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Recensione: La scelta più difficile di Jamie K. Schmidt

 

Titolo: La scelta più difficile

Autore: Jamie K. Schmidt

Editore: Follie Letterarie

Genere: Romanzo rosa

Serie: Santinels of Babylon

Data di pubblicazione: 12 Agosto 2022

 

 

Lei è un avvocato difensore, una ragazza per bene convinta che tutti meritino un giusto processo.
Lui è un ex poliziotto, ora sicario professionista, impegnato a ripulire il mondo da quei delinquenti che la giustizia non riesce a punire.
Non potrebbero essere più diversi, eppure l’amore riuscirà a unirli.

Evan stava dalla parte della legge una volta, poi ha deciso di appendere la divisa da poliziotto e di cominciare a farsi giustizia da solo e così, con l’aiuto di Josh, Morgan e Ryder, ha dato vita ai Sentinels of Babylon.
Da fuori si presentano come un nugolo di biker che gestisce un bar malfamato, ma dietro quella facciata Evan e i suoi amici più fidati sono in realtà dei sicari professionisti che stanano killer, stupratori e pedofili al soldo di un personaggio enigmatico, convinto come loro che i tribunali non siano più in grado di assicurare i delinquenti alla giustizia.
Ed è proprio in uno di quei tribunali che lavora Lucy Simmons, difensore d’ufficio, fervida sostenitrice del principio che ogni imputato è innocente fino a prova contraria.
Lucy sa di dover tenersi alla larga da quell’ex poliziotto che ora gira vestito di pelle a bordo di una ruggente motocicletta, ma l’attrazione che li unisce è più forte del buon senso.
Evan è virile, protettivo, affascinante e con quel suo alone di mistero e pericolo le fa vibrare corde inaspettate.
Agli occhi di Evan, la splendida avvocatessa è la luce che gli rischiara l’esistenza, ma anche il suo tormento più crudele, perché il prossimo obiettivo da eliminare sarà proprio il fratello di Lucy,
Evan si trova così costretto a fare la scelta più difficile della sua vita: perdere la donna che ama o voltare le spalle ai propri compagni.

 

 

 

 

 

Purtroppo sono rimasta un po’ delusa dalla lettura. Lasciamo stare i piccoli problemi di traduzione, dando per scontato che il cattivo sia esattamente il primo sospettato.

 

Evan (detto Evil) è a capo di un Motor Club il cui direttivo compie missioni segrete come vigilanti, ovvero ripulisca il mondo da criminali sfuggiti dalle maglie della legge.

 

Lucy è un avvocato difensore d’ufficio; è dotata e guadagnerebbe di più come pubblico ministero.

La loro attrazione covava sotto la cenere da due anni, e il romanzo inizia quando i protagonisti decidono finalmente di assecondarla.

 

Due persone che si rincorrono per anni e di punto in bianco, senza motivo, cedono ai propri impulsi attrattivi potrebbero non essere una cosa strana in un romanzo erotico. 

Non fosse che, anziché lasciarsi andare a un semplice rapporto occasionale su cui poi costruire una storia romantica, Evan imbriglia la nostra giovane avvocata in un ruolo, quindi facendola entrare nella sua comunità.

 

— Sì, Tu sei la mia old lady e ciò fa di te un bersaglio adesso.

Lucy aveva bisogno di qualcosa di forte. Prese una bottiglia di Blanton’s Gold Edition e si versò una generosa dose di bourbon nel bicchiere. — Ne vuoi? 

Lui scosse la testa. 

— Questo aspetto però non è mai venuto fuori. Doveva essere tutto orgasmi e caramelle.

— Non credo di aver promesso caramelle. — Evan sorrise. — Inoltre, avrei detto qualsiasi cosa per averti nel mio letto. E ora che finalmente ti ho fatto mia, non ti mollo.

 

 

Non ho visto trasparire sentimenti che andassero al di là del tanto sesso appassionato; da buon uomo delle caverne, Evan ha incarnato da subito tutti quegli atteggiamenti da maschio alfa possessivo che lo hanno reso ai miei occhi a tratti ridicolo (le promette che con lui sarebbe stata “sempre al sicuro”, cosa che lei non ha mai chiesto e che, tra l’altro, non sempre accade) (questo è perfettamente in linea con gli stereotipi legati ai biker). 

Un uomo che “non deve chiedere mai”, citando in una vecchia pubblicità, mai: anche affidato un compito che va a toccare la sfera personale di lei, procede come un carro armato senza neppure dare il beneficio del dubbio o ipotizzando strategie diverse.

Un partner che offre quindi tanto sesso ma non concede a Lucy né emozioni né fiducia né rispetto per i suoi rapporti familiari, in quanto evita di aprirsi con lei sulla sua missione e sul suo ruolo di vigiliante. 

 

— Evan. — Lucy sbadigliò. — Mi sto innamorando di te.

— Bene. — Le accarezzò la schiena.

 

Ma ciò che mi ha più infastidita è il modo in cui è stato trattato il personaggio di Lucy dall’autrice in ogni modo possibile. Succube dei propri impulsi fisici a discapito della razionalità (le donne sono sempre “troppo emotive”, naturalmente), Lucy si lascia manipolare e attrarre in una relazione fissa senza volerlo, illusa da sogni romantici.

Reduce da un matrimonio violento, non si accorge che il suo nuovo uomo è ugualmente possessivo e non le lascia margine di manovra. Accidenti, arriva perfino a perdonarlo per aver distrutto la sua unica famiglia senza manifestare alcun senso di colpa!

Naturalmente, come in molti libri in cui si tenta di mostrare un personaggio femminile forte e indipendente, anche Lucy cerca di fare da sé, col risultato di finire nei guai e dover chiamare Evan in aiuto.

Dulcis in fundo, la sua intelligenza viene offesa per il fatto di non aver capito la colpevolezza di Evan, di nuovo accecata dal suo buon cuore e la sua autostima professionale, che infatti iniziano a disgregarsi quando accumula una serie di insuccessi con alcuni clienti.

Questa donna inizialmente forte, realizzata e indipendente arriva alla fine del romanzo totalmente umiliata, vittima delle sue paure, dipendente da un solo uomo perché incapace di immaginare di poter avere di meglio. Troppo sola e spaventata perfino per uscire di casa, fa perfino il primo passo per riavvicinarsi a lui (la priviamo perfino del cavallo bianco), mostrando la sua totale resa a un uomo che non la merita. 

 

— Non sto affatto ridendo. Lo sai che sono disposto a uccidere pur di proteggerti. L’ho già fatto una volta e lo farei di nuovo. E chissenefrega delle conseguenze.

— Non sono più la tua old lady, — precisò Lucy con tristezza.

— Col cazzo, lo sei eccome.

Lei ricominciò a piangere disperata, senza nemmeno riuscire a smettere. 

— Ti amo, — disse lui.

 

 

 

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