Home / distopico / Recensione: “Io e te oltre le stelle” di Beth Revis

Recensione: “Io e te oltre le stelle” di Beth Revis

Trama

Amy è una passeggera della nave spaziale Godspeed. Ha lasciato il suo ragazzo e gli amici sulla Terra, perché ormai il pianeta non ha più speranza, e sta viaggiando con i suoi genitori congelata in una bara di vetro. Si risveglieranno tra trecento anni, quando la nave arriverà su Terra-Centauri. Niente, però, va come previsto: qualcuno, nel tentativo di ucciderla, la risveglia dal suo sonno di ghiaccio cinquant’anni prima del previsto. Amy si ritrova così a vivere secondo regole completamente diverse, su un’enorme nave in viaggio tra le stelle, in balia di sconosciuti tra cui si nasconde un assassino. L’unico che sembra aiutarla è Elder, il futuro capitano della Godspeed. Lui è potentemente attratto dalla singolare bellezza di Amy, che ha lunghi capelli rossi e la pelle bianchissima, così diversi da chi ha conosciuto fino a quel momento nella sua casa in viaggio nello spazio. Il ragazzo cerca di proteggere Amy, ma Amy può davvero fidarsi di lui? E quello che i due ragazzi provano l’uno per l’altra può aiutarli a capire cosa sta succedendo sulla nave o rischia di metterli ancora più in pericolo?

Recensione

Credo che si sia capito che ho un debole per il genere distopico. Quando ho visto la cover di questo libro e letto la sinossi, ho subito pensato: Deve essere mio!.
Iniziando la lettura, però, mi sono sentita leggermente spaesata. Il primo capitolo era abbastanza “forte”, poiché descriveva le emozioni provate da Amy che, mentre assisteva triste, titubante e spaventata, alle procedure per l’ibernazione che stavano affrontando i suoi genitori e che poi avrebbe dovuto subire lei stessa, continuava a pensare a tutto ciò che stava lasciando sulla Terra, nonostante non fosse costretta a farlo e addirittura suo padre le avesse fornito un’occasione per tirarsi indietro.

«Ma te l’ho promesso. E l’ho promesso a mamma…» La voce mi si spezzò. Mi bruciavano gli occhi e li strinsi per un istante. Due grosse lacrime mi colarono lungo le guance.

«Non ha importanza. È una promessa troppo grossa, che non possiamo costringerti a mantenere. Tu devi prendere questa decisione da sola… Se vuoi restare qui, lo capisco. Ti sto dando una via d’uscita.»

I capitoli successivi, invece, li ho trovati molto lenti.
Pur consapevole che questo genere di ambientazione, in cui si svolgerà tutta la narrazione, necessiti di accurate descrizioni e di tante spiegazioni per consentire al lettore di immaginare bene il contesto e immedesimarsi, di fatto stavo iniziando ad annoiarmi.
Persino Elder, il protagonista maschile, non riesce a scalfirmi più di tanto, anzi, considerando che teoricamente dovrebbe diventare il leader della nave, sembra un po’ troppo… infantile.
Finché…
Amy viene scollegata, il ghiaccio inizia a sciogliersi, un allarme risuona e lei tratta in salvo appena in tempo, prima che soffochi in quella bara sigillata, affogando nel liquido che una volta era gelato e duro come roccia.
Tramite i suoi occhi e la sua mentalità (uguale alla nostra che leggiamo), iniziamo a percepire la vera essenza della nave, le abitudini, la vita, la struttura della società. Viviamo la Godspeed e ci scontriamo contro questa realtà in cui le persone che noi avremmo definito normali, lì vengono considerate pazze (come il simpatico e brillante Harley, con un talento incredibile per l’arte), mentre quelle che rappresentano la normalità, sembrano marionette, vuote dentro. Qui non ci sono razze, non ci sono differenze, né ideali o emozioni che infervorano e animano. Non esistono motivi affinché ci sia discordia.
Ma Amy è DIVERSA. Ha la pelle bianca come il latte, occhi verdi e capelli rossi. Pensa, si emoziona, si arrabbia e prova dolore. Si sente sola. Viene considerata un mostro.

“Tutto è sbagliato qui. Infranto. Spezzato. Come la luce. Come me. Non ho mai pensato a quanto fosse importante il cielo fino a ora, ora che non ce l’ho più. Sono circondata da pareti. Ho semplicemente sostituito una scatola con un’altra.”

Come mi sentirei io, se venissi scaraventata in una realtà completamente diversa dalla mia? Tutto sembra una specie d’imitazione mal riuscita della Terra e questo può bastare a chi in quella scatola volante ci è nato, ma non a chi ha conosciuto e visto il cielo, le stelle, l’oceano e il sole, né a chi ha sentito profumi, vissuto le stagioni, assaporato cibo genuino.

“L’aria mi colpisce come un muro e devo fermarmi a pochi passi dalla porta. Ha un odore di finto e la sento fredda nelle narici, proprio come l’aria condizionata all’interno dell’ospedale. Mi ero aspettata l’aria fredda, artificiale, dell’interno: mi era sembrata normale, perché era proprio come quella che c’era in qualsiasi edificio con l’aria condizionata sulla Terra, con quell’odore leggermente stantio e quel fresco innaturale. Ma fuori… Fuori l’aria è esattamente la stessa. Questa è aria che non si è mai mossa trasportata da una brezza. È aria che è usata e riusata da secoli.”

Questa storia, fondamentalmente fantascientifica, mescola ingredienti distopici a una buona dose di suspense, tipica dei romanzi gialli (in chiave, forse, più leggera).
Qualcuno, infatti, continua a scollegare altri ibernati, causandone la morte. Ma chi? Perché?
Amy ha paura soprattutto per i suoi genitori, che potrebbero essere i prossimi a venir presi di mira, ma anche un po’ per se stessa, perché non sa come difendersi e si sente in trappola, senza la possibilità di tornare indietro.

“Corro come se avessi un mostro alle calcagna; corro come se avessi tutti alle calcagna. E mi sembra di non correre abbastanza in fretta. Sfreccio nell’erba alta dei campi mentre i fili sottili mi tagliano la pelle come fogli di carta. Rompo gli steli del granturco saettando attraverso un campo. Corro, corro e corro. Oltre l’Ospedale, oltre il giardino, oltre il laghetto. Fino alla fredda parete di metallo. Mi fermo, ansimando, il cuore che mi martella nelle orecchie. Sollevo una mano e tocco la parete. Le mie dita si stringono a pugno, ma poi la mano ricade debolmente lungo il fianco. Ed è in quel momento che mi rendo conto della verità più importante della vita su questa nave: non c’è nessun posto dove fuggire.”

Vi ho riportato alcuni dei punti del libro, senza dirvi troppo sulla nave, in modo che possiate viverla da soli. Non ho posto l’accento sul legame che nasce fra Amy ed Elder perché, a mio parere, non è abbastanza coinvolgente da meritare tante riflessioni.
Sicuramente i personaggi che incontrerete, in qualche modo, vi piaceranno tutti, sia per la caratterizzazione ben riuscita, sia per il loro ruolo nella storia. Oltre ai due protagonisti, il già citato Harley, Orion, Doc ed Eldest, che sebbene sia un personaggio negativo, nonché leader in carica della Godspeed, quando a un certo punto svela dei segreti e motiva alcune sue azioni… vi dirò, un po’ l’ho capito, anche senza comunque approvare.
Dalla seconda metà del libro fino alla fine, la lettura è stata davvero piacevole sia per il ritmo che per la serie di colpi di scena e per tutte le rivelazioni sconvolgenti, ma mi sento comunque come se non avesse soddisfatto appieno le mie aspettative.
Il finale, sembra strutturato quasi come se non ci si aspettasse davvero un seguito. Restano delle domande in sospeso tipo: “Atterreranno mai?”, ma sono cose secondarie che non necessitano obbligatoriamente di una risposta, quindi alla luce di queste considerazioni, mi chiedo cosa debba aspettarmi dal seguito.

Fiamme-Sensualità-Lieve NUOVA

Recensione a cura di:

Nyha

Editing a cura di:

Tayla

Clicca G+ - aiuta a far crescere il sito

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

Recensione in anteprima: “Scacco matto, Vostra Grazia” di Rebecca Quasi

Buongiorno Fenici oggi la nostra Emanuela ha recensito ...