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Recensione: Manifest – 3×11

Manifest continua la sua traversata nei cieli del misticismo. Vediamo un po’ cosa ci racconta Mag sull’episodio “Duty free”. Qualora lo vogliate, potete fare qui il punto di quello precedente. Buona lettura!

Manifest

Progetto Grafico di Vita Firenze

Ben partecipa all’udienza per i capi d’accusa contro di sé. Vuole confessare e sperare in una grazia, ma la giudice assegnata al caso sembra avere una cattiva opinione dei sopravvissuti del volo 828 e gli assicura che, se si dichiarerà colpevole, sarà punito come giusto che sia.

Così l’uomo opta per il “non colpevole” e viene riportato in cella. Tuttavia, pare che non sia soltanto quella donna ad avere remore sugli scomparsi-riapparsi. Infatti, alla centrale di polizia dove lavora Michaela arriva la notizia di un’indagine su tutti i passeggeri, lei compresa.

La donna si arrabbia, perché viene giudicata per quel singolo imprevisto e non per tutto il lavoro che ha svolto nel modo più onesto possibile. Jared prova a consolarla, dicendole che le coprirà le spalle e facendosi sfuggire un: «Siamo noi contro tutto il mondo».

Michaela, però, è ormai immune al suo fascino e replica: «È da un po’ che non siamo più noi due contro il mondo». Io dico… ma come fa? Non vede quant’è dolce, premuroso, innamorato da sciogliere il cuore e irrimediabilmente sexy? Non lo capisco.

Così come non capisco il bisogno del regista di far perpetrare questo amore sofferto. Povero Jared, che ruolo gli hanno assegnato!

Tornando a noi, tutti ricevono una visione comune: se stessi fra le fiamme.

Manifest - episodio 11

Ci sono tante cose in gioco. Altri passeggeri vengono incarcerati, uno addirittura ucciso, e a Eureka stanno effettuando studi sulla coda dell’aereo. Saanvi chiede a Vance d’interrompere gli esperimenti, ma lui non vuole ascoltarla e la caccia dal progetto.

La dottoressa si reca in centrale per confessare l’omicidio della Maggiore, ma nello stesso momento il capitano della stazione di polizia comunica a Michaela che è stata declassata al lavoro di ufficio e inoltre stanno esaminando tutti i suoi casi. La donna non si sente più protetta da quell’istituzione in cui aveva sempre creduto e si dimette.

Intanto, Cal ospita Angelina in segreto nella sua stanza. La giovane è sempre più fuori di testa, cerca un legame con qualcuno e adesso punta sul ragazzino. Secondo lei la missione del fuoco deve risolverla lui, ma senza dirlo ai genitori, soltanto con il suo aiuto.

Manifest - episodio 11

Cal si fa convincere ed esce di casa senza avvisare nessuno. Prende un taxi con Angelina e scende da solo in un posto buio della città. Ma non dovevano farlo insieme? A parte ciò, dov’è andato il ragazzino? A Eureka, vuole vedere la coda dell’aereo.

Una cosa che fatico a digerire è quando fra i protagonisti ci sono dei bambini. Non perché non mi piacciano, bensì perché so che prima o poi faranno una cavolata. Cal è sempre stato un personaggio “genio”, nel senso che pareva privilegiato nel contatto con le missioni e riusciva sempre a dire la cosa giusta.

Ora, dovrei pensare che andare a Eureka sia altrettanto sensato, tuttavia la dottoressa che dirige le ricerche mi pare un po’ troppo invasata e la probabilità che lo usi per i propri esperimenti è alta.

Michaela, parlando con Grace, ricorda che tutti i passeggeri dovranno resistere “soltanto” altri tre anni alle missioni e poi, se supereranno la data di morte, saranno liberi.

Eppure, mi sembra che la cosa stia andando malissimo. Omicidi, incarcerazioni, gente fuori di testa (e fra questi anche Ben, che pare logorato dalla responsabilità che si è cucito addosso). Cosa ci aspetta ancora? Il finale di stagione arriverà con due episodi consecutivi. Staremo a vedere!

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Marina Amato

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