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Recensione: “Lasciati portare via” di Lilian McRieve

Care Fenici, oggi Kiki ci porta in oriente con il nuovo libro di Lilian McRieve, “Lasciati portare via”

Cassandra Semoni è su un volo per Parigi, con l’incarico di vendere un manufatto unico al cliente più difficile con cui abbia avuto a che fare: Ryou Ichirou Naruta. Non ha alcuna conoscenza del prodotto, della lingua né di come vada gestita una trattativa. Possibilità di successo nessuna, ma è decisa a tentare il tutto per tutto, anche se questo significa seguire il mercante d’arte dall’altra parte del mondo per sabotare i piani della rigidissima nonna di lui, che lo vorrebbe sistemare con un matrimonio combinato. E se Cassandra scoprisse che sotto la maschera del ricco e maschilista uomo d’affari c’è un un’anima sensibile, intrappolata nelle regole di una tradizione che non sente propria? Riuscirebbe lo stesso a stare al gioco? Un incontro di cuori, uno scontro di culture e, come sempre, in amore e in affari tutto è lecito.

 

Il libro di cui vi parlo oggi è Lasciati portare via, scritto da Lilian McRieve e uscito il 15 agosto con Le Mezzelane Casa Editrice.

Care Fenici, che bel libro che ho appena finito! Avevo proprio bisogno di una storia frizzante e romantica, con la giusta dose ci commedia ed erotismo raffinato. Lasciati portare via è tutto questo e molto di più: grazie all’autrice ho fatto un viaggio piacevole in una terra che non conoscevo, il Giappone, e ho scoperto tanti aspetti di una cultura a me così lontana.

Facciamo un passo alla volta, così posso raccontarvi qualcosa di più di questo romanzo e spiegarvi i sentimenti che mi ha comunicato. La storia ci presenta subito i due protagonisti, Cassandra Semoni e Ryou Naruta. Cassandra è una giovane napoletana, laureata in archeologia e in biblioteconomia che, per seguire uno sfortunato amore finisce a fare la commerciante d’arte in un negozio della sua città. Non proprio il lavoro dei suoi sogni, anche perché appare evidente fin da subito che non è portata per le contrattazioni: è un po’ timida e non è assolutamente capace di mentire, quindi non regge il gioco con i clienti. Le tocca trattare un affare di cui nessuno vuole occuparsi, cioè concludere la vendita di una preziosa bottiglia al temibilissimo Ryou Ichirou Naruta, spregiudicato mercante d’arte giapponese dalla fama di squalo implacabile. Bellissimo trentenne italo giapponese, ha ereditato dal padre siciliano una fisicità imponente, e dalla madre un animo serio e rigidissimo. Ma sarà veramente così?

Il primo incontro/scontro tra i protagonisti è tutto da ridere, e fa capire subito al lettore che il registro della narrazione gli strapperà più di un sorriso. L’autrice sfrutta poi un escamotage tipico dei romanzi d’amore, il finto fidanzamento, per spostare l’azione in Giappone, dove si svolge il grosso del romanzo. Bellissime le pagine dedicate alla descrizione di questa terra, che con la sua cultura è il vero terzo protagonista del volume. Traspare da ogni riga l’amore della McRieve per l’oriente, che descrive senza forzatura e senza appesantire la lettura: tanti i termini in lingua originale, che sono spiegati di volta in volta e attraverso un glossario finale, perché nulla è lasciato al caso.

In questa terra che Cassandra impara ad amare crescono i sentimenti che prova per Ryou, che sembra portare tutto il giorno una maschera: dietro le apparenze di uno scontroso uomo d’affari inflessibile, super formale e maschilista sembra emergere, a poco a poco, un giovane sensibile, a cui mancano i gesti d’amore, che brama poter liberare un’anima “italiana”: spero che l’autrice non se ne abbia a male, ma ho colto tanto della nostra gente in Ryou, figlio di quell’Italia, sentimentale e magari un po’ cialtrona, ma con un cuore immenso e generoso. Cassandra avrà un compito ingrato: riuscire a liberare l’uomo che ormai adora dalle pastoie del rigido formalismo nipponico, unico modo per poter anche solo intravedere un futuro assieme. Ci riuscirà?

Cassandra e Ryou mi hanno mosso sentimenti contrastanti: il loro rapporto è descritto benissimo, e soprattutto in maniera credibile: non c’è una passione che divampa dopo cinque minuti, anche se l’attrazione cova sotto le braci. Ma ogni tanto li avrei strozzati! Assistendo ai loro dialoghi sembrava di vedere uno scontro tra ghiaccio e vapore bollente: Cassandra è piena di sentimenti, generosa, solare ma anche permalosa, Ryou vive di ragione, algido e razionale. Troppo rigido lui, troppo infiammabile lei, insomma… dovranno fare molta strada per riuscire a capirsi, e per credere in un futuro assieme.

Decisamente azzeccati i personaggi secondari, dalla rigida nonna di Ryou al suo simpaticissimo fratello Yuki, al favoloso Figherrimo, alias Luca, l’amico gay di Cassandra, che condivide con la ragazza un piccolo appartamento, la passione per i film in dvd e tanti sogni nel cassetto.

Un libro che mi sento di consigliare proprio a tutti, per passare qualche ora in compagnia di una storia romantica e piena di sogni, e per volare, almeno con la fantasia, in una terra lontana e meravigliosa.

«E cosa c’è scritto (sul tatuaggio), me lo dici?»

«Muri wa Muri dewanai: l’impossibile non è impossibile.»

Cassandra rise. «Beh, è una frase che ti si addice. Penso che definisca chi sei.»

Ryou la baciò, ridendo a sua volta. «Credo che si addica più a te.» Lei corrugò la fronte; lui le accarezzò uno zigomo con il pollice. «Sei stata tu a rendere possibile qualcosa che non lo era: ti sei appropriata del mio cuore, della mia anima… di me. Ti amo, Cassandra. C’è voluto un po’ di tempo per ammetterlo a me stesso, ma, dopo la tua partenza, mi sono dovuto arrendere all’evidenza: mi mancavi tanto… troppo. Ero a pezzi e allora ho capito tutto: ti amo come non ho mai amato in vita mia. Con un’intensità che non credevo fosse possibile.» La accarezzò di nuovo. «Mi sono reso conto che sei indispensabile… sei per me come l’unico porto rimasto dove poter attraccare.»

Cassandra sentì le lacrime scorrerle sul viso e il pollice di lui catturarle. Con sguardo offuscato, guardò quegli occhi verdi pieni d’amore.

«Mi hai stregato, Kasandora…» Le rivolse quel mezzo sorriso che ormai conosceva bene. «Aishiteru.»

Lei avvicinò il viso a quello di lui. «Io ti amo di più.»

 

 

 

Romanticamente Fantasy

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