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Recensione: La Barriera – Ep.10 e 11-

La nostra Dany è molto arrabbiata dopo aver visto gli ep.10 e 11 de La Barriera e nella recensione questi sentimenti si palesano molto bene, ma è questo che rende grande una serie no?

La Barriera

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Care Fenici, ci ho messo più tempo del dovuto per riuscire a farmi passare la rabbia suscitatami da questi due episodi. Ed è qui che si vede se una serie è riuscita oppure no, le emozioni sono importantissime, però dopo undici episodi, ammetto, che questa tiritera di complottisti governativi comincia un po’ a stancare. Mi spiego meglio.

Partiamo quindi con la recensione degli ep.10 e 11 di questa serie così controversa: La Barriera (qui gli episodi precedenti)

Nel decimo episodio scoppia una nuova epidemia di Noravirus. Questa particolare malattia si trasmette attraverso i fluidi e si manifesta con macchie rosse in tutto il corpo, dapprima si prova solo un senso di vertigine per poi passare al collasso e quindi alla morte. Essendo fortemente contagiosa e mortale tutti ne hanno una fifa blu, ma fino a che resta nel settore due amen, è quando passa al settore uno che le cose si complicano, della serie: puoi avere tutti i soldi e il potere che vuoi ma muori lo stesso. Mi raccomando di non confonderlo con il Norovirus e, francamente, nemmeno con il Coronavirus.

Manuela, una delle domestiche del ministro, che vive nella casa dei padroni, entra in contatto, mentre è su un autobus, con un uomo infetto; riuscita a fuggire insieme a un altro passeggero, prima che il mezzo venga isolato, torna al lavoro. La ragazza non è solo spaventata a morte dal probabile contagio, dato che il malato le ha vomitato addosso, ma è pure incinta di Ivan, il ricco rampollo viziato e capriccioso figlio del ministro. Ivan si è dimostrato da subito un personaggio un po’ inutile, ma qui, di fronte alle sue responsabilità, non troviamo più solo un ragazzino ma un vero uomo, felicissimo all’idea di diventare papà e di stare con Manuela, la donna che ama. Sicuramente l’ho rivalutato, per un po’ almeno. Purtroppo gli avvenimenti dell’autobus fanno il giro di tutto il settore uno e parte la caccia alle persone fuggite, e quando Manuela manifesta i segni del contagio, Ivan chiede aiuto alla sua adorabile mamma. State pensando la stessa cosa? Io di certo ho pensato tantissime di quelle parolacce, e credo anche di averne dette un paio. Difatti mammina dolce chiama la polizia ma Rosa e Julia aiutano i due innamorati a scappare.

Manuela e Ivan

Nel frattempo, Hugo era stato avvisato da Emilia della morte dei genitori di Sergio, e insieme al ministro si presenta al loro funerale.

Intanto la ricerca dei genitori dei bambini scomparsi continua, e facciamo la conoscenza di Alicia, madre di Mateo, scomparso da tre anni.

Il marito della donna altri non è che un ufficiale dell’esercito, Navarro, ma a differenza della moglie non crede che il figlio sia vivo. Però qualche dubbietto comincia a venire pure a lui, soprattutto quando cerca di avviare un’indagine sulla morte dei genitori di Sergio, ma viene prontamente ripreso e bloccato dal Comandante. Certo che sarebbe un colpaccio avere un ufficiale a favore della Resistenza, e di certo Emilia lo spera, ma viene dissuasa dall’uomo sul proseguire le sue ricerche.  Emilia, che mai si arrende, tiene un incontro con i genitori dei bambini, portando anche Marta, a cui chiede di parlare del CIM e di quello che le facevano. Anche Navarro viene a curiosare e resta basito nel vedervi anche il ministro e la figlia.

Ministro e figlia

Sinceramente non ho ancora capito cosa devono farci con questi bambini, o meglio, un paio di dubbi li ho, ma non riesco ancora a spiegarmi il senso. Però il virus esiste, dato che, nell’undicesimo episodio sia Ivan che Manuela lo hanno contratto e per salvare la donna che ama, Ivan corre dallo zio, Navajo, fratello di sua madre e medico del CIM.

Il ragazzo lo prega di utilizzare il vaccino, e qui casca il palco perché il famoso vaccino non esiste. Sostanzialmente si può guarire solo tramite trasfusione di sangue di chi è totalmente immune, e al momento, l’unico soggetto scoperto è Marta, che sta a casa mentre la nonna e lo zio lavorano. Pronti a incazzarvi di brutto?? Bene.

Alma fa attrezzare una stanza della sua casa dove vi riportano Ivan in procinto di morire, di Manuela non vi è traccia. Però sia Julia che Hugo avvisano il ministro sullo stato interessante della ragazza, al che Luis fa leva sul cognato per farsi dare l’indirizzo del luogo dove hanno lasciato morire la giovane.

Alma è fuori di sé dalla disperazione e questo la fa riavvicinare moltissimo al marito, che, però, dopo l’incontro con i genitori dei bambini scomparsi chiede spiegazioni alla consorte. La donna nega, ma poco dopo, avvisa il Comandante che promette di trasferire i bambini. A questo punto scopriamo che i ragazzi non sono immuni totalmente, ma quasi, e che uno dei piani è di trasferirli nelle case dove risiede il maggior potere ed essere usati come sacche di sangue ambulante per difendersi dal virus. Come una specie di cane da guardia. Perdonate il paragone osceno ma non saprei come altro definirli.

Julia e Hugo raggiungono la nuova sede del CIM, in mezzo alla natura, e in una baracca trovano la povera Manuela completamente abbandonata a se stessa. In contemporanea arrivano il Comandante e i suoi uomini per far portare via i bambini, il bello è che c’è anche Navarro e tra i ragazzini riconosce il figlio. Immagino che ne vedremo delle belle ora.

Intanto nella casa del Ministro Ivan è sempre più grave ed è chiaro che l’unica che possa curarlo è Marta, ma invece di richiedere l’aiuto alla famiglia della piccola, Alma manda la guardia del corpo e il fratello a prelevarla con la forza da casa sua, grazie anche a Begonia, quella vipera infame. Dopo che la bambina viene sedata, le vengono tolte due intere sacche di sangue procurandole quasi un collasso. Iniettato il sangue a Ivan il ragazzo si sveglia e il virus retrocede.

Ivan malato

Immagino e spero che ora le cose prendano una piega più decisa. Innanzitutto dobbiamo scoprire i destini sia di Marta che di Manuela, e voglio credere che Ivan scateni un casino contro la madre, perché non le farebbe male essere scoperta. Il più ostico è senza dubbio il Comandante, e la più stronza è sicuramente Begonia. Proprio quest’ultima si vede, nella scena ultima dell’episodio, mentre ammira spaventata gli effetti devastanti del virus.

Qui concludo la recensione degli ep.10 e 11 de La Barriera.

 

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StaffRFS

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