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Recensione: “La fata dei ghiacci” di Maxence Fermine ( Serie Nel regno delle ombre Vol. 3)

Malo pensava di trascorrere una spensierata vacanza sugli sci, ma il giorno stesso del suo arrivo in montagna si scatena una tempesta di neve. Una strana tempesta di neve.
E mentre cerca di non perdersi, il giovane finisce per scontrarsi con una ragazza bellissima e misteriosa, che vive in una casa di ghiaccio. Il suo nome? La Fata dei Ghiacci.
La sua missione? Accogliere i viaggiatori che si sono smarriti nel Regno delle Ombre d’inverno. Così Malo torna per la terza volta nel Regno delle Ombre, un luogo che ama molto, almeno quanto gli fa paura. E se questa esperienza non fosse frutto del caso, ma piuttosto un’occasione per affrontare le sue paure? Con l’aiuto della Fata dei Ghiacci, infatti, dovrà vivere molte avventure e trovare così la sua strada. Maxence Fermine, autore di Neve, torna dopo La piccola mercante di sogni e La bambola di porcellana con un racconto che trasporterà tutti i lettori nel regno incantato della poesia e dell’immaginazione.

“La Fata dei Ghiacci” è il terzo libro per bambini di Maxence Fermine, avventura che ha avuto inizio con “La piccola mercante di sogni”.

All’inizio di ogni libro si trova il codice del Regno delle Ombre:

“Quando si scompare per la prima volta, lo si fa in sogno.

La seconda volta, non si sogna più.

La terza volta, non si vive più che nei sogni delle persone che si sono conosciute.”

Malo è già scomparso in sogno le prime due volte. Cosa succederà la terza? Tornerà a casa? Oppure rimarrà intrappolato nei sogni, come recita il codice del Regno delle Ombre?

E’ passato un altro anno dopo l’ultima avventura di Malo nel Regno delle Ombre, e dopo aver compiuto tredici anni è pronto per partire per la settimana bianca sulle Cime Bianche, ospite della zia Orticaria, in quanto i genitori sono sempre troppo occupati per stare con lui. Ovviamente Malo non ne è incoraggiato, la zia è una donna austera e sgradevole, sembra sempre arrabbiata, ma non ha molta scelta ed il corso di snowboard diventa l’unica meta che gli rimane per divertirsi.

Durante una giornata d’allenamento sulle Cime Bianche, Malo ed il suo istruttore si imbattono in uno strano fenomeno: il giorno bianco. Ovvero, in poco tempo la montagna si trasforma e non si riesce a vedere oltre il proprio naso. Il ragazzino perde di vista il suo istruttore e precipita in una voragine di ghiaccio. Nel fondo incontrerà La fata dei Ghiacci, nel Regno delle Ombre d’Inverno.

Un altro castello, ma di ghiaccio, nuovi e vecchi amici, ma anche mostri e spettri. Un mondo di neve, in un filo sottilissimo tra fantasia e realtà.

Grazie a questa avventura, per ora la mia preferita, Malo imparerà a credere in sé stesso, ad impegnarsi a fondo per riuscire davvero in ciò che si vuole.

Cosa aspettate a seguirlo in questa sua ultima avventura? In questo percorso di formazione e speranza?

Un libro che racchiude fra le sue pagine, di facile lettura, un mondo prezioso ed intenso, fra fiaba e realtà.

Età di lettura: dai 10 anni

Della stessa serie: La piccola mercante di sogni (Vol. 1), La bambola di porcellana (Vol. 2)

Recensione a cura di 

Editing a cura di 

 

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StaffRFS