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Recensione: “La grande fuga” di Susan Elizabeth Phillips (Serie Wynette, Texas, Vol.7)

 

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La madre di Lucy Jorik è tra le donne più famose al mondo. Per questo Lucy è abituata a tenere un comportamento che non metta mai in imbarazzo la sua famiglia… Almeno fino al giorno in cui la combina davvero grossa. Invece di dire “sì” all’uomo più perfetto che abbia mai conosciuto, fugge dall’altare e salta in sella a una moto sgangherata guidata da uno sconosciuto dall’aspetto rude che non potrebbe essere più estraneo alla sua esistenza privilegiata. Nella casa di lui, su un’isola dei Grandi Laghi lontana anni luce dagli agi della sua vita precedente, Lucy spera di trovare una nuova direzione e di scoprire i segreti di quell’uomo che non rivela niente di sé ma che, ne è certa, nasconde qualcosa di profondo e doloroso. Quello che sicuramente scoprirà, mentre le calde giornate estive si susseguono fra brezze profumate e tempeste improvvise, sarà una passione che potrebbe cambiare la sua vita per sempre… Una giovane donna in cerca del proprio destino e un uomo ferito, che vuole imparare di nuovo a credere nelle seconde possibilità.

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Le appassionate di romanzi contemporanei come me sapranno che Susan Elizabeth Phillips va acquistata a occhi chiusi, un segno d’incondizionata fiducia che la scrittrice si è guadagnata in questi anni coi precedenti volumi che l’hanno eletta una delle regine del genere.

La grande fuga è il settimo volume della Wynette Serie, serie che prende il nome dalla cittadina in cui si svolgono gli eventi o alla quale i personaggi sono legati in qualche modo, ma solamente il secondo a essere stato pubblicato in Italia, un vero peccato perché anche se le storie sono tutte autoconclusive, spesso i personaggi appaiono in più volumi, con un intreccio davvero magistrale.

La storia parte dal giorno del matrimonio di Lucy, una donna che da adolescente è stata adottata, insieme alla sorella minore, dal presidente, donna, degli Stati Uniti. Ha avuto genitori che negli anni non le hanno mai fatto mancare nulla e che lei decide di ripagare diventando una figlia modello, dedita alle opere caritatevoli e fidanzata con l’uomo perfetto. Il fatidico giorno però Lucy (grazie anche all’intervento della sua migliore amica nonché protagonista del libro precedente) capisce di non poter arrivare fino in fondo a quella navata. Si ritrova così ad accettare un passaggio in moto da un tipo rude, maleducato e trasandato che si fa chiamare Panda, un passaggio che si trasformerà in due settimane di vacanza e che li porterà a un avvicinamento inevitabile vista la forte attrazione tra i due.

Proprio quando Panda decide però che è arrivato il momento di prendere strade diverse, Lucy scopre che l’uomo non è chi dice di essere e decide così di scoprire la verità recandosi nel luogo in cui crede di trovarlo. Una nuova Lucy, con un look molto più alternativo e ribelle di quello della classica brava ragazza che ha sempre indossato, approda in un’isola dei Grandi Laghi. Inizierà così per lei un percorso soprattutto d’identità. Chi è la vera Lucy? La ragazza un po’ ribelle che è stata d’adolescente o la figlia modello che è stata per tutti questi anni? Ma anche il cuore inizierà ben presto a farsi delle scomode domande.

Su quest’isola conosceremo inoltre le vicissitudini di altri personaggi che faranno da contorno alla storia di Lucy e Panda. Questa è una delle caratteristiche che apprezzo maggiormente nella scrittrice. Nonostante i suoi libri abbiano sempre una coppia principale, i personaggi secondari sono caratterizzati e descritti altrettanto bene, non manca mai l’amica su cui poter contare, un vicino di casa troppo ficcanaso, il bambino ribelle.

Sebbene la storia abbia la tipica impronta della Phillips, l’ho trovata, però, un pochino sottotono rispetto alla qualità cui ci aveva abituati, non sono riuscita a capire bene il perché ma quando ho letto le ultime righe non ho provato quel magone che quasi tutti i suoi romanzi mi hanno procurato in questi anni. A dire il vero nemmeno durante la lettura sono entrata particolarmente in sintonia con i due protagonisti.

Ricapitolando…. Ve lo consiglierei? Decisamente si! Ma se avete letto altro di quest’autrice, noterete che non può rientrare tra i suoi capolavori.

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Recensione a cura di:

Miky

Editing a cura di:

Gioggi

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