Recensione: La vendetta dei leoni di Venezia di Matteo Strukul

Autore: Matteo Strukul
Genere: thriller storico
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione:
Dall’autore della saga bestseller I Medici
Un autore bestseller da un milione di copie.
Tradotto in 40 paesi
Vincitore del Premio Bancarella
Intrighi, sangue e vendetta nella città che non perdona
Nella Venezia del 1617, all’indomani della congiura di Bedmar, la Serenissima è impegnata in una lotta senza quartiere, volta a identificare i cospiratori spagnoli e a giustiziarli uno dopo l’altro. Nel corso di questa spietata caccia all’uomo, si incrociano i destini del Caigo, lo Spettro di Venezia, l’uomo che veglia sulla città con spada e veleno, della giovane e bella profumiera Rea, della pittrice Chiara Varotari, del capo degli sbirri e degli zaffi Marco Valier, della misteriosa e spietata avventuriera che si fa chiamare L’Invelenada. Nel frattempo, anche la guerra di Gradisca giunge al suo termine e con la pace l’impegno da parte dell’Arciduca d’Austria di smantellare la flotta dei famigerati pirati Uscocchi, ma Venezia ne vuole la distruzione. Così, alle porte di Segna, covo dei corsari, si consuma una battaglia di terra e di mare all’ultimo sangue, mentre il Mangia-Cuori – l’indomito capo dei predoni – sceglie di sacrificare fino all’ultimo uomo pur di non cedere al Leone di San Marco. E mentre il sangue si mescola al sale del mare e l’odore delle calli si confonde con quello del veleno, Venezia non perdona, non dimentica e non si piega. Il Leone ruggisce, e chi osa sfidarlo scopre che la sua ombra è lunga… e letale.

Venezia non perdona, non dimentica e non si piega.
Se pensate alla Venezia da cartolina, quella delle gondole, dei romantici scorci e delle orde di turisti che passeggiano nelle calli, sui ponti e nelle affollate piazze, be’, scordatevi tutto… Qui c’è una città ben diversa sia come epoca che come fascino: poco magica! Sporca e feroce. La vendetta dei leoni di Venezia racconta la Serenissima del 1600 dove dominano complotti, eroi, antieroi, veleni, pirati, sbirri e assassini.
Le pagine hanno un ritmo serrato, incalzante dove non c’è un secondo di calma. Il linguaggio è appropriato per quell’epoca che se da un lato lo rende profondamente poetico e aulico, a mio giudizio, dall’altro può apparire come meno scorrevole per la sua ricercatezza; indubbiamente un pregio per la penna dello scrittore.
Il romanzo è pieno di immagini forti: torture, massacri, sangue che cola nei canali, profumi che nascondono veleno, calli che sembrano trappole medievali. Eccolo il suo fascino, ciò che piace al lettore.
Il Leone ruggisce, e chi osa sfidarlo scopre che la sua ombra è lunga… e letale.
I personaggi sono il vero motore dell’opera.
C’è il Caigo, “lo Spettro di Venezia”, figura oscura e quasi leggendaria, uno che entra in scena e sembra portarsi dietro odore di tempesta e funerale. Uomo fedele al Doge fino alla morte! Venezia prima di tutto… O forse qualcosa o qualcuno può diventare più importante della repubblica stessa?
Poi Rea, la profumiera: apparentemente delicata, ma ricordatevi che in questa storia nessuno è davvero innocuo. Mai. Nemmeno chi vende essenze floreali. Un passato poco trasparente alle spalle e la voglia di riscattarlo nel futuro.
Marco Valier, capo degli sbirri, è il classico uomo consumato dal dovere e dalla violenza quotidiana.
La pittrice Chiara Varotari, che evita alla narrazione di diventare soltanto un racconto di morte. Anche lei alla fine mostra doti inattese.
Abbiamo l’Invelenada. Già dal nome si capisce che non prepara biscotti! Donna consumata dal desiderio di vendetta.
Troviamo infine il pirata MangiaCuori, altro personaggio barbaro, spietato e sanguinario come facilmente intuibile dal suo appellativo. Nemico giurato di Venezia.
Tutti questi personaggi sono calati nella realtà della città lagunare dell’epoca dove dominano crudeltà, complotti, vendette e improbabili e complesse storie d’amore.
È poi facile grazie al clima creato dall’autore capire chi sono i buoni e quindi per chi fare il tifo nelle varie occasioni di scontro!
Pur partendo da basi storiche reali le licenze di fantasia ci sono tutte e anche questo è pregio, il troppo stroppia come si suol dire.
La vendetta dei leoni di Venezia è un libro che mescola, talvolta in maniera un po’ esagerata, thriller, avventura, duelli, vendette e un infinito mistero.







