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Recensione: “L’arte di respirare”, di TJ Klune

Titolo originale: The Art of Breathing
Autore: TJ Klune
Serie: Bear, Otter and the Kid Chronicles, libro 3
Edito da: Dreamspinner Press
Traduzione a cura di: Claudia Milani
Formato: ebook
ACQUISTABILE QUI

Tyson Thompson si diploma all’età di sedici anni e lascia Seafare, Oregon, diretto verso quelli che spera saranno migliori e più ampi orizzonti. Scopre però in fretta che il mondo vero ha le zanne e torna verso la costa portandosi dietro quattro anni di fallimenti, dipendenza da farmaci e la diagnosi di un disturbo da attacchi di panico. Suo fratello Bear, con il marito Otter, è convinto che tornare a casa sia esattamente ciò di cui Tyson ha bisogno per ritrovare se stesso. Circondato dalla propria famiglia nella Mostruosità Verde, Tyson cerca così di rimettere insieme i pezzi della sua vita problematica.

Ma poco dopo il suo arrivo, si trova a dover affrontare l’inevitabile nella forma del suo vecchio amico d’infanzia e primo amore, Dominic Miller, che non vede dal giorno in cui ha lasciato Seafare. Mentre i loro cammini tornano a incrociarsi, vecchie ferite si riaprono e nuovi segreti vengono svelati, Tyson scopre anche che la sua vita è un mosaico con molti più tasselli di quanti gli siano stati mostrati anni prima.

In un mare di volti familiari, nuovi amici e il ricordo della scelta devastante di una madre, Tyson dovrà imparare che se vuole sperare di avere un futuro, dovrà prima di tutto lottare contro i fantasmi del passato.

Vi dico subito che questo libro mi ha stravolta, mi ha presa e rigirata come un calzino. Se i primi due mi erano rimasti nel cuore, con questo TJ mi ha decisamente stesa, inteso in senso buono. A pag 40 ero già con i fazzoletti in mano e non mi sono fermata fino a pag 78, ma solo perché ho dovuto interrompere la lettura.

Questo libro è stata un’altalena di emozioni dall’inizio alla fine, emozioni che TJ, con la sua scrittura riesce a rievocare in maniera perfetta.

In L’arte di respirare, come anche nei capitoli precedenti della serie, si piange (parecchio, o forse sono io molto sensibile), si ride e si ritrovano anche tutti quei sentimenti legati alla famiglia perché, come dice Bear:

“Non sono i legami di sangue a definire le famiglie, sono le persone che ci fanno sentire integri, quelle che ci rendono ciò che siamo”.

Vi ritroverete immersi nel mondo di Ty, che nonostante  neghi di essere uguale a Bear, ha così tanto di lui, a partire da tutte le sue (scusatemi l’espressione) “seghe mentali” che io personalmente adoro, come ho adorato quelle del fratello.

Il libro è un lungo e complesso viaggio che affronta varie fasi. La prima è quella che mi ha strappato più lacrime e in quel momento, vi giuro, ho odiato Dom con tutte le mie forze. Poi però, mano a mano che vai avanti nella storia, e capisci come sono andate le cose, non riesci più a farlo perché sia Ty che Dom sono vittime della vita e delle situazioni, ma soprattutto, come dice Dom, sono inevitabili.

Se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è che è più facile lasciare qualcuno, prima che questo qualcuno lasci te. Perché, prima o poi, tutti ti lasciano.
È inevitabile.

Nella seconda fase ci sono il ritorno a casa e la risalita dall’abisso, perché i terremoti del passato sono ancora presenti, le scosse sono ancora più potenti e, a quasi vent’anni, Ty si ritrova a dover affrontare tutti assieme i traumi che, nel tempo, hanno caratterizzato la sua vita.

Nella terza arriva la consapevolezza che l’unica persona che può aiutare Ty è Ty stesso, perché finché non sarà in grado di reggersi sulle proprie gambe non riuscirà mai ad avere un futuro.

Alcune volte ci sono situazioni che ci fanno sentire rotti, spezzati e per raccogliere tutti i cocci si ha bisogno dell’appoggio delle persone che ci amano. Altre volte, invece, si sente il bisogno di fare i conti con noi stessi, allontanarsi da tutto per imparare a camminare da soli e trovare la forza necessaria per iniziare una nuova vita o semplicemente  come dice Ty… imparare a respirare.

È stata una piacevolissima sorpresa ritrovare i protagonisti di Dimmi che è vero, Paul, Vince e Sandy/Helena… adoro quella Drag Queen! E confesso, mi sono innamorata di Corey/Kori. Non poteva essere altrimenti. Un personaggio così complesso che, nonostante come la pensi Ty, e cioè che è un odioso impiccione da strozzare, gli farà capire qual è la strada di casa.

Se non si fosse capito, TJ Klune è uno dei miei autori preferiti, è l’unico capace di farmi ridere a crepapelle e allo stesso tempo farmi piangere come una fontana.

Vi lascio con quella che secondo me è una delle più belle dichiarazioni d’amore che abbia mai letto. Attenzione, non di Ty a Dom, ma di Ty a Bear, perché ci sono tanti tipi di amore, ma quello che c’è tra i due fratelli McKenna è qualcosa di unico.

Per un tempo lunghissimo   siamo   stati   solo   io   e   lui,   e   insieme   abbiamo   imparato   a sopravvivere. Alla fine le cose sono migliorate, ma non importa dove la vita ci porterà, non importa come saranno le nostre storie, alla fine saremo sempre io e Bear. Potrà esserci un momento in cui saremo lontani, ma qualsiasi cosa farò sarà grazie a lui, e qualsiasi cosa farò sarà per lui. Non è solo mio fratello, Sandy. Bear è il motivo per cui sono vivo.

 

 

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StaffRFS

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