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Recensione: L’ultima lettera d’amore di Jojo Moyes

 

 

Titolo:L’ultima lettera d’amore

Autore : Jojo Moyes  

Editore: Mondadori  

Genere: Narrativa 

Data di pubblicazione: 6 Luglio 2021

 

Londra, 2003. Una giovane giornalista di nome Ellie conduce noiose ricerche d’archivio a caccia di una bella storia, ma dubita fortemente di riuscire a scovare qualcosa di interessante che le eviti il licenziamento.

Si sbaglia: all’improvviso si imbatte infatti in una lettera del 1960, scritta da un uomo che chiede alla sua amante di lasciare il marito e partire con lui. Con sua stessa sorpresa, Ellie viene subito catturata da quella lontana storia d’amore, nonostante a sua volta sia invischiata in una scomoda relazione con un uomo sposato.

O forse proprio per quello. Incuriosita, decide dunque di scoprire cosa ne è stato di quell’amore di un tempo andato.

Londra, 1960. Jennifer Stirling, vittima di un incidente automobilistico, si risveglia in una stanza d’ospedale. Non rammenta più nulla, non riconosce il marito, o gli amici, il suo passato sembra ormai irrimediabilmente perduto. E poi, quando torna in quella che le dicono sia la sua casa, trova una lettera nascosta in un libro, la lettera di qualcuno che non è suo marito. Lentamente inizia a ricordare l’amante per cui era disposta a rischiare tutto…

A decenni di distanza, le vicende di Ellie e Jennifer finiscono imprevedibilmente per intrecciarsi, in un romanzo ricco di emozioni e intessuto di vere lettere d’addio.

 

 

Ho letto tutti i libri della Moyes e mi sono piaciuti tantissimo, quindi sono partita con aspettative molto alte. 

Il romanzo è molto bello nonostante l’inizio sia lento, infatti bisogna superarne una buona metà per arrivare ad apprezzarlo e trovarsi con un finale travolgente. 

La storia è ambientata nella capitale britannica e si sviluppa su due linee temporali.

In una Londra caotica dei giorni nostri conosciamo Ellie Haworth, una giovane giornalista di trentadue anni coinvolta in una storia d’amore con uno scrittore sposato. 

Subito inizia il parallelismo con la Londra del 1960, dove il lettore prende contatto con l’alta società e la protagonista Jennifer Sterling, moglie di un ricco imprenditore. 

Tutto parte da queste parole, trovate per caso nell’archivio del giornale in cui lavora Ellie: 

“Mio adorato e unico amore, dicevo sul serio. Uno di noi deve prendere una decisione, oggi ho finalmente capito che è l’unico modo per andare avanti. Io non sono forte come te. Quando ci siamo conosciuti, ho pensato che tu fossi un essere fragile, una persona da proteggere. Ora mi rendo conto di quanto avessi torto. Tra noi due, sei tu ad avere più forza: tu, che sei capace di accettare la possibilità di vivere un amore come questo, e a sopportare il fatto che non ci sarà mai permesso a viverlo.”  

 

Parole bellissime, intriganti, che parlano di un amore proibito, un segreto celato nei cuori dei protagonisti, intenso ed eterno. 

Per Ellie trovare questa lettera, oltre la curiosità giornalistica, rappresenta anche un enigma. Questo fa riflettere come ai giorni nostri non si ha più il coraggio di esprimere quello che si sente:  non si scrive più TI AMO ma si usano emoticon lasciando in sospeso i sentimenti per paura. 

La Haworth per capire come è andata a finire questa profonda storia d’amore comincia a indagare nell’archivio. Scopre così un altro mondo e conosce dei colleghi che per lei erano solo numeri e facce senza nome. Perché oggi non si ha più il tempo di conoscere veramente qualcuno e di relazionarsi senza usare internet!   

Ho trovato difficile da seguire nella prima parte del romanzo il susseguirsi dei tanti personaggi che ruotano intorno ai protagonisti. Ma una volta presa dimestichezza con loro e con il ritmo della narrazione tutti i pezzi si incastrano alla perfezione. 

Nel finale la storia di Ellie e quella di Jennifer si incrociano e la Moyes riesce a creare antagonismi fra i due mondi. 

Il fulcro del romanzo è sempre stato lui: l’AMORE, quello vero.

Aldilà della storia di Ellie i protagonisti indiscussi sono Jennifer e Anthony.  Il loro incontro non è fra i migliori. Lui la trova: 

“ […] una piccola tai-tai viziata. […] Pelle di pesca, ma neanche un’idea originale in testa.” 

Certo, quando riesce a conoscerla e accettarla, lei diventa il suo mondo. 

Mi è piaciuta molto la parte in cui Jennifer riscopre se stessa e la società londinese, partendo dai suoi sentimenti, dalle sensazioni che le fanno capire che niente è come sembra. Questa ricerca della sua identità è descritta molto bene e ci sono delle sfumature che collegano le due protagoniste. In questo l’autrice è stata molto brava. 

Nel 1960 la donna era un oggetto da esibire, non doveva avere idee proprie, non doveva preoccuparsi di altro se non che abbellire con la sua presenza l’uomo che la possedeva.

Per amore Jennifer è disposta rinunciare a tutto: posizione sociale, soldi, amici e famiglia. 

Dall’altra parte Ellie è una donna indipendente, che vive da sola, con una carriera promettente, ma senza rendersene conto piano piano si annulla lasciandosi inghiottire da una relazione complicata e rischiando di perdere il lavoro. 

Ho trovato interessante come la Moyes evidenzi la differenza tra le due donne: Jennifer appare  fragile ma rivela una forza straordinaria ed Ellie che invece si mostra forte, perde se stessa sul sentiero dell’amore. 

Forse questo libro non è il migliore della Moyes, vista la lentezza delle prima metà, ma racconta per così dire L’AMORE con la A maiuscola. 

Adesso appena finita la recensione sono pronta a vedere il film. Spero di trovarlo all’altezza del libro. 

 

 

 

 

 

 

 

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Emanuela

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