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Recensione: “Leonardo: il manoscritto perduto” di Giovanni Pala

 

Titolo: Leonardo:il manoscritto perduto
Autore: Giovanni Pala
Editore: Alic Publishing House
Genere: Thriller Storico
Data di pubblicazione: l’8 marzo 2021

Un genio può perdere la felicità,
ma non perderà mai la speranza di lasciare un segno!

È la storia di un amore che sfida il tempo e l’intelligenza degli uomini: il suo protagonista si chiama Leonardo da Vinci. Finalmente, dopo aver abbandonato Firenze, è giunto a Milano – una delle città più grandi e importanti d’Europa – e ha trovato pace alla corte di Ludovico il Moro.

Una storia che dal Rinascimento arriva dritta a noi celebrando l’arte totale, quella che sa fondere insieme bellezza, scienza e destino: l’unica certezza che abbiamo è che resteremo sorpresi.

Giovanni Pala si mette per primo al fianco di Leonardo in una sfida sorprendente. E la vince alla grande!

 

Ci ho messo un po’ a elaborare questa recensione, perché se era chiaro il mio giudizio sullo stile e sulla resa della trama, ero combattuta sulla quantità di dettagli interessanti su cui è evidente l’autore abbia grande conoscenza, in particolare riguardo l’Ultima Cena e i legami con l’esoterismo.

Poiché, però, per scriver un romanzo trovo sia imprescindibile saper delineare un buon intreccio, accattivante e ricco di tensione, capace di legare tutti gli elementi e tradurli in uno sviluppo del personaggio capace di farlo crescere e raggiungere obiettivi, devo esprimere un giudizio non totalmente positivo.

Queste nozioni su Leonardo ci vengono elargite a tratti come una sorta di infodump (o a mo’ di lezione storica), altre volte in modo frammentario, come elementi di “colore” senza una finalità precisa negli sviluppi.

Lo stile narrativo è molto forbito, arricciato, poco efficace, con dialoghi spenti e frasi troppo verbose e non riesce a essere coinvolgente e a dare vita alle emozioni provate dai personaggi, legando gli eventi e gli sviluppi narrati.

«Hai ragione. I miei pensieri erano altrove… lontani… vecchi ricordi sono riaffiorati nella mia mente… ricordi che mi hanno segnato…un tempo oramai lontano, ma ancora presente nel mio cuore.»

Soprattutto, però, sono rimasta delusa dalle troppe aspettative non soddisfatte: Leonardo, un genio eclettico, un precursore, un filosofo, uno scienziato, anticonformista probabilmente perfino nella propria sessualità, è un personaggio così ricco di sfaccettature e potenzialità da poter essere letto e sviscerato in mille modi. Eppure non sono riuscita a “sentirlo”, a entrare in empatia con lui, a vivere nel suo ambiente, le sue paure, i suoi entusiasmi. Non sono riuscita a cogliere l’essenza della sua personalità né le motivazioni che lo spingono a portare avanti gesti prudenti oppure dissacranti, che sembrano riportati solo al fine di dare completezza a un reportage documentale.

Ci sono, è vero, alcuni frammenti di vita quotidiana, vicende personali, tuttavia non seguono un filo conduttore, e ne deriva quindi una non-trama.

Non si poteva dargli un’età ben precisa perché il viso delle persone che hanno vissuto più vite e si sono fatte carico di infinite esperienze, recano in genere sia i tratti infantili dell’eterna fame di conoscenza, sia i tratti che l’avvenuta consapevolezza reca sul viso sotto forma di rughe.

La cosa che forse, rispetto alla mia curiosità, ha più deluso è stato l’aver tralasciato di approfondire molti, troppi aspetti della sua biografia, lasciandomi col dubbio che i dettagli inseriti possano essere finzione oppure realtà. Ad esempio, nonostante le supposizioni sulle sue tendenze omosessuali, il romanzo sembra dare per scontato la sua eterosessualità introducendo un paio di relazioni amorose illecite.

Per quanto l’aspetto esoterico venga approfondito in modo anche piuttosto complesso, ho trovato difficile seguire il filo del discorso e arrivare alle conclusioni, nascoste fino all’ultima riga anzi mai svelate neppure sul finale. Ammetto quindi di non aver capito il messaggio profondo nascosto dietro all’Ultima Cena, cosa che immagino volesse essere il fine ultimo della narrazione in sé.

In modo voluto o forse involontario, ritengo che molti significati simbolici legati al satanismo o alla religione ebraica rimangano appena accennati, lasciando a noi interpretare il lavoro nel suo complesso.

“Hai voluto lasciare questo duro monito non solo agli uomini che siedono accanto al Cristo, gli stessi apostoli o figli che lo hanno tradito, rinnegato, abbandonato più volte, e ai quali Egli ha fatto il grande dono di essere i fondatori della futura chiesa, ma anche per tutta l’umanità a venire… voi siete i figli del maligno e della luce, poiché al di fuori di ogni credo o religione, ogni uomo reca in sé la possibilità dell’elevazione così come l’inclinazione alla bassezza, quindi al male. Sta all’umanità saper scegliere…”

 

 

 

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  Titolo: Leonardo:il manoscritto perduto Autore: Giovanni Pala Editore: Alic Publishing House Genere: Thriller Storico Data di pubblicazione: l'8 marzo 2021 Un genio può perdere la felicità, ma non perderà mai la speranza di lasciare un segno! È la storia di un amore che sfida il tempo e l'intelligenza degli uomini: il suo protagonista si chiama Leonardo da Vinci. Finalmente, dopo aver abbandonato Firenze, è giunto a Milano - una delle città più grandi e importanti d'Europa - e ha trovato pace alla corte di Ludovico il Moro. Una storia che dal Rinascimento arriva dritta a noi celebrando l'arte totale, quella…

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Emanuela

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