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Recensione: “L’isola dei fiori rossi” di Alan Brennert

 

Titolo: L’isola dei fiori rossi
Autrice: Alan Brennert
Editore: Newton Compton Editore
Genere: Narrativa storica
Formato: ebook/cartaceo
Data pubblicazione:   marzo 2020
Pagine:   480
Autoconclusivo

 

 

1890. La piccola Rachel Kalama vive a Honolulu e fa parte di una grande famiglia hawaiana. Desidera vedere le terre lontane che suo padre, un marinaio mercantile, spesso visita. Ma all’età di sette anni i sogni di Rachel si infrangono: la comparsa di alcune macchie rosate sulla sua pelle indica che ha contratto la lebbra. Portata via da casa e dalla sua famiglia, viene mandata in quarantena sull’isola di Moloka‘i, dove si trova il lebbrosario e dove la sua vita sarebbe destinata a finire. E invece, sebbene costellata di ostacoli e prove difficili da superare, la comunità che si è creata è ricca di personaggi straordinari: c’è tanta vita anche tra i più disperati ed è un miracolo scoprire che la speranza e l’amore fioriscono nei luoghi più desolati. Un romanzo meraviglioso ispirato alla vera storia dell’isola di Moloka‘i, alle Hawaii, dove per cento anni è stato deportato chiunque avesse manifestato i primi segni della lebbra. Ricco di personaggi pronti a saltare fuori dalla pagina, L’isola dei fiori rossi è la meravigliosa e straziante avventura di tutti coloro che hanno deciso di abbracciare la vita pur essendo stati condannati. Un racconto che, con il calore, l’umorismo e la compassione che porta con sé, ha già incantato e commosso oltre mezzo milione di lettori.

 

Avete presente quando un libro vi prende completamente? Beh, a me è successo leggendo questo splendido romanzo.

L’ambientazione delle isole delle Hawaii dà un tocco esotico a una storia basata su fatti storici realmente accaduti. Il racconto si basa sulla vita di Rachel Kalama, nata a Honolulu nel 1886, una bambina come tante con una famiglia che la ama, due fratelli e una sorella con cui litigare. Un padre marinaio che rimane imbarcato per metà dell’anno e che al suo rientro porta con sé regali dai luoghi visitati e una madre dura, ma amorevole allo stesso tempo che la adora. La vita della nostra protagonista passa allegramente fra una domenica in Chiesa e giornate in cucina con la mamma a preparare il poi (piatto tipico hawaiano), finché la sua vita viene completamente sconvolta da una piccola macchia comparsa sulla gamba. La madre, percependo la gravità di ciò che rappresenta quella piccola eruzione cutanea, cerca di curare la piccola ricorrendo perfino a una kahuna. Questa è una guaritrice che utilizza erbe medicinali e riti indigeni secondo l’antica cultura hawaiana, ciò sembra funzionare, in un primo momento, ma poi la macchia ricompare. La famiglia fa di tutto per tenere segreto che la loro figlia ha preso la lebbra, una vergogna indelebile nella reputazione di tutti i parenti e una condanna per la bimba di soli 6 anni, ma non riusciranno a tenere al sicuro questo enorme fardello. Un ispettore sanitario, infatti, porterà la piccola a un centro di prima accoglienza per malati di lebbra dove Rachel subirà test e cure poco ortodosse per tentare di curarla. Dopo un anno però viene catalogata come inguaribile e mandata nell’Isola di Maloka’i, il luogo in cui vengono mandati tutti i lebbrosi per mantenere sotto controllo il diffondersi del contagio che, al tempo, si pensava avvenisse per contatto. Qui la vita della nostra Rachel cambia, a Kalaupapa, una colonia di malati, viene rinchiusa in un convento per essere educata, qui impara che la morte avrà sempre una grande parte nella sua vita. Sull’isola dei fiori rossi la gente va per morire o almeno è quello che pensano tutti ma, al contrario, si scopre che anche nella difficoltà più estrema c’è sempre una possibilità di essere felici. Kalaupapa è in tutto e per tutto una cittadina come le altre con un emporio, un comune, un centro di polizia e due scuole cristiane in cui i minori, maschi e femmine in due stabili separati, vengono cresciuti e curati fino alla maggiore età; la sola differenza è che la maggioranza degli abitanti sono affetti dalla malattia di Hansen. Qui si scopre come gente data per spacciata riesce a vivere una vita normale fra chi non li giudica, perché tutti, chi più o chi meno, sono deturpati dalla malattia.

Questa storia dà molto da riflettere sulla vita e su ciò di cui siamo capaci di affrontare.

È incredibile come in una situazione in cui tutto è dato per perso ci sia una riscoperta della vita come insieme di amore, gioia e dolore.

La narrazione avviene da un punto di vista esterno che ci permette di conoscere i pensieri e di vedere la storia dagli occhi di tutti i protagonisti. Questo metodo di racconto mi è piaciuto moltissimo, perché mi ha permesso di leggere le storie di molti che, sebbene diverse, siano inevitabilmente legate da ciò che dovrebbe divider in realtà, la malattia. Ho amato la scrittura dell’autore e la sua capacità di farmi sentire lì, assieme ai protagonisti; ho sorriso e mi sono commossa. Un libro profondo che consiglio di leggere a tutti nonostante i contenuti forti legati alla malattia. Ci fa capire che, anche quando pensiamo che non ci sia via d’uscita, la vita ci sorprende e ci regala un paradiso dove vedevamo solo un inferno. La capacità di raccontare una storia che a tutti gli effetti doveva essere tragica e far sì che il lettore si senta fortunato di ciò che ha, perché alle volte ci dimentichiamo quanto stiamo bene, è bellissima. I personaggi sono tutti ben strutturati e descritti nei vari aspetti sia estetici, ossia di come la malattia ha agito su di loro, che caratteriali, dando la possibilità al lettore di dare un volto a ogni personaggio, il più vicino possibile alla verità. La storia dei pazienti di Kalaupapa è una di quei racconti che è giusto vengano trattati, perché io personalmente non avevo idea di cosa subissero le persone affette dal morbo di Hansen e di come la malattia influenzasse le loro vite fino alla fine dei loro giorni.

Anche ora, nel ventunesimo secolo, si tende a lamentarsi di ogni minima sciocchezza e di quanto diamo per scontato che la nostra vita scorra senza intoppi, quando c’è gente che affronta battaglie con malattie incurabili tutti i giorni e riesce a tirare fuori una forza che non sa di avere dentro.

Non bisogna mai demordere, eccolo il messaggio di questo bellissimo libro, perchè nella vita nonostante le difficoltà si può trovare la luce.

Un libro che ti entra nel cuore e che consiglio vivamente di leggere.

  Titolo: L’isola dei fiori rossi Autrice: Alan Brennert Editore: Newton Compton Editore Genere: Narrativa storica Formato: ebook/cartaceo Data pubblicazione:   marzo 2020 Pagine:   480 Autoconclusivo     1890. La piccola Rachel Kalama vive a Honolulu e fa parte di una grande famiglia hawaiana. Desidera vedere le terre lontane che suo padre, un marinaio mercantile, spesso visita. Ma all’età di sette anni i sogni di Rachel si infrangono: la comparsa di alcune macchie rosate sulla sua pelle indica che ha contratto la lebbra. Portata via da casa e dalla sua famiglia, viene mandata in quarantena sull’isola di Moloka‘i, dove si trova…

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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