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Recensione: La Vita Davanti A Sé (2020)

Pronti a scoprire cosa pensa Maria Antonietta de La Vita Davanti A Sé, il nuovo film con Sophia Loren? Eccovi intanto il trailer e buona lettura!

La Vita Davanti A Sé

Progetto grafico a cura di Marina Alesse

Prima data di uscita: 6 novembre 2020 (Stati Uniti)

Regista: Edoardo Ponti

Scritto da: Romain Gary

Adattato da: La vita davanti a sé

Sceneggiatura: Edoardo Ponti, Ugo Chiti

Cast: Sophia Loren: Madame Rosa, Ibrahima Gueye: Momò, Renato Carpentieri: dottor Cohen, Diego Iosif Pirvu: Joseph, Massimiliano Rossi: spacciatore, Abril Zamora: Lola, Babak Karimi: Hamil

Un ritorno in grande stile per la grande Sophia Loren nazionale.

Dopo dieci anni torna sul set cinematografico con un film diretto da suo figlio Edoardo Ponti e già si vocifera ci sia odore di Oscar.

La vita davanti a sé è la trasposizione cinematografica del libro di Romain Gary, pubblicato nel 1975 e portato sul grande schermo per la prima volta nel 1977, con la partecipazione della straordinaria Simon Signoret. Nel 1978 la pellicola vinse l’Oscar come miglior film straniero e altri premi prestigiosi.

Il film è molto attuale e ho fatto fatica a credere che il libro sia stato scritto nel 1975, ma visto che è ambientato a Parigi in un quartiere multietnico come già era allora la città, ciò è possibile.

È stato girato a Bari e forse è sempre valido il detto: “Se Parigi avvesse lu mare sarebbe una piccola Bari!”

Le scene si svolgono precisamente nel quartiere Libertà, tra le vie della città vecchia, dove ritroviamo il mercato rionale, le pescherie sul lungomare e i paesaggi campestri con gli ulivi secolari della magica Puglia; a condire il tutto, ho apprezzato le numerose inquadrature ai tramonti sul mare che fanno da cornice alla malinconia che avvolge il racconto.

La scelta dell’Italia come location, in questo preciso momento storico, l’ho trovata ingegnosa e così anche l’accozzaglia dei protagonisti che sono perfetti e rispecchiano il mix di culture e di sessi che è impressionante. La Loren interpreta Madame Rosa (che si legge con l’accento sulla a), ed è un’anziana ex prostituta ebrea in pensione, sopravvissuta ad Auschwitz. Lei si occupa dei bambini abbandonati di altre prostitute, che prende in affido in cambio di una ricompensa in denaro. Un bel giorno, le viene affidato Momò, un bambino senegalese orfano che è l’anima del film, attraverso il quale osserveremo la realtà che lo circonda, come una finestra aperta sul mondo.

La Vita Davanti A Sé

All’inizio, tra i due c’è diffidenza e si vedono da lontano senza guardarsi. Il bambino è difficile, è un delinquentello di strada che spaccia e frequenta brutti ceffi. È fantastico il modo in cui Madame Rosa si confronta con lui in un modo diretto e senza tanti giri di parole.

Lei è una donna forte, ha una scorza dura, e con Momò non cede, facendogli capire che mal lo sopporta. All’inizio mi ha fatto sorridere quando gli riserva un piccolo spazio per dormire che alla fine diventa il suo buco. Gli altri bambini vivono in condizioni migliori e, nonostante lui faccia il gradasso, è geloso del trattamento che lei riserva agli altri.

Momò è interpretato da Ibrahima Guey, un ragazzino che promette bene, sprizza intelligenza e vitalità da tutti i pori, penso seriamente che abbiano creato un mostro e che sentiremo parlare di lui.

 “Io che sono musulmano manco lo sapevo!”

Le musiche che accompagnano il film sono pertinenti e molto attuali.

La Loren si cala nel personaggio con un’interpretazione magistrale, risultando moderna, vissuta e vera, come solo lei è capace.

È una storia di amicizia e di amore dove alla base di tutto c’è la ricerca degli affetti veri, della famiglia, tutto ciò che manca a queste persone e che desiderano disperatamente. Il film ha un’ottima regia, la  trama di per sè drammatica è stata riportata sullo schermo in maniera semplice, diretta e  anche divertente. La Loren che insegna l’ebraico ai bambini musulmani o il transessuale che vive nel palazzo con lei che è una bella bionda e balla con la Loren mentre il figlio gioca con il didlo che gli ruba dalla borsa sono scene esilaranti. Mai avremmo immaginato di vedere una Loren così.

La Vita Davanti A Sé

Durante la visione ci sono stati molti momenti toccanti.

La scena che più mi ha commosso è stata quella in cui lei si rifugia in cantina perché ricorda quello che ha vissuto nel campo di concentramento e lì si sente sicura.

Alla sua veneranda età, la Loren è ancora una bellissima donna e con questa interpretazione ha dimostrato di essere intramontabile. La sensazione che ho avuto alla fine del film è stata quella di un addio, un saluto al pubblico e nella sua drammaticità la Loren viene accompagnata in questo percorso dall’amato figlio, che l’ha guidata magistralmente e non vi nascondo che mi scesa la lacrimuccia.

“Chiudi gli occhi”.

“E poi chi li riapre?”

Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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