Recensione: La cosa più preziosa di Rebecca Yarros

Autrice: Rebecca Yarros
Genere: romance
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 12 febbraio 2026

Sono passati sei anni da quando Camden Daniels ha fatto ritorno dalla guerra, e da allora niente è più lo stesso. Il fratello minore non è mai rientrato da quella missione, e nessuno ad Alba, il piccolo paese incastonato tra le montagne del Colorado, ha saputo perdonarglielo. Nemmeno suo padre. Così, Camden ha giurato che non ci avrebbe più rimesso piede. Ma quando una telefonata disperata lo costringe a rimettersi in viaggio verso casa, si trova costretto ad affrontare tutto ciò che aveva cercato di dimenticare: il dolore, i sensi di colpa, le accuse e soprattutto lei. Willow Bradley. L’unica ragazza che abbia mai amato, l’unica cosa bella che sia mai esistita nella sua vita. E l’unica che non potrà mai avere. Perché tra le strade silenziose e i boschi impenetrabili di Alba, nascosti tra le ombre del passato, ci sono segreti che non vogliono essere riportati alla luce. E certe verità fanno ancora troppo male per essere dette a voce alta.

Rebecca Yarros non ha bisogno di presentazioni, è un’autrice di successo ma, lo confesso, non avevo mai letto nulla di suo. Devo ringraziare la nostra boss Barbara per avermi proposto questo romanzo uscito pochi giorni fa, e non posso far altro che dirvi subito: correte a leggerlo!
Una storia che ci ricorda soprattutto come siano importanti non tanto le scelte che facciamo, ma quanto poi riusciamo a convivere con le conseguenze.
Sei libero di fare le tue scelte, ma non sei libero dalle conseguenze di quelle scelte. […]
Devi amare le tue scelte, Camden, quali che siano, perché hai la possibilità di scegliere.
Camden Daniels di scelte sbagliate ne ha fatte tante, ma quella che più rimpiange è non essersi dichiarato all’amore della sua vita, Willow Bradley, quando entrambi erano ragazzi.
O meglio, di essere arrivato con cinque minuti di ritardo, e quei pochi istanti hanno condizionato tutto il suo futuro.
Torna ad Alba, cittadina sperduta tra le montagne del Colorado, dopo anni di assenza, trascorsi nell’esercito. Il padre, con cui ha sempre avuto un rapporto difficile, gli ha chiesto aiuto con un messaggio. Torna in una comunità che non lo ama, che lo considera ancora come il ragazzino scapestrato che se n’è andato anni prima per arruolarsi.
Non gli perdonano di non aver riportato a casa il fratellino Sully. Non conta nulla, per certe persone, che abbia servito il Paese con onore, che si sia anche laureato nel frattempo, che sia un figlio amorevole a dispetto di tutto.
Ma lui non se ne cura, è tornato per uno scopo preciso, e solamente quello conta. Beh, non solo quello, Willow non se n’è mai andata dal suo cuore, e rincontrarla non fa che riaprire vecchie ferite mai guarite.
La narrazione è in prima persona, a POV alternati, tra i ricordi del passato e i fatti del presente. Scoprire che anche Willow era sempre stata innamorata di lui fa precipitare ancora di più Cam nello sconforto, tutto pare remare contro a questi sentimenti, non riesce a crederci davvero, ancora una volta pare non sia il momento giusto.
E poi ci sono i sensi di colpa, di cui si è nutrito in tutti gli anni passati. Si è fatto carico di errori che non gli appartenevano, accettando anche il disprezzo del padre, convinto di meritarlo. Questa storia mi ha ricordato il film Vento di passioni, per quanto riguarda le dinamiche tra padre e figli e tra fratelli. Si dice spesso che il secondogenito è quello più sfortunato, e in questo caso corrisponde al vero. Cam è un personaggio che resta nel cuore, anche se la sua corazza è dura ed è un uomo che affronta senza paura qualsiasi avversità, dentro c’è sempre il bambino di cui non importava a nessuno.
Ti amo senza condizioni, Camden. Ti amo nei tuoi momenti peggiori e in quelli migliori. E finché non riuscirai ad accettarlo, io sarò qui a dimostrarlo. A scegliere te.
Alexander, primogenito, bravo in tutto, Sullivan, il minore, il più simpatico, il più amato da tutti. E lui, invece, giudicato solamente per i suoi errori. Che poi si parlava di marachelle da ragazzi, pare quasi impossibile vengano rinfacciate ancora dopo tanti anni. Ma la memoria, nei piccoli paesi in cui non accade mai nulla, purtroppo è ferrea.
Mi rendo conto di essermi soffermata più che altro su Cam, ma è un personaggio che racchiude così tanto sentimento e così tanto dolore che è impossibile non amare.
Non che Willow sia immune dal dolore, ne ha subito un bel po’ pure lei, ma dalla sua ha dei genitori e una sorella che la amano. La sua forza sta nel non arrendersi con lui, a credere al loro amore per entrambi, quando lui ancora una volta pensa di non esserne degno.
Insomma, se non si fosse capito, ho adorato questo romanzo, che al centro ha una tematica molto difficile, di cui ovviamente non posso parlare, ma che vi assicuro metterà in crisi anche voi.
Consigliatissimo, e sicuramente recupererò altre storie di questa straordinaria autrice.







