Home » Recensione libri » Recensione: “La città dei mercenari” di Scarlet Danae – Serie: L’incubo di Biancaneve #1

Recensione: “La città dei mercenari” di Scarlet Danae – Serie: L’incubo di Biancaneve #1

 

Titolo: La città dei mercenari

Serie: L’incubo di Biancaneve #1

Autore: Scarlet Danae

Editore: Independently published

Genere: Fantascienza, Fantasy, Retelling

Data di pubblicazione: 15 Marzo 2018

 

ATTENZIONE!!!
Parolacce, doppi sensi, volgarità.
In poche parole, la protagonista non è proprio un’aggraziata principessa! Quindi…
C’era una volta… una storia molto diversa dalle altre.

Una ragazza sfortunata. Una misteriosa droga spacciata in delle mele. Un’overdose fatale e un viaggio in un mondo parallelo, infetto da un virus mortale e oppresso da sette streghe. Riuscirà Bianca a salvare il principe Darknight tenuto prigioniero nella città dei mercenari? Ma soprattutto, accetterà il suo destino come clone della rivoluzionaria Biancaneve?

“Specchio, specchio delle mie brame,
o servo, come vi pare,
chi è la più forte del reame?”

 

 

La storia di Biancaneve la conosciamo tutti e non mi sarei mai aspettata di leggerne una versione o, per meglio dire, una reinterpretazione così diversa dall’originale. Non è la candida e innocente protagonista dell’omonima fiaba, ma Bianca, una ragazza sfruttata dalla sua matrigna che ha subito abusi e che si droga. Proprio con l’aiuto di una droga particolare (in una mela) Bianca si sveglia in un universo parallelo, futuristico, di metallo, dove deve sostituirsi alla vera Biancaneve e compiere una missione: salvare il principe (che in questa versione è la guardia del corpo e si chiama Darknight). I suoi unici aiuti sono un casco – DECTORADE – con una coscienza, uno spirito, che lei chiama Cogito, e un cervo, il guardiano.

La nostra eroina è una ragazza ordinaria, per quanto la situazione lo permetta, certo fisicamente simile alla vera Biancaneve, ma con una vita un po’ incasinata e che si trova in un mondo a dir poco strano.

“La droga, per me, era come il vip pass per una festa in cui t’illudi che il mondo sia migliore, senza pensiero o sofferenza; se dovessi descrivere con due aggettivi la persona che ero, allora, sceglierei patetica e ville. Ero la tipica inetta, cui piaceva compatirsi, raccontandosi continuamente la sua drammatica storia!” 

Sinceramente, non ho ancora deciso se il romanzo mi è piaciuto o meno, non si tratta proprio di una lettura vicina alle mie preferenze. Questo primo capitolo dà un assaggio della storia – ho scoperto dopo che ci sono altri volumi che sono tutti parte della serie intitolata appunto L’incubo di Biancaneve. Ho la sensazione che si tratti di una lettura interrotta, che mi manchi una parte del racconto per potermi esprimere del tutto e capire se mi è davvero piaciuto. Con così pochi elementi mi trovo in difficoltà. Forse con i prossimi capitoli si potrà intuire lo sviluppo della trama e le svolte della storia.

Posso comunque dire che la lettura è scorrevole, i personaggi sono poco sviluppati (potrebbe essere una scelta dell’autrice per creare suspense e invitare il lettore alla loro scoperta). La grafica che accompagna il libro è bella e interessante. La descrizione della città dei mercenari è fantasiosa e originale, come la storia narrata di Biancaneve.

“Rugginose torri s’avvitavano verso il cielo incolore, sovrastando piccole abitazioni logore, fatte da corrosi pezzi di ricambio di chissà quali apparecchiature, imbrattati da immondizia e pezzi deteriorati.” 

Tutto sommato una lettura interessante.

 

 

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

Sara

Kureha

Lascia un Commento