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Recensione: “Le parole giuste” di Lane Hayes ♦ Right and Wrong series ◊ Giusto o sbagliato #1

 

♦ Traduzione a cura di Veronica Zana

Dreamspinner Press, acquistabile qui ♦

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Luke Preston è un designer ansioso, che farfuglia poesie quando è preso dal panico e che è appena fuggito da una relazione di violenze psicologiche. Nel tentativo di riprendere il controllo della propria vita, accetta di ristrutturare la vecchia e trascurata casa al mare di un calciatore professionista e della sua fidanzata. Sebbene la sua passione sia la letteratura e non lo sport, concentrarsi sul nuovo progetto basta a calmare la sua ansia, almeno finché il lavoro che ha accettato non si rivela più complicato del previsto.
Costretto a stare in panchina dopo un serio infortunio, il famoso calciatore Michael Martinez sceglie la sua casa al mare come il luogo perfetto per riprendersi. Ristrutturare potrebbe essere il diversivo di cui ha bisogno per distrarsi dall’infortunio al ginocchio, ma non ha messo in preventivo di innamorarsi del bel designer dalle abitudini bizzarre.
Sfortunatamente, Luke non è disposto a stare con un uomo che fa di tutto per nascondere una parte di sé. Avere una brillante carriera sportiva è tutto quello per cui Michael ha sempre vissuto, ma dovrà rivedere i suoi piani e trovare le parole giuste se vorrà costruire qualcosa di più che una casa al mare con Luke.

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 “Se non posso avere tutto, voglio almeno quella cosa senza la quale non posso vivere. Tu.”

 Luke e Michael, due uomini incredibilmente diversi che il destino, nei panni di un ex fidanzato invadente e un po’ stalker, fa incontrare sulla porta di una casa quasi diroccata, in un momento particolarmente difficile per entrambi.

Da un lato c’è Luke, giovane designer che – reduce da una relazione malsana che gli ha tolto, in un sol colpo, fiducia in se stesso e lavoro – spera nella possibilità di concludere un buon contratto per ristrutturare la vecchia casa sul mare.
Dall’altro c’è Michael, famoso calciatore di calcio, gay non dichiarato, che un infortunio ha momentaneamente costretto al riposo forzato.

Tra i due, i rapporti non sono inizialmente buoni, anzi il bel calciatore di origini messicane non è per niente felice di trovarsi tra i piedi l’ansioso designer, anche perché a ingaggiarlo è stato il suo ex-ragazzo che non vuole rassegnarsi alla fine della loro relazione.
A dispetto delle premesse, però, i due iniziano una collaborazione lavorativa che li porta a una frequentazione assidua, che sfocia ben presto in una passione profonda e sensuale.

Luke non è esattamente felice di instaurare una relazione con un uomo che, per paura, ha scelto di nascondere la propria sessualità agli occhi del mondo, anche se l’attrazione che lo spinge verso il bel messicano si trasforma in un sentimento molto più profondo.

Michael Martinez era bello, affascinante e gay; ma non lo era pubblicamente e aveva i propri demoni da sconfiggere. Era sempre più evidente ai miei occhi che avevo un debole per le persone complesse che si trovavano in situazioni complicate. Ero spacciato.

 A smuovere la situazione ci penseranno le azioni da stalker dell’ex di Michael e le contromisure che il suo manager decide di mettere in atto per tentare di arginare lo scandalo.
A questo punto, spetterà solo a Michael capire per cosa davvero vale la pena combattere.

“Sono un calciatore. Sono un compagno di squadra. Sono un figlio, un fratello, uno zio e un amico. Sono anche un uomo gay. Sono sempre stato orgoglioso di tutte queste cose, ma non sono stato onesto riguardo a quest’ultima. Non voglio più nascondere chi sono o chi amo. Non voglio mentire per omissione. Voglio vivere una vita sincera nella speranza di essere di ispirazione per una nuova generazione di ragazzi che fanno parte di una minoranza e che amano uno sport, amano la loro famiglia, amano Dio, e a cui è capitato di amare qualcuno del loro stesso sesso.”

 Questo romanzo mi ha colpito soprattutto per il personaggio di Michael, per le motivazioni che lo spingono a nascondere la sua sessualità alla famiglia e al mondo, perché ti fanno capire che, prima di poter chiedere agli altri di accettarci per quello che siamo, dobbiamo essere noi stessi ad accettarci.
Michael nasconde di essere gay perché pensa che, rivelandosi, potrebbe perdere la possibilità di fare ciò che più ama, ovvero calpestare un campo da calcio con un pallone al piede; lo nasconde alla propria famiglia perché sa che, tradizionalisti come sono, non lo capirebbero, facendogli venire a mancare il loro amore e sostegno; ma, soprattutto, lo nasconde perché, nel profondo di se stesso, si chiede se sia giusto essere così o se piuttosto non abbia ragione quella religione con cui è stato cresciuto a condannare lui e tutti quelli come lui.

“Cosa volevi fare prima di giocare a calcio? Dottore, avvocato, ingegnere, designer di interni?” Emise una mezza risata al mio debole tentativo di farlo ridere, ma tenne gli occhi fissi sul campo quando rispose. “Non ho mai voluto fare nient’altro. Non sono mai stato più libero, non mi sono mai sentito più vivo di quando indossavo le mie scarpette da calcio e prendevo la palla. Il calcio mi ha salvato da…” “Da cosa?” Vidi il suo pomo d’Adamo muoversi quasi convulsamente nella sua gola. “Da me.” “Che cosa vuoi…” “Sai cosa voglio dire, Luke.” Il suo tono era irritato, ma non pensavo che fosse diretto a me. “Qui posso essere la versione di me che tutti accettano. Nessuna domanda. Lì fuori? Non proprio.”

 Dall’altra parte, invece, Luke è orgoglioso di essere gay, ha una madre eccentrica che lo ha cresciuto con amore incondizionato e un amico d’infanzia, Brandon, che lo ha supportato sempre. Nonostante tutto non è mai stato sicuro di sé, e questa sua insicurezza lo ha spinto tra le braccia di un uomo che lo ha catturato con un’apparente adorazione, per poi rinchiuderlo in una gabbia di soprusi psicologici che lo hanno portato vicino a un punto di non ritorno e da cui è riuscito faticosamente a fuggire.

 Nessuno ha il potere di farti del male e sminuirti a meno che non sia tu a darglielo. Avevo dato quel potere a Neil, ma non avrei più fatto lo stesso errore. Mai più.

 Ecco perché, nonostante il sentimento che prova per Michael, non è disposto ad accettare una relazione segreta, che ai suoi occhi non sarebbe altro che una diversa forma di reclusione.

Sentii la familiare sensazione del mio corpo che perdeva peso e fluttuava nel nulla. Mi sentivo come se stessi guardando me stesso e Brandon dall’alto. Non ero me. Ero un osservatore. Essere me stesso mi avrebbe sottoposto a un dolore che non pensavo avrei potuto sopportare fisicamente. Mi avrebbe messo in ginocchio come niente prima di allora. Pensavo di aver toccato il fondo con Neil. Ero stato così furioso con me stesso per non essere fuggito prima da quella relazione, ma avevo anche imparato a perdonarmi. Avevo imparato a rispettarmi nuovamente. Quando guardai il montaggio di Michael che passeggiava con quella ragazza graziosa, sapendo che ero stato letteralmente tagliato via per fare spazio alla versione della foto che il pubblico avrebbe visto, seppi che avrei perso me stesso se non fossi scappato immediatamente. Tutto il rispetto per me stesso per cui avevo combattuto così ardentemente sarebbe svanito. Sarei diventato un guscio vuoto. Un niente.

 Nel momento in cui tutto sembrerà andare per il verso sbagliato, toccherà a Michael capire per cosa vale davvero la pena vivere, di cosa non può fare a meno la sua anima e, quando l’avrà fatto, trovare le parole giuste per comunicare i propri sentimenti all’unica persona in grado di far battere il suo cuore per sempre.

 “Es tan corto el amor, y tan largo el olvido.”

“È così breve l’amore e così lungo l’oblio.” Pablo Neruda. Era per me. Un messaggio che aveva lasciato per me affinché io potessi capire. Solo io.

 “La cosa peggiore di tutte, la cosa peggiore che è capitata nelle ultime due settimane, è che tu non eri con me. E niente aveva più davvero importanza. Il calcio è… è stato la mia vita per tanto tempo. Ma è un gioco e tu sei la mia…” “Cosa?” “La mia verità. La ragione per cui mi alzo la mattina. La ragione per cui mi sforzo di essere più forte, di diventare più forte, qualcosa di più di quello che sono.”

 Fiamme-Sensualità-hot NUOVE

Recensione a cura di: ChibiTora

Editing a cura di: Aléthéia

Romanticamente Fantasy

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