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Recensione: “La duchessa di ghiaccio” di Alessia Lo Bianco

Trama

A Londra la chiamano “la duchessa di ghiaccio”. In realtà Harriet Beresford non è la donna insensibile che tutti credono, è solo una giovane moglie infelice, ferita, respinta dal proprio stesso marito. Per via di uno sfortunato equivoco occorso nel passato, Lucien, il duca di Richmond, si è infatti convinto di essere stato costretto a sposare con l’inganno una creatura crudele e meschina. Distrutta dalla feroce indifferenza riversatale addosso dall’uomo di cui è follemente innamorata, dopo cinque dolorosi anni di matrimonio Harriet decide di partire e provare a ricominciare daccapo la sua vita a Parigi. Non ha fatto i conti con l’ostinatezza di Lucien che, nonostante tutto, non ha nessuna intenzione di lasciarla andare. Complice la magica atmosfera di un ballo nella splendida capitale francese, Harriet e Lucien si vedranno costretti ad affrontare una volta per tutte i fantasmi del passato.

Recensione

“Secondo l’opinione più diffusa che circolava nei salotti londinesi, quando la duchessa di Richmond entrava in una stanza, la temperatura di quest’ultima era, inevitabilmente, destinata a scendere di parecchi gradi.
Poco importava se si fosse in piena estate o che i fuochi danzassero allegri e vivaci nei camini; era sufficiente che la nobildonna varcasse la soglia di qualunque dimora della capitale perché la conversazione perdesse subito brio e scioltezza: le risate si spegnevano all’istante, i budini collassassero su se stessi e qualcuno giurava che, al suo ingresso, persino il cielo tendesse a offuscarsi.
Esagerazioni a parte, non era certo un caso che la sempre chiacchierata moglie del duca di Richmond, nata Harriet Beresford, fosse stata nominata la duchessa di ghiaccio a poco più di ventiquattro anni compiuti”

La mia recensione prende il via con l’incipit di questo breve racconto, che non posso definire romanzo perché decisamente troppo breve a mio avviso, e questo è un vero peccato dato che, queste poche pagine sono state bellissime.
Mi hanno così coinvolto che le ho lette tutte di un fiato. Alcune di voi penseranno che esageri perché non sono tantissime, infatti, il mio e-reader ne conta solo cinquantasei. Però è così perché ero così presa che quando ha squillato il telefono avrei voluto scagliarlo contro il muro, fortuna che a casa non ero da sola e quindi ho aspettato che lo squillo smettesse di distrarmi per continuare in santa pace la lettura.
La scrittrice è stata così abile nel delineare i protagonisti, che mi sono sentita parti di essi, totalmente catapultata dentro la trama. La scrittura scorrevole e uno ottimo stile narrativo mi hanno avvinta, tanto che in alcune scene che non vi rivelerò.. mi sono anche commossa. Ultimamente mi capita di recensire libri che mi commuovono facilmente, non so se li scelgo inconsapevolmente nel mucchio o se né sono perseguitata. Leggo abitualmente molti libri e non tutti mi fanno lo stesso effetto credetemi, ma quando  mi commuovo, spesso accade perché si affrontano argomenti, come qui, a cui sono molto sensibile, sebbene mi reputi una persona molto razionale.
La protagonista pur apparendo inizialmente fredda, distaccata, dura, la classica donna definibile tutta di un pezzo, una persona che incute soggezione, si rivela ben lontana da essere ciò che appare. Si è creata un’armatura in tal senso, per non soffrire della continua indifferenza che il marito le riserva. Pur amandolo immensamente, non riuscendo più a sopportare l’umiliazione per i suoi comportamenti, per i torti subiti, improvvisamente lascia il marito e decide di trasferirsi a Parigi. Una dura separazione visto l’amore che la donna prova e di cui adesso, incapace io stessa di descrivervelo, ve ne offro un estratto:

“Amore era una parola banale e un concetto troppo semplice per esprimere quello che la legava a Lucian. Forse, non esisteva un termine per descriverlo.
Quello che provava per lui assomigliava a un fiotto di energia luminosa che, trafiggendole l’anima come mille frecce arroventate, la faceva ardere in una fiamma selvaggia.”

Quindi, devo ammettere che letto la frase di cui sopra, ho cominciato a pensare che il duca di Richmond fosse un perfetto idiota, e non solo, ma per educazione preferisco non aggiungere altro… ma sappiate che la penso. Continuando a leggere, però, viene alla luce anche il motivo per cui quest’uomo si comporta in maniera così sprezzante, sempre duro e inflessibile, inoltre ho capito anche un’altra cosa, l’amore che lui prova per la moglie è travolgente e intenso, eterno, pur non riuscendo a perdonarle l’equivoco che li ha portati all’allontanamento (lasciatemelo dire quando ho scoperto la motivazione, ho pensato che fosse doppiamente un idiota… va bé lo scoprirete leggendolo).
Giudicate voi cosa prova per Harriet:

“L’individuò subito e fu costretto a fermarsi un attimo.
Era bella come la ricordava e così piccola e pallida da straziargli il cuore. Sradicare del tutto l’impulso che lo spingeva a proteggerla e a preoccuparsi per lei non era stato possibile. Lucien l’aveva soffocato, ma non era stato in grado di ucciderlo.”

Posso solo dire che più leggevo e più ero avvinta… quando ho finito, mi sono detta no, non può essere.
Avrei voluto di più lo ammetto, anche se devo fare i complimenti alla scrittrice perché leggere di Harriet e Lucian, conoscerli, è stato bellissimo, anche se la storia dei due protagonisti è veramente troppo breve, è riuscita comunque a coinvolgermi, tanto da amarne ogni parola.
Detto questo, spero di poter leggere altri scritti di Alessia Lo Bianco perché è un’autrice che merita la nostra attenzione. Inoltre, vorrei leggere un seguito su Lucien e Harriet, e anche relativamente ad altri due personaggi che mi hanno intrigato molto, ma di cui non vi anticiperò nulla, perché dovrete scoprirlo voi, da soli,  leggendo “La duchessa di ghiaccio”.
Vi saluto alla prossima.

Fiamme Sensualità Medio

Recensione a cura di:

LadyShanna

Editing a cura di:

LadyLightmoon

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Veronica.Lady Shanna

Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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