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Recensione: L’ultimo segreto di John le Carré

Titolo: L’ultimo segreto

Autore: John le Carré

Genere: Spy Story

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 1 Marzo 2022

Julian Lawndsley ha rinunciato alla sua carriera nella City per una esistenza più semplice e gestisce una libreria in una piccola cittadina di mare. Ma solo un paio di mesi dopo l’inizio della sua nuova vita, una serata di Julian viene interrotta da uno strano visitatore. Edward, un emigrato polacco che vive a Silverview, la grande tenuta ai margini della città, sembra sapere molto sulla famiglia di Julian ed è un po’ troppo interessato ai meccanismi interni della sua modesta nuova impresa.

Quando un’importante spia di Londra riceve una lettera che lo avverte di una pericolosa fuga di notizie, le indagini lo portano proprio nella tranquilla cittadina sul mare dove si trova Julian.

 

Ben trovate care Fenici!

Con la storia di oggi vi porto nella vecchia Inghilterra, dove un manipolo di persone “al servizio di Sua Maestà” ci parlano di epoche passate e di quello che un uomo è disposto a fare per il bene della sua patria.

Julian ha deciso di lasciare un lavoro estremamente remunerativo nella City per trasferirsi in un paesino di mare. Acquistata una libreria da riportare in auge, comincia una nuova vita all’insegna della semplicità e dei veri valori.

Una sera, Edward bussa alla sua porta e, disquisendo con lui di letteratura e politica, gli confessa di essere un amico del suo defunto padre.

Da quel momento in poi, il novello libraio verrà coinvolto in un circuito di spionaggio e segreti inimmaginabili, scavando nella vita dei suoi vicini per arrivare a conoscere realtà scomode e terribili.

Libro postumo dell’autore, “L’ultimo segreto” rimane un mistero anche per suo figlio, suo diretto curatore. Impegnato realmente nell’ambiente dei servizi segreti, le Carré non ha mai tradito il suo giuramento e il suo onore, regalando comunque storie intense e appassionanti.

Nel suo canto del cigno ci parla invece di una struttura profondamente diversa, divisa e debole; la società viene dilaniata da lotte interne e diverse fazioni politiche sono messe a confronto.

I protagonisti, ognuno con una triste storia da raccontare, portano con sé un bagaglio scomodo e doloroso. La guerra e l’orrore che ne comporta mina la mente e l’anima dei coraggiosi che, messi alla prova, vacillano sulle loro certezze, arrivando a voltare le spalle alla loro stessa patria.

Il world building è limitato, svolgendosi materialmente la narrazione in ambienti circoscritti. Tutto è abbastanza nebuloso e denso di mistero. I personaggi, cliché di un’epoca passata, ci riportano agli anni della guerra fredda, dandoci uno spaccato di una società morta e sepolta, ma viva nei libri di storia. Le convenzioni superano gli affetti e l’apparenza è tutto ciò che conta.

Vediamo un marito in contrasto con la moglie, una figlia devota ma allo stesso tempo lontana dalla mentalità comune, ognuno responsabile di un settore diverso di sicurezza.

Julian si muove in punta di piedi, ubbidendo senza chiedere, aiutando in modo discreto le persone con cui entra in contatto e divenendo il candidato ideale per entrare nella società massonica.

Quindi, una storia autobiografica o un collage di momenti vissuti?

Nessuno lo potrà sapere. Proprio per questo la vicenda assume un fascino ancora più intenso. Un’eredità ambigua e piena di sottintesi che ci porterà a esaminare il testo da ogni punto di vista possibile, per scovare quei segreti che solo una mente brillante, arguta, allenata e preparata, potrà mai sperare di percepire. poiché in ogni frase, si nascondono mille possibilità d’interpretazione.

Coraggio Fenici, volete indagare su questo caso insieme a me?

Buona lettura e a presto.

 

 

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Serena

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