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Recensione: “La Principessa nella torre” di Carol Townend (serie Le Principesse dell’Alhambra #1)

Care Fenici, oggi Lucia ci parla anche di “La Principessa nella torre” di Carol Townend (serie Le Principesse dell’Alhambra #1)

Andalusia, 1396
Graziosi uccellini rinchiusi in una gabbia dorata. Questo sono la Principessa Leonor e le sue due sorelle gemelle, imprigionate in una lussuosa torre dal padre, sultano di Al-Andalus, dopo la profezia di un influente indovino. Non è permesso loro di uscire prima del tramonto, né di togliere il velo che copre i loro visi o intrattenere conversazioni con alcuno. Benché siano protette, servite e riverite, tutto ciò che sognano è la libertà. Sino a quando una notte, tre prigionieri appena riscattati dal Re di Spagna si presentano ai piedi della torre e riescono a farle fuggire, portandole con loro e realizzando così il presagio che il sultano tanto aveva voluto scongiurare. Leonor, la prima delle tre sorelle, seguirà il fascinoso e coraggioso Conte Rodrigo e…

Mentre cercava di riflettere, i suoi istinti più carnali lo inducevano a chiedersi che cos’avessero pensato le principesse quando erano uscite da quel passaggio segreto. Volevano veramente fuggire? Oppure quell’episodio era solo un espediente per attirare l’attenzione del padre? Rodrigo teneva le redini con una mano, e con l’altra cingeva la vita della principessa. Era alto, e lei gli arrivava proprio sotto il mento con la sommità del capo. Si accorse che tremava come una foglia. Forse si stava rendendo conto solo in quel momento dell’enormità del suo gesto. Si era ribellata contro suo padre, sì, ma aveva capito che lei e sua sorella avevano messo in pericolo lui e Inigo, che ora rischiavano la vita? Ma le importava veramente?

Comincia questo mese nella collana I Grandi Romanzi Storici una nuova serie di Carol Townend, che mi ha intrigato fin da subito per la trama un po’ fiabesca. Tre gemelle, tre bellissime principesse, che il padre, Sultano di Al-Andalus, tiene chiuse in una torre a causa di una non ben specificata profezia. Nessuno le può vedere. Nel primo palazzo in cui vengono imprigionate avevano, a volte, il permesso di cavalcare a viso coperto e solamente di notte, ma una volta adulte sono state rinchiuse nel palazzo reale, dove persino per scendere in giardino devono essere sempre scortate. Hanno stoffe pregiate, animaletti da compagnia e gioielli a profusione, ma nessuna libertà, neppure quella di chiedere alla donna che le ha allevate la storia della loro madre, della quale sanno solo il nome e di cui è proibito parlare. Era una giovane spagnola rapita e data in schiavitù al Sultano, che ne ha fatto la sua regina e che è morta nei primi anni della loro vita.

Leonor è la gemella più volitiva e quella che meno accetta l’imposta prigionia, è colpa sua se sono state portate a palazzo e la loro vita è diventata anche più rigida. Sfuggita alla sorveglianza, una notte è scesa nelle prigioni dove erano stati portati degli ostaggi spagnoli in attesa di riscatto e ha fatto domande sulla madre. Scoperto poi che uno di loro era molto malato, si è tolta uno dei suoi bracciali che i prigionieri hanno potuto barattare con le cure. Ora i tre nobili spagnoli sono stati riscattati e stanno per tornare a casa, ma uno di loro è deciso a vendicarsi portando via all’imperatore ciò che crede ami di più al mondo: le sue bellissime figlie. I compagni, temendo per la sua vita e la loro e non potendo rischiare di essere scoperti, lo seguono, scoprendo di essere stati aiutati dalla governante. Va da sé che le fanciulle sono più che felici di seguire i rapitori, che per maggior sicurezza si separano, promettendosi di ritrovarsi fuori dalle terre dell’imperatore. Questo farà in modo che solo in un secondo momento Alba e Leonor scopriranno che la loro sorella Costanza non è voluta fuggire ed è rimasta là, mentre al suo posto è stata portata via la loro governante.

Si capisce bene che le trame divergono nel momento in cui le due sorelle si trovano con gli uomini che le stanno aiutando, loro malgrado, a fuggire. Leonor si troverà presto nella casa del Conte Rodrigo e fra loro dopo qualche tempo comincerà a nascere un’attrazione potente. Ma la principessa non intende in nessun modo permettere a un uomo di avere ancora il potere di decidere per lei, e il giovane Conte dovrà lottare per dimostrarle che non intende privarla della sua libertà.

La trama era quanto mai intrigante, le personalità delle principesse interessanti, peccato però che almeno questo primo capitolo sia stato davvero deludente. Non sappiamo ancora se conosciamo la profezia sulle gemelle nella sua interezza, e neanche il perché l’Imperatore fosse così intenzionato a tenere rinchiuse le figlie e probabilmente non farle sposare mai. Anche del suo amore per la loro madre non conosciamo nulla, ma ancora più inconcepibile risulta il fatto che dopo averle sorvegliate come il tesoro di Aladino, una volta fuggite le abbia… semplicemente disconosciute. Nessuna minaccia, nessun desiderio di riaverle, niente di niente, o almeno in questo capitolo le cose stanno così. Sono state prigioniere fin dalla prima infanzia, ma avevano un balcone che dava sul porto, dove hanno visto sbarcare i prigionieri che vengono poi ospitati nelle prigioni del palazzo, dove anche loro sono custodite. Naturalmente non avrebbero MAI dovuto aprire la finestra del balcone, che però era chiusa da un comunissimo perno. E non che la sorveglianza a palazzo reale risulti più serrata, infatti riescono ad andarsene con notevole facilità grazie alla complicità della governante e a un provvidenziale passaggio segreto. Vengono inseguiti, sì, ma molto blandamente, del resto piove e probabilmente i soldati del Sultano non vedevano motivo di indugiare più di tanto. Insomma, dove ci sarebbe stata la possibilità di azione e un poco di ansia tutto si è risolto in un nulla di fatto. E purtroppo non è che la loro storia d’amore faccia faville, il Conte è troppo impegnato a rintracciare la famiglia della madre di Leonor e se non bastasse la madre di Rodrigo ha più di un motivo per odiare la ragazza quando scopre che è la figlia dell’Imperatore. Ma quello che mi ha dato più fastidio è stata la facilità con cui tutti i problemi vengono risolti.

Penso che si sia capito che questa non è davvero una lettura che mi abbia entusiasmato, il loro è un amore che nasce fra due persone praticamente sconosciute e Rodrigo appare, più che un innamorato, un uomo disposto a fare ciò che è onorevole. La trova sicuramente bella, ma davvero a parte la fuga non è che si frequentino molto e per gran parte della storia è convinto che Leonor descriva con troppa crudezza la sua vita a palazzo e che stia solo esagerando, pensando a lei come una ragazzina che tenta di attirare attenzione. Tanto che, si rende conto della verità solo quando riceve la crudele risposta dell’Imperatore che lui ha contattato. Convinto che la ragazza sia troppo ingenua per vivere lontano dall’harem e dal padre, dimostra di non conoscerla affatto. Non c’è vera e propria azione, tutto risulta troppo piatto e privo di mordente, e la sola ragione per cui continuerò a seguire la serie è per conoscere quale sia questa grande profezia e scoprire un po’ di più della regina misteriosa. Non è scritto male, ma se lo dovessi descrivere con una parola userei: “insipido”, e per di più il fatto che il secondo libro della serie non sia ancora stato scritto dà l’idea di una lunga attesa.

 

 

 

 

Romanticamente Fantasy

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