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Recensione: “L’amazzone e il vichingo” di Deborah Begali

TITOLO: L’amazzone e il vichingo
AUTORE: Deborah Begali
GENERE: Historical romance
EDITORE: Self publishing
PAGINE: 228
PREZZO: €2,99 (eBook)
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 Maggio 2020

“Morrigan capì cosa sarebbe accaduto solo quando il vichingo si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un grosso anello dorato. Lei si dimenò, tentò di opporsi, ma erano in due a tenerla ferma e ben presto il suo aguzzino palesò le proprie intenzioni mostrandole un grosso arnese di ferro arroventato che sarebbe servito per fondere la chiusura del bracciale. In questo modo ella sarebbe divenuta ufficialmente loro prigioniera. Il vichingo schiacciò il grosso forcipe di ferro nella direzione della pelle della spalla, il metallo dell’anello divenne molle, i bordi si fusero e Morrigan iniziò poco dopo ad avvertire l’ustione. Urlò chiamando ancora una volta a gran voce la sorella maggiore.”

Vichinghi e amazzoni, gli uni contro le altre per accaparrarsi la Valle mentre la Nebbia incombe Oltreconfine. Cristen, re dei vichinghi, e Morrigan, sorella maggiore delle amazzoni, si sfidano per accaparrarsi il destino del mondo in una terra dominata dal maschilismo. Le persecuzioni messe in atto dagli uomini decimano la popolazione femminile e la specie ormai è a rischio: l’amore tra uomo e donna è solo retaggio di un passato antico. Possono due nemici giurati sovvertire l’ordine delle cose? Potrebbero Morrigan e Cristen amarsi nonostante la guerra e le persecuzioni? E se, tra loro, le consuetudini dei popoli non sortissero alcun effetto?

Questo volume, nonostante possa essere letto come fosse un’opera autoconclusiva, avrà un seguito.

Ben trovate, Fenici!

Oggi vi parlo del romanzo di Deborah Begali L’amazzone e il vichingo, primo di quella che dovrebbe essere una serie (o, comunque, almeno una duologia). Prima di tutto, è doveroso un riassunto, nonché una piccola spiegazione della società di cui ci racconta l’autrice. Ma, attenzione, non filtrerò le notizie, dunque ci saranno parecchi spoiler!

Il libro, apparentemente, narra le vicende di Morrigan e Cristen, lei amazzone, lui vichingo; in realtà va ben oltre. Descrive, infatti, le interazioni e gli scontri tra popolazioni e razze di un luogo immaginario, non ben localizzato nello spazio e, soprattutto, nel tempo. Inizialmente ero convinta fosse un’ambientazione del passato, pseudo medievale; andando avanti con la lettura, invece, ho avuto l’impressione che gli eventi si riferissero a un futuro lontano e “post-apocalittico”. Mi spiego meglio. Non c’è la minima traccia di tecnologia, ma allo stesso tempo si parla di “popoli antichi”, che ricordano molto quelli dei nostri tempi. Ambiguità che, ammetto, ho davvero molto apprezzato anche se fino alla fine resta un dubbio mai sciolto.

Torniamo alla trama. Il romanzo s’incentra su questa società singolare: gli uomini odiano profondamente le donne e viceversa; le prime sono, infatti, considerate seduttrici e ammaliatrici, ingannatrici e manipolatrici. Inoltre, esiste questa particolare popolazione, i vichinghi appunto, che possono generare solo figli maschi. Vi chiederete: “come fanno a riprodursi?”. Partiamo da un piccolo presupposto. In questo mondo, gli uomini hanno dimenticato, o meglio rinnegato, il sentimento amoroso: non sanno cosa significhi amare e, se per caso qualcuno riesce a provare un tale sentimento, viene immediatamente “curato”. Oh, persino la libido è materia oscura e arcana!

Capirete, dunque, che le donne non sono affatto ben volute. Le povere malcapitate che vengono catturate dagli uomini, infatti, sono rese schiave o “mogli”, ciò significa esser sottoposte a duri lavori e al mero ruolo di incubatrici per eredi… ammesso e non concesso che ci sia un uomo disposto a giacere con loro. In questa società, poi, ci sono loro, le amazzoni: donne libere e indipendenti, guerriere fiere, disposte a tutto pur di non essere soggiogate dagli uomini.

Il romanzo si apre immediatamente con la sconfitta di queste donne e, in particolare, con la cattura di quella che è appena diventata la loro regina (o «sorella maggiore», come la definiscono loro) da parte di Cristen, il re dei vichinghi. Attenzione, però, a non confonderli con i vichinghi da noi conosciuti! Per quanto possano somigliarsi nell’aspetto, tradizioni e religione non coincidono affatto.

Appena catturata, Morrigan è sottoposta al nodo, rito che simboleggia il matrimonio e che la lega a Cristen. Sarà lei la regina dei vichinghi, destinata a dare alla luce l’ultimo re della specie. Sì, col loro erede, infatti, la razza umana decreterà la sua stessa estinzione. L’odio reciproco tra uomo e donna è tale da impedire loro qualsivoglia contatto.

Morr, però, è un’amazzone e non permetterà mai a nessuno di renderla schiava: tra fughe e inganni, riuscirà più volte a sfuggire al re vichingo, nonostante la continua insistenza di lui nelle ricerche. Cristen, infatti, è caduto vittima della maledizione degli antenati: si è innamorato. Il suo consiglio di guerra, per questo motivo, decide di sottoporlo alla “cura”, ovviamente vana, data l’intensità del suo sentimento.

Morrigan, dal canto suo, pare immune al fascino del guerriero e, pur di vincere la guerra, fa un patto con la Nebbia, entità magica e maligna di questo mondo.

Non vi svelerò altro della trama. Il resto lo lascerò scoprire a voi, ma voglio chiarire bene il mio punto di vista.

Come vi dicevo, la Begali descrive una società spaccata in due, in cui convivono un maschilismo e un femminismo estremizzati all’ennesima potenza. Ammetto che, inizialmente, sono stata molto incuriosita da questa scelta; però, man mano che andavo avanti, i dubbi crescevano e, purtroppo, le mie speranze, riposte interamente nel finale, sono state brutalmente spezzate. Parlare di sessismo, ai giorni nostri, è azzardato e molto rischioso, poiché esistono molte idee controverse sul tema. Capisco perfettamente l’intento dell’autrice di evidenziare quanto sia sbagliato l’estremismo di tali filosofie e ne apprezzo il tentativo. Ritengo tuttavia che non sia stato pienamente raggiunto lo scopo. Come dicevo prima, in questo mondo le donne sono considerate manipolatrici e ingannatrici; i comportamenti falsi e ambigui della protagonista, anziché sfatare il mito, contribuiscono bruscamente a dargli credito.

Inoltre, la trama di fondo, l’innamoramento di un uomo che non può amare e che vuole cambiare la società in cui vive e in cui ha finora creduto, la trovo davvero ottima e accattivante, anche se non del tutto innovativa; purtroppo, almeno secondo i miei gusti, la Begali ha voluto dare troppa priorità al messaggio, a discapito di emozioni e sensazioni. Oltre la delusione lasciatami da Morrigan per i suoi comportamenti del piffero (perdonate il francesismo), non mi è rimasto molto, né mi sono arrivate sensazioni forti.

A suo merito, però, devo dire che l’autrice ha caratterizzato così bene e in modo così profondo i due protagonisti, da renderli quasi reali. Lei odiosa e falsa, quel tipo di donna da cui, nella realtà, sto grandemente alla larga; lui, per contro, è un uomo né buono, né malvagio, dolce nel suo essere rozzo ma dotato d’intelligenza e apertura mentale. Ho amato molto Cristen, capace di evolversi in una società statica e alla deriva, che apprende ad amare in un mondo in cui l’amore è considerato un’aberrazione e una maledizione. Da donna, ho fatto il tifo per quest’uomo così vero e sincero, incapace di sotterfugi e bugie, mentre ho sperato tutto il tempo che a lei capitasse un qualunque accidente.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, invece, il romanzo è stato una vera sorpresa. Il linguaggio è parecchio ricercato, a tratti altisonante, quasi a voler spingere il lettore in un’immersione a 360° nelle vicende di un futuro passato. L’editing è eccellente, non una virgola fuori posto o un minio refuso; unico neo, ma è un parere puramente personale, è l’uso di “ella” al posto di “lei” come pronome personale soggetto… l’ho trovato troppo scostante e alquanto disturbante, ma, ripeto, è una questione puramente soggettiva.

Insomma, non del tutto da bocciare come romanzo, nonostante le pecche; attendo con ansia il sequel, riponendovi tutte le mie speranze di una rivalsa per l’affascinante protagonista maschile e per l’attesa del trionfo delle emozioni sull’orgoglio.

Alla prossima, Fenici!

 

TITOLO: L’amazzone e il vichingo AUTORE: Deborah Begali GENERE: Historical romance EDITORE: Self publishing PAGINE: 228 PREZZO: €2,99 (eBook) DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 Maggio 2020 “Morrigan capì cosa sarebbe accaduto solo quando il vichingo si avvicinò a lei, le prese la spalla, le strappò via la manica e le racchiuse il bicipite dentro un grosso anello dorato. Lei si dimenò, tentò di opporsi, ma erano in due a tenerla ferma e ben presto il suo aguzzino palesò le proprie intenzioni mostrandole un grosso arnese di ferro arroventato che sarebbe servito per fondere la chiusura del bracciale. In questo modo ella…

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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