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Recensione: “La notte di Capodanno” di Josh Lanyon

 

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Dieci anni di telefonate senza risposta, dieci anni di sogni a occhi aperti. Ed ecco la sua nemesi, fermo davanti alla porta di casa proprio quando lui meno se lo aspetta. Ma cosa vorrà l’agente dell’FBI Robert Cuffe dopo così tanto tempo e soprattutto dopo il trattamento che gli ha riservato? Le sue prime parole sono taglienti, ma la voce profonda che Noel non ha mai dimenticato gli riporta subito alla mente quell’unica notte che hanno passato insieme, da amanti.
Ma ora che Robert sa, e soprattutto che lo ha trovato, Noel non può rischiare di perdere l’occasione di sedurlo un’altra volta. Forse, quest’anno, non ci sarà alcuna telefonata senza risposta la notte di Capodanno…

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Guardia e ladro. No, non è un gioco, ma una piccola perla di Lanyon, un’autrice che, anche attraverso una storia breve, riesce a dare una connotazione completamente diversa al classico antagonismo tra il criminale e la sua nemesi, arricchendola di affetto, passione, risentimento, rimorso e, forse, amore.

Dopo anni d’inseguimenti e dopo qualche bicchiere di troppo Noel e l’agente speciale Robert Cuffe si trovano a condividere una notte di passione, la notte di Capodanno appunto, che faticheranno a dimenticare.

Dopo dieci anni, abbandonati i panni del ladro di gioielli e diventato uno scrittore di successo, Noel continua a pensare a quella notte tanto da non riuscire a trattenersi dal chiamare ogni anno, nello stesso giorno, l’agente Cuffe, nonostante quest’ultimo non gli abbia mai risposto.
Ritrovarselo quindi a bussare alla  porta il giorno prima di Natale è, allo stesso tempo, la realizzazione del suo più bel sogno e del suo peggiore incubo, soprattutto data l’apparente determinazione dell’agente a trovare del marcio nella sua ormai tranquilla e pacifica vita.
Ma sarà stata davvero l’ennesima indagine a spingere Cuffe di nuovo nella vita di Noel dopo così tanto tempo?

Noel si protese verso di lui. «Perché sei qui? Cosa vuoi, Robert?»
«Forse non lo so nemmeno io.» Probabilmente aveva osato più di quel che voleva, perché la sua espressione tornò immediatamente impassibile.

Sarà reale o solo un’illusione di Noel, l’attrazione che sente ancora presente, immutata, potente e la brama che, a tratti, riesce a leggere anche negli occhi di Cuffe?

Al buio erano al sicuro.
Potevano stringersi, baciarsi e fingere che la tenerezza fosse invisibile come il profilo scuro della sedia a dondolo, dell’armadio con le ante a specchio e della gabbietta per uccelli antica. Era invisibile, ma era comunque lì.

Una storia, ahimè, molto breve ma comunque bella, intrigante e completa, una piccola boccata d’ossigeno per tutti coloro che soffrono, come me, della sindrome di astinenza da Lanyon.

Fiamme-Sensualità-hot NUOVE

Recensione a cura di Catford

 

Editing a cura di: Gioggi

Romanticamente Fantasy

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