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Recensione: “La Creatura” di CG Mosley

 

TITOLO: La Creatura

AUTORE: CG Mosley

GENERE: Thriller Sci-fi

EDITORE: Virgibooks

DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 Giugno 2021

Dunn è la tipica indolente città del Sud. I suoi abitanti sono cordiali. A Dunn non esistono estranei: tutti conoscono tutti. E quando la famiglia Schrader si trasferisce in città, anche loro vengono accolti a braccia aperte. Sono felici. Tuttavia, gradualmente, comprendono che in realtà a Dunn niente è come sembra. Infatti pare ci sia un altro abitante in città, una presenza terrificante che vive nelle tenebre della foresta. E questa creatura assetata di sangue adesso ha messo gli occhi proprio sugli Schrader…

 

Gli Schrader vogliono cambiare vita, e scelgono la tranquilla cittadina di Dun nel sud degli Stati Uniti per farlo. L’atmosfera è accogliente e la gente è ospitale, pronti a sorridere e salutare cordialmente. La casa che hanno comprato, un grande affare, è stato amore a prima vista. Insomma, sembra tutto perfetto se non fosse per un altro “abitante” di Dun che vive nella foresta, una creatura terrificante assetata di sangue, e pare che abbia puntato proprio la nuova famiglia come la sua prossima preda.

Gli Schrader sono una tipica famiglia americana: Harry, un ex Preside liceale nella sua vecchia città, ha accettato il ruolo di aiuto della dirigenza nella nuova scuola di Dun, un uomo dedicato al suo lavoro e alla sua famiglia che però nasconde un segreto; Lacey, la moglie, assistente legale, per amore ha seguito il marito, ma lui nasconde qualcosa e lei pensa di aver capito, ma sarà così?

Infine, la piccola Alice, una bimba di sette anni, tenera e dolce.

Una figura ricorrente, oltre agli Schrader, è lo Sceriffo Horne, il tipico uomo delle forze dell’ordine dei piccoli centri, sempre disponibile e vigile. Ma sarà davvero così candito? O nasconde qualcosa anche lui?

Questo libro credo possa rientrare nelle così dette short stories, perché è un racconto molto breve e conciso. È stata una lettura piacevole e veloce, riesce in poche pagine a coinvolgere il lettore e a dispiegare adeguatamente la trama, arricchendo alcuni punti di suspense e inquietudine, creando così la giusta dose di ansia che non può mancare nel genere letterario a cui appartiene. Personalmente avrei apprezzato qualche pagina in più, così da attecchire l’intreccio, ma ribadisco, è senza dubbio apprezzabile anche così.

 

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Sara

Kureha

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