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Recensione: “La strada di casa” di Dawn Blackridge

 

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Trama verde

La strada di casa. Ognuno dovrebbe riconoscere la propria. Non sempre è così. A volte è il tragitto più difficile da percorrere. A volte gli ostacoli sembrano insormontabili.
Derek, un militare dei corpi speciali.
Alan, un detective della polizia.
Una coppia che vive il proprio amore di nascosto.
La fiducia è fondamentale in un rapporto. Se la perdi, andare avanti diventa arduo, soprattutto quando credi di avere tutto e sei rimasto con il nulla tra le mani.
Così si sente Derek, tornando a casa dopo due anni di lontananza, per il funerale di suo padre. Rivedrà Alan? Riusciranno a parlarsi e a risolvere ciò che è rimasto in sospeso tra loro?
La sorte fa brutti scherzi e proprio quando ogni cosa sembra aver preso la giusta direzione, tutto cambia nuovamente e un evento traumatico renderà mille volte più difficile ritrovare la strada di casa.

Recensione verde

Se  mi chiedeste di definire questo romanzo con due  sole parole vi direi, senza neanche troppo pensarci,  Montagne Russe!
Si perché con questa storia questa volta Dawn ci trasporta a bordo di un vero e proprio Rollercoaster Emotivo da paura, uno di quelli che non arrivi neanche a metà e già hai chiuso di botto l’e-reader una quantità tale di volte che solo il suo costo ti impedisce di lanciarlo fuori dalla finestra, mentre strozzi tra le mani un cuscino immaginando sia il collo dell’autrice!!!
Ma come ben sanno i miei amici, io adoro le Montagne Russe, quella trepidante aspettativa mentre vieni portata verso l’alto e subito dopo quella sensazione che ti prende alla bocca dello stomaco mentre precipiti verso l’ignoto…
Ora so che starete pensando: “Cosa c’entra tutto ciò con un romanzo?” Ma se avrete la pazienza di seguirmi in questa mia follia, poi mi saprete dire.

Allora, si parte in salita, ma questo già l’avevamo capito dalla sinossi. Lentamente e con calma ci vengono mostrati i protagonisti, Derek , militare in carriera che torna a casa per il funerale del padre agente di polizia ,e Alan, collega del defunto: da subito ci viene fatto sapere che due anni prima i due avevano una relazione, finita quando Alan, divorziato e padre di una  figlia, non ha il coraggio di uscire allo scoperto.
A distanza di due anni la cosa ancora fa soffrire entrambi, e quando si rincontrano, Alan capisce che errore terribile sia stato il suo e quanto fortemente rivuole indietro l’uomo che ama. Complice anche il fatto di finire a lavorare insieme, i due si riavvicinano, infine, dichiarandosi reciproco amore.

E a questo punto, mentre ti godi la tranquilla salita verso la felicità, cominci un nuovo capitolo e bastano poche parole per scaraventarti in un abisso di incredulità e vertigini e  cuore spezzato, e tutto ciò che puoi fare è rimanere li, boccheggiante, balbettando flebili “ma ma ma” e, notando che sei solo al 30 % del romanzo, cominci a recuperare una buona scorta di fazzolettini perché qualcosa ti dice che ne avrai taaanto bisogno!

Per fortuna non dura molto, e così presto tiri un sospiro di sollievo e ti riappacifichi con l’autrice, e affronti ancora un po’ di dolci curve, con  i due protagonisti che si ritrovano ad affrontare il problema “relazione personale sul lavoro”, e qualche cunetta non troppo ripida quando spiegano il loro amore a Lucy, la carinissima figlioletta di Alan che reagisce con l’intrinseca innocenza e dolcezza dei bambini. Un po’ più alta la discesa quando si tratta di raccontare tutto all’ex-moglie, che da autentica stronza qual è reagisce male, giusto quel tanto per buttarti in un avvitamento da cui ne esci un po’ malconcio, ma comunque in pace col mondo perché è buono e giusto e, mentre ti crogioli in questa pace, zac, inizi un nuovo capitolo e giù per un’altra discesa da paura verso il terrore!! Perché giustamente il loro lavoro è pericoloso e Derek scapestrato e tiri di nuovo fuori i fazzoletti, che comunque non avevi accantonato del tutto, e ti disperi con Alan, per poi gioire con lui, con loro e con la loro tenerezza e la forza del loro amore. E quando il vecchio mondo militare di Derek rispunta all’orizzonte per tentare di separarli sei fiduciosa che la forza dei sentimenti li terrà uniti anche se lontani e tutto andrà bene.

E così arrivi alla fine della prima parte, e ti crogioli nella sicurezza , ma non sai  quanto è sadica l’autrice! Inizi la seconda parte, magari ti aspetti di ritrovare i nostri dopo qualche anno, alle prese con la figlia adolescente di Alan o finanche con i preparativi del loro  matrimonio, ma  mentre leggi le prime righe una parte del tuo cervello comincia a sudare freddo, mentre urla disperate esplodono nella tua mente “no” “non può essere” “oddio no noooo noooo” e li capisci che hai davanti una discesa senza paragoni direttamente nei gironi della disperazione!
Certo non vi posso dire perché,  sappiate solo che veramente rimarrete senza fiato, e senza accorgervi , mentre consumate tutta la scorta di fazzoletti ed inveite contro il mondo intero, una parte della vostra mente già cerca un modo per scovare l’autrice, per raggiungerla e soffocarla nel sonno, perché mai essere più sadico ha prodotto parole tanto belle, crudeli e strazianti!!!

Come dite? Mi è piaciuto? Certo che mi è piaciuto! Da morire! Ve l’avevo pur detto che adoro le Montagne Russe!
Scherzi a parte, vale veramente la pena farsi strapazzare il cuore da questa storia dolcissima ma crudele, come crudele in fondo è la vita.
Derek è stupendo nella sua stoicità che nasconde una profonda insicurezza e un devastante desiderio di essere amato

Cosa vuoi sentirmi dire Alan? Che quando te ne sei andato quella sera mi hai distrutto? Che sono stato malissimo pensando che quello che sentivo, quello che pensavo avessimo non fosse abbastanza per te? Che per me tu eri la cosa più importante al mondo? Che avrei fatto qualunque cosa per stare con te alla luce del giorno? Che ti amavo come non credevo fosse possibile? E’ questo che vuoi sentirmi dire?

Alan, il caro Alan che all’inizio vorresti prendere a calci, ma che alla fine dimostra una forza e un amore cosi profondo che puoi solo ammirarlo e desiderare qualcuno come lui al tuo fianco per tutta la vita!

«Ho capito che non me ne importa un accidente di quello che gli altri possono pensare. Io so che ti amo e se il resto del mondo non è pronto per accettarlo, non è un problema mio. Non voglio sprecare neppure un altro minuto lontano da te. Non voglio più nascondermi, sono quello che sono e basta. Voglio stare con te alla luce del sole, perché tu mi fai sentire… non so come spiegarlo… troppo, troppo amore, troppa passione, troppa gioia, troppo di tutto… e non posso più farne a meno.»

 Al solito, la scrittura di Dawn è impeccabile ed evocativa, si muove tra prima persona e terza persona in maniera abbastanza fluida e coerente con lo sviluppo della storia. I protagonisti son ben delineati e reali, ridi con loro e piangi per loro, e anche i personaggi secondari non sono niente male e, come ogni volta, vorrei che si dedicasse un po’ più di spazio anche a loro perché ti incuriosiscono parecchio.

 In conclusione, una lettura assolutamente da fare, anche se soffrite di vertigini XD , e che dimostra ancora una volta tutto il valore ed il potenziale del nostro made in italy!!

 Amare tanto qualcuno fa un male cane, dentro. Vuoi dargli tutto te stesso e sai che, a volte, non puoi. Non perché non vuoi ma perché proprio non ci riesci e ti sembra sempre che non sia abbastanza quel che tenti di fare, che non renda l’idea dell’immensità di quello che senti.

 Fiamme-Sensualità-hot NUOVE

Recensione a cura di ChibiTora

Editing a cura di Bettina

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StaffRFS

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