Recensione: La corte dei morti di Rick Riordan e Mark Oshiro
Serie: Dal mondo di Percy Jackson. (The Nico Di Angelo Adventures book2)

Serie:
Autori: Rick Riordan e Mark Oshiro
Genere: Fantasy , avventura, LGBTQ, Mitologico
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 23 settembre 2025
Dal mondo di Percy Jackson è composta da:
- La corte dei morti

Tutte le gabbie sono fatte per essere spezzate.
Nico di Angelo e Will Solace sono tornati da pochi mesi dal Tartaro, quando uno strano messaggio di Hazel Levesque li conduce al Campo Giove. Alcuni mostri, stanchi di sottostare agli ordini degli immortali seminando caos e devastazione, hanno chiesto asilo alla sorellastra di Nico nella speranza di poter decidere del proprio destino. Tra loro Asterione, il temibile Minotauro, che ha guidato fin lì i mitici, come si definiscono. Chi meglio di Nico e Will, che hanno salvato il titano Bob permettendogli di scegliere come vivere, può convincere i diffidenti semidei romani che i mostri siano cambiati? Chi può indurli a convivere pacificamente? I mitici cominciano però a scomparire a uno a uno: la Corte dei Morti vuole punirli per i loro crimini ed è pronta a condannarli all’oblio, senza possibilità di appello. Nico, Will e Hazel dovranno unire le forze per salvarli e sventare un piano che potrebbe condannare anche loro tre allo stesso crudele destino…

Care Fenici, ben ritrovate nel mondo dei semidei e degli dei dell’Olimpo creato da Rick Riordan, in questo caso ritorniamo a parlare di Nico di Angelo, figlio di Ade, e dei suoi amici. In questo nuovo capitolo ritroviamo i nostri semidei alle prese con problemi sociali importanti che riguardano la diversità, le seconde occasioni, l’emarginazione e la famiglia. Temi adatti a tutti, dai ragazzini agli adulti.
Per prima cosa vorrei consigliarvi, se come me amate la mitologia, magari raccontata con qualche bella battuta, il podcast Mitologia Gettata di Manuela Meloni. La ragazza, con il suo bell’accento sardo, vi farà morire dalle risate e vi racconterà le storie più e meno conosciute della Mitologia greca – solo un consiglio: prima di farlo ascoltare ai bambini ascoltatelo voi.
La trama del romanzo riprende il mondo di Percy Jackson ma raccontato dai diversi punti di vista di Nico, Hazel e Will. Il figlio di Ade e il figlio di Apollo sono sempre più innamorati, e dopo l’esperienza del Tartaro, la loro relazione è diventata più forte e, diciamocelo, meno complessata. Questa volta, però, dovranno affrontare una bella sfida che li porterà dritti dritti nel cuore del Campo Romano, dove li aspettano nuovi personaggi e altri già visti, come Frank e ovviamente, la già citata Hazel, figlia di Plutone e sorella di Nico.
I mostri, o meglio i “mitici”, come vogliono farsi chiamare, capeggiati da Asterione il Minotauro – molto dotato nel lavoro a maglia – sono stufi di uccidere semidei e farsi uccidere da loro, pertanto hanno deciso di cambiare vita e unirsi alle legioni del Campo Giove per ritrovare un po’ di serenità e avere un’altra occasione per essere felici. La storia del Minotauro la conosciamo – spero – un po’ tutti, ma raccontata da lui è più emozionante e, insomma, viva Asterione. Ovviamente la convivenza non è per niente semplice, si pone l’immediato problema di come accettare e integrare “l’altro”. Ma ciò è il meno, perché quando le cose cominciano a prendere una bella piega ecco che spunta un nuovo nemico – in realtà un tantino vecchio e a questo proposito vi consiglio l’episodio su Teseo nel podcast – pronto a giudicare i mitici per il loro cambiamento che scombina l’ordine delle cose. Saranno proprio i semidei che dovranno unire le forze, questa volta, non per sconfiggere i mostri ma per salvarli.
Il libro è ovviamente stupendo, sagace nei momenti giusti, con personaggi nuovi tutti da scoprire. Forse, tra le vicende che più mi hanno emozionato, c’è quella di vedere Nico più sicuro di sé, finalmente felice e contento di indossare i suoi panni. Ci saranno anche i suoi amati Coco-Pops, i cacodemoni che racchiudono i suoi traumi, in una veste del tutto nuova e, diciamocelo, più matura.
Come unica critica che mi sento di muovere, è che tra tutti i cattivi del mondo greco e romano i due autori abbiano scelto praticamente il più inutile, il più sconosciuto e antipatico. Ma a parte questo, il libro è consigliatissimo, certo non è il caso di leggerlo senza aver prima avuto un po’ di infarinatura con i precedenti. Quindi preparate i ferri da calza e buona lettura!







