormentate, potrebbe fare al caso vostro. Se invece cercate un dark che vi scavi dentro senza chiedervi il permesso… forse no. Io metto una stella in più per lo stile e per l’idea, ma chiudo il libro con quella sensazione lì, “poteva osare di più”.

Hot 🔥 | molte scene e dettagliate
Sentimento❤️| passione e slow burn
Violenza ⚔️ | nessuna

valutazione

senza voto

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