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Recensione “Il male degli avi: oltre i confini” di Giorgia Staiano

L’umanità ha fallito. La Madre Lios, stanca dei continui soprusi subiti, ha distrutto la razza umana, salvando solo pochi eletti.
Millenni dopo, gli Elit, uno dei sette popoli della Nuova Era, proibiscono le emozioni negative. Un giovane, però, viene meno a questo giuramento. Mizar è irascibile, scontroso e in eterno conflitto con se stesso; nulla può contro la sua parte più oscura.
In tutto il mondo, intanto, prende corpo una macabra consapevolezza: i bambini stanno nascendo senza anima. Lios ha mantenuto l’antica promessa.
Un viaggio obbligato di dominio e conquista condurrà Mizar negli angoli più sperduti del globo dove, insieme alla giovane Kaila del popolo guerriero dei Dashu, affronterà i suoi demoni. Il Male degli Avi non ha ancora vinto…

La lettura di questo libro mi ha gettato in una sorta di limbo, di dimensione sospesa, perché si tratta di una scrittura ‘leggera’ che a volte, poco si accorda con il fantasy.

E invece qui l’esperimento è riuscito, creando una sorta di novità (cosa poco consueta) nel campo del fantasy, dove di solito i canoni sono sempre gli stessi e gli schemi ripetitivi.

Sarà stato che ci si muove in un tempo sconosciuto, in una dimensione dove gli ‘umani’ sono piccoli popoli sparuti, nei quali la crudeltà, la violenza, ma anche tutti i sentimenti più passionali e forti, sono stati cancellati.

È difficile all’inizio capire ‘dove siamo’ anche se, per chi legge questo genere, ci si ritrova in quei paesaggi sobri e misteriosi di autori come Brooks.

Tutto è lieve: animali, persone, persino l’ambiente vegetale, in cui vivono tutti protetti da un grande equilibrio.

Il popolo degli Elit mi ha lasciata spaesata per la sua capacità di estraniarsi da tutto ciò che conosco, come il senso della famiglia o la singola personalità, per unirsi in questo sentimento di comunità che di questi tempi si fa fatica a capire.

Ma tutto ciò non crea routine o lentezza. Il ritmo è serrato, ricco di descrizioni e di scoperte, che vi porteranno in viaggio con alcuni dei protagonisti, che vengono bruscamente strappati dalla loro vita e catapultati in un qualcosa di inspiegabile e nuovo.

Come loro, sono andata ‘Oltre i confini’ e i sentimenti sono diventati molteplici, a volte anche contrastanti, soprattutto perché ciò che prova il lettore, difficilmente può palesarsi all’interno della storia, che scorre fedele a sé stessa, senza curarsi di ciò che causa al povero malcapitato che la legge.

Alla fine ci si ritrova in mano, nonostante tutto, buoni sentimenti, come amore e amicizia, una presa di coscienza che il male esiste e bisogna combatterlo, anche se non c’è un vero e proprio finale, che si proietta verso un altro episodio, in cui spero di ritrovare Mizar, Kaila e Roku ancora insieme.

PS: piccola curiosità. È stato realizzato dall’autrice un piccolo book-trailer che vi paleserà i protagonisti nel loro habitat. Buona visione.

“Le promesse sono state infrante, la fiducia tradita. L’uomo ha appena firmato la propria condanna.”

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L’umanità ha fallito. La Madre Lios, stanca dei continui soprusi subiti, ha distrutto la razza umana, salvando solo pochi eletti. Millenni dopo, gli Elit, uno dei sette popoli della Nuova Era, proibiscono le emozioni negative. Un giovane, però, viene meno a questo giuramento. Mizar è irascibile, scontroso e in eterno conflitto con se stesso; nulla può contro la sua parte più oscura. In tutto il mondo, intanto, prende corpo una macabra consapevolezza: i bambini stanno nascendo senza anima. Lios ha mantenuto l’antica promessa. Un viaggio obbligato di dominio e conquista condurrà Mizar negli angoli più sperduti del globo dove, insieme…

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Voto di Tracy 4

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