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Recensione: “Le quattro amiche” di Robyn Carr

 

Trama viola

Gerri non sa cosa sia più traumatico per lei: accorgersi che il suo matrimonio all’apparenza solido ha in realtà enormi crepe oppure rendersi conto di non riuscire a riparare il danno. È sempre stata un punto di riferimento per famiglia e amiche, ma ora è venuto il momento di occuparsi di se stessa.

Vista la sua sfortuna nelle relazioni con l’altro sesso, Andy è convinta che l’amore duraturo sia per lei fuori portata. Quando però si ritrova attratta da un uomo normale, senza quelle qualità che di solito la colpiscono, mette in discussione tutto quello che pensava di desiderare dalla vita.

La continua ricerca del giusto equilibrio subisce per Sonja una battuta d’arresto quando il marito la lascia su due piedi, stanco del suo mondo fatto di incensi e filosofie New Age. Non sembra esserci nessun tonico a base di erbe o rituale di purificazione che la aiuti a ripristinare il suo equilibrio mentale.

Ma a Mill Valley è arrivata BJ, una nuova vicina di casa. La donna nasconde oscuri segreti, ma riesce comunque a far breccia nella ristretta cerchia di amiche e improvvisamente tutto cambia: prospettive, scelte, futuro.

Recensione viola

Gerri ha un lavoro importante e difficile, lavora come supervisore per la Protezione infanzia mentre suo marito Phil è vice procuratore distrettuale, ha tre figli, una vita intensa e piena d’impegni e il suo più grande problema al momento sembrano essere quei fastidiosi sintomi della menopausa che la rendono irascibile e sempre accaldata. Ha un’amica di lunga data, Andy, sposatasi con un uomo molto più giovane di lei dopo la fine del suo primo matrimonio con Rick, il quale si è risposato con una giovane infermiera e non si è mai voltato indietro. Bryce, il secondo marito, non è certo l’uomo adatto a lei e perciò Gerri non si stupisce più di tanto quando una mattina trova l’amica intenta a buttarlo fuori di casa e mentre avrebbe sulla punta della lingua un: “Te lo avevo detto” in realtà si trova a consolare l’amica in lacrime, tutto questo mentre Sonja, la loro amica amante di tutte le discipline New Age, esegue uno strano rituale a base di salvia e candele profumate per scacciare definitivamente Bryce dalla vita di Andy. Sonja inoltre è il loro personale e ossessivo personal trainer e costringe le amiche a salutari camminate mattutine all’alba, ma è anche la donna sempre disponibile quando ti senti male, sempre pronta a preparare rimedi naturali e tisane a tutte le malattie, che naturalmente Gerri ed Andy buttano nel bidone appena lei gira l’angolo.

Gerri è convinta d’essere molto fortunata, lei ha un matrimonio perfetto e Phil è l’uomo su cui si può sempre contare, loro hanno un rapporto bellissimo fondato sul rispetto e l’amicizia, si sono sempre spalleggiati in ogni ambito della loro vita, perciò rimane davvero incredula, quando andando a prenderlo in ufficio per pranzare insieme, la sua segretaria le rivela involontariamente durante una conversazione, che il marito cinque anni prima ha avuto una relazione finita da tempo ma durata due anni. Gerri non riesce a concepire la cosa, non si capacita di non essersi accorta di nulla, suo marito non è mai cambiato nei suoi riguardi o in quello dei ragazzi, non ha mai fatto capire che qualcosa gli mancava e ora la donna sente di doversi prendere tempo per riflettere e invita Phil ad andarsene per qualche tempo di casa.

E mentre Gerri vive il suo dramma personale ecco che Sonja una mattina non si presenta per la solita camminata e questo non è da lei, sarà la nuova misteriosa e riservata vicina BJ a decidere di andare a casa della donna per vedere che succede ed ecco che trovano Sonja in uno stato psicotico, incapace di muoversi e parlare. George, il marito, se n’è andato via, incapace di continuare a vivere in una casa che sembra una Spa piena di fontane e musiche rilassanti e in cui si mangiano solo cibi sani e insapori. Per Sonja è il crollo di tutte le sue certezze e la depressione la costringerà a lunghe cure. Solo dopo un lungo periodo comincerà a capire che non è stato l’allontanamento del marito l’origine del suo malessere, ma qualcosa nascosto in profondità dentro di lei che deve venire a galla e in questo sarà aiutata proprio da BJ, che sembra capirla e sapere cosa sia meglio per lei e che nel tempo le rivelerà un segreto molto pesante che grava sulla sua vita.

Non è un libro leggero questo che ci propone Robyn Carr, è lo specchio di vita di quattro donne che si trovano in quella che viene chiamata Maturità, il periodo della vita in cui hai ancora tanto da dare ma non sei più nel fiore della gioventù, in cui senti arrivare i primi acciacchi, in cui fai i bilanci della tua vita e i figli cominciano ad andare per la loro strada, salvo poi tornare da te quando i problemi gli sembrano insormontabili e quando si sentono abbastanza grandi per intromettersi nella tua vita e dare giudizi.

Ed ecco che Gerri da offesa diventa la cattiva, quella che ha allontanato il padre da casa per qualcosa successa anni prima e che sembra incapace di perdonare una leggerezza o Andy, che nonostante i suoi divorzi e le sue tante storie andate a male è pronta a riprovarci ancora una volta e viene offesa dal figlio Noel quando la trova a letto con Bob, un uomo diverso da tutti quelli che è solita frequentare, ma che si rivelerà invece meraviglioso quando il ragazzo avrà bisogno di sostegno e comprensione. Ma è anche una storia di rinascita, la possibilità di cambiare vita per una, la ritrovata amicizia con il marito per l’altra, un marito che non poteva più vivere in quel modo ma che in fondo ti ama ancora, e allora forse c’è ancora speranza. È la sorpresa di scoprire che anche se hai superato la cinquantina la vita ti può riservare la bellezza di un nuovo amore, magari meno irruente, più dolce, in cui intimità è anche leggere un libro a letto mentre l’altro guarda la partita, magari con un cane sulle coperte, in cui “Ti amo” viene detto meno volte ma viene dimostrato tutti i giorni e, infine, che due persone che si sono allontanate possono, se lo vogliono, ritrovare quei due ragazzi innamorati che si sono persi sotto le bollette da pagare, le attività dei figli e la monotonia della vita, per concedersi qualche ora solo per loro e ritrovare la magia di un tempo.

Non fate l’errore di voler ritrovare qui la Robyn Carr di Virgin River o ne rimarrete deluse , qui non c’è il paese in cui tutto diventa dorato e rosa, non ci sono aitanti militari in congedo, ma c’è la bravura assoluta dell’autrice di scrivere storie sulle persone normali, uomini maturi che cominciano a perdere i capelli, che hanno perso la tonicità della gioventù e donne che devono fare i conti con le conseguenze della menopausa e se, come me, siete in questo periodo della vostra vita, vi riconoscerete in tante cose. Dolce delicato e un po’ malinconico ma Robyn Carr è una certezza: per me bellissimo.

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Recensione a cura di :

Lucia63

Editing a cura di :

Maria

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