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Recensione: “Innamorarsi in un giorno di piogga” di Jojo Moyes

Trama

Joy sa poco di sua figlia Kate, e ancora meno sa della nipote sedicenne Sabine. Ma la relazione fra le tre generazioni di donne è destinata a cambiare quando Sabine viene mandata a casa dei nonni, in Irlanda, a trascorrere un breve periodo di vacanza. Da quella stessa casa, anni prima, sua madre Kate era fuggita, portandosi via Sabine neonata, ma ora la salute cagionevole dell’anziano padre costringe anche lei a tornare. Le tre donne si ritrovano così per la prima volta riunite sotto lo stesso tetto, e la presenza di Sabine, che porta con sé tutta l’irrequietezza e la curiosità dell’adolescenza, obbliga Joy e Kate ad affrontare quei segre…

Recensione

Jojo Moyes è l’autrice britannica famosissima, qui in Italia, per il suo “Io prima di te”. Dopo un passato da giornalista, ha deciso di dedicarsi completamente alla scrittura narrativa. Stando alle sue note biografiche, la sua opera prima è, però, “Sheltering Rain”(letteralmente “Riparandosi dalla pioggia”), tradotto da noi con un ingannevole “Innamorarsi in un giorno di pioggia”.
Copertina frizzante ed evocativa, titolo che fa pregustare una storia d’amore coinvolgente e un’autrice con una fama indiscussa nel campo sentimentale. Ingredienti esplosivi per chi cerca un libro che scuota l’anima.
Ahimè, resterete delusi.
Senza dubbio, Jojo è una donna con una cultura notevole. La contestualizzazione del racconto, la descrizione di luoghi e tempi lontani nello spazio, nella mentalità e negli anni, di sicuro è stata molto ben studiata.
La storia, infatti, parte raccontandoci di una Joy timida, solitaria e impacciata, che ben poco si adatta allo stile di vita delle colonie a Hong Kong; una ragazza caratterialmente molto differente dalla Joy anziana che ritroviamo ai giorni nostri.
Kate, invece, all’inizio del romanzo è una sorta di fantasma: sappiamo della sua esistenza, ma le informazioni su di lei sono veramente poche, quasi nulle.
Arriva, infine, il turno di Sabine. Ragazzina superficiale e arrabbiata con il mondo che cambierà molto durante il suo soggiorno a casa dei nonni, in un’Irlanda che ci arriva descritta solo con pioggia e cavalli.
Vorrei poter raccontare qualcosa in più, ma gli unici tratti salienti e degni d’interesse sono raccontati dopo la prima metà del libro, quindi ben oltre ciò che può essere detto in una recensione senza rovinare il gusto della lettura a chi deciderà di acquistare l’opera.
I protagonisti sembrano molto stereotipati (la nonna severa, l’adolescente ribelle, la mamma permissiva perché cresciuta tra le troppe regole), salvo recuperare dopo moltissime pagine.
Di loro, inoltre, abbiamo pochissime descrizioni, tanto che non si riesce a immaginarseli fisicamente, cosa che aiuterebbe il lettore ad affezionarsi ai personaggi. L’unica cosa eccellentemente descritta è il reticolo di rughe del nonno e ciò è dovuto al raccapriccio della nipote nei suoi confronti.
Ciò che veramente rende estremamente difficile la lettura è il ritmo narrativo. Un’overdose di descrizioni e informazioni inutili che nulla hanno a che vedere con la trama o la caratterizzazione dei protagonisti, narrazione piatta, dialoghi quasi assenti o limitati a pochi scambi decisamente troppo brevi.
É un libro che dovrebbe parlare di tre generazioni a confronto, dei rapporti madri-figlie, credo però di aver letto troppo poco a riguardo. Solo fra Sabine (la nipote) e Kate (madre di Sabine, figlia di Joy) abbiamo un confronto/scontro già dall’inizio; fra Joy e Kate lo avremo solo alla fine, in un singolo dialogo.
Un altro errore imperdonabile, secondo me, è l’interruzione di momenti intensi con descrizioni completamente futili. Gli attori sono lì, finalmente uno scambio di battute degno di nota, si svelano segreti importanti, ma… Jojo Moyes sente il dovere di interrompere il momento epico descrivendo minuziosamente l’arredamento della stanza e l’abbinamento dei colori? NO! Suspense distrutta, ritmo narrativo crollato, attenzione del lettore sotto i piedi e pazienza anche. Viene voglia di chiudere il libro. Perché non ha descritto le emozioni che passavano sul loro volto? Perché non ha sottolineato la loro gestualità, conferendo più spessore a questo scambio? Davvero la disposizione dei mobili era più importante?
Superato lo scoglio della metà del libro, finalmente assistiamo al miracolo. La narrazione diventa più incalzante, i dialoghi molto più presenti, otteniamo informazioni maggiori su tutti i personaggi. Sembra di avere davanti un libro diverso e una scrittrice differente.
La seconda metà del libro è l’unico motivo per leggerlo (se si ha la pazienza di sopportare un numero troppo elevato di pagine soporifere -ovviamente, dipende molto anche dal gusto personale- per arrivare a una storia più interessante), da quel punto in poi diventa davvero avvincente, si legge in modo fluido e si vuole sapere cosa accadrà nei capitoli successivi.
Affrontiamo le debolezze di queste tre donne, assaporiamo le loro emozioni, soffriamo con loro e speriamo che trovino la strada per la felicità e la serenità. In un paio di occasioni mi sono imprevedibilmente commossa.
Il finale induce quasi a credere di aver letto un buon libro, se si riesce a dimenticare la lentezza iniziale, ma nonostante tutto non fa affezionare abbastanza ai personaggi, tanto da interrogarsi su cosa ne sarà di loro. Io, di certo, non ne sentirò la mancanza e, nonostante tutto, non mi sento di consigliarlo.

Fiamme Sensualità Nullo

Recensione a cura di:

Nyha

Editing a cura di:

Firma Rubina

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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