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Recensione in doppia: “Scattami una foto”, romanzo breve di Giselle Ellis

Titolo originale: Take my picture
Autore: Giselle Ellis
Edito da: Triskell Edizioni
Traduzione a cura di: Chiara Messina
Formato: ebook
ACQUISTABILE QUI

Trama

Aaron non ha la più pallida idea di cosa aspettarsi quando si presenta a un provino per fare da modello a un noto – e notoriamente scorbutico – fotografo. Di sicuro non immagina di finire a lavorare per Jake come assistente per cinque frustranti, folli e frenetici anni.

Tutto funziona a meraviglia, finché Jake non si rende conto che Aaron è diventato il fulcro della sua esistenza, un’esistenza che rischia di sgretolarsi quando Aaron decide di cominciare una relazione con un altro ragazzo. Nonostante il suo cuore minacci di spezzarsi, Jake si renderà conto di dover lasciar andare la sua musa, se davvero vuole una chance di riconquistare Aaron.

Recensione

L’opinione di Mirtilla66

Che dire? Letto in un battito di ciglia! Perché è breve, penserete di sicuro! Certo è tutt’altro che lungo, ma il motivo non è davvero questo! È stupenderrimo, si può dire? Non importa, è così che lo vedo io! Mi è piaciuto tantissimo, non riesco a spiegarvi le sensazioni e i sentimenti che ha suscitato in me: i protagonisti mi hanno fatta ridere (mai visti due pazzi furiosi di tale portata), mi hanno commossa fino alle lacrime e mi hanno fatta soffrire.

L’autrice è riuscita a condensare cinque anni di vita in poco più di cento pagine, con una maestria unica, senza per questo cadere nella superficialità, caratterizzando bene i personaggi, i loro sentimenti e la loro follia (in senso buono!).

Aaron, artista squattrinato, si presenta allo studio di Jake, giovane fotografo prodigio, per un servizio di moda ma, chissà come, si trova a essere assunto come suo assistente. I due non potrebbero essere più diversi. Ecco la descrizione di loro che fa Alyson, prima assistente di Jake:

“Siete fatti l’uno per l’altro. Lui è uno stronzo emotivamente ritardato,” disse con un cenno del capo in direzione di Jake. ” E tu sei chiaramente pazzo e ti diverti ad avere a che fare con gente emotivamente ritardata. funzionerà a meraviglia tra voi”.

Fin dall’inizio, Aaron stravolge la vita metodica e rigorosa del giovane fotografo.

Jake non aveva idea di come fosse successo ma, nel giro di due settimane, Aaron era diventato il suo migliore amico e la persona che più di ogni altra voleva impressionare e compiacere, cosa insolita per uno come lui, a cui non era mai importato un accidenti dei sentimenti e del parere altrui.

Jake arriva a regalare ad Aaron un tornio da vasaio e una fornace, perché possa creare in tutta tranquillità i suoi oggetti  (e, in questo modo, lo avrà per casa per ancora maggior tempo!)

Aveva schiumato di rabbia finché Aaron non era arrivato, aveva visto il tornio e la fornace e aveva cominciato a urlare e saltellare per il loft come un idiota. A quel punto, Jake aveva sorriso. E aveva sorriso ancora di più, nonostante avesse fatto del suo meglio per mostrare tutto il suo sdegno di fronte a cotanta imbecillità, quando il ragazzo aveva insistito per battezzare il tornio Wilburn e la fornace Charlotte.
“Per l’amor del cielo, devi per forza trovargli un nome?”
“Perché non dovrei?”
“Perché sono un  tornio e una fornace, non un orso e una trota.”
“Perché mai avrei dovuto volere un orso e una trota? A  volte sei proprio assurdo Jacob.”

Questo è anche un esempio di uno dei tanti dialoghi assurdi che hanno tra loro!

È solo e semplice amicizia la loro? Certo che no, ma entrambi sono troppo testoni per ammetterlo e accettarlo, facendo anche grossi errori nel percorso. Non aggiungo altro, posso solo consigliarne la lettura: è una vera chicca, anzi, quasi quasi lo vado a rileggere!

Fiamme Sensualità Medio

Mirtilla66

Separatore-Grigio-e-Rosso

L’opinione di Rubina

Questo romanzo è una piccola perla, pur nella sua brevità riesce a suscitare una vasta gamma di emozioni, grazie a due protagonisti che catturano dal primo istante. Aaron, giovane artista squattrinato che non sa tenere la bocca chiusa, e Jake, enfant prodige della fotografia, tanto a suo agio nella propria arte tanto disadattato al di fuori delle mura del suo studio.

Sin dal loro primo incontro, i due fanno scintille con scambi di battute geniali ed esilaranti, uno più assurdo dell’altro, al punto che non saprei quale scegliere da citare come esempio.

Accanto a loro c’è Alyson, l’assistente alla quale Aaron subentra per lavorare al fianco di Jake. La donna funge da amica, madre, chioccia e confidente per entrambi, è l’unica in grado di vedere al di là delle loro idiosincrasie e capire che sono perfetti l’uno per l’altro.

Prima di lui, Jake era stato confinato in uno spazio così angusto che gli bastava allargare le braccia per toccare le mura che formavano la sua gabbia. Ma da quando Aaron vi aveva fatto breccia, Jake aveva scoperto il sole e le stelle e l’aria fresca.

Innamorati, ma incapaci di ammetterlo, Jake e Aaron rischiano di perdersi, smarrendo così quello che il loro strano rapporto aveva donato loro: la sicurezza che al mondo c’è qualcuno pronto a volerli, accettandoli così come sono, un po’ folli e disadattati. Perché tra i ragazzi che si susseguono nella vita di Aaron e “le Scopate” di una notte di Jake, la loro vita è fatta di giornate passate lavorando fianco a fianco e notti al telefono, quando Jake ha bisogno di sapere che Aaron c’è, oppure addirittura infilandosi l’uno nel letto dell’altro, ciechi a quell’unica parola che potrebbe definire il loro strano legame.

Aaron insinuò il viso nella curva tra il collo e la spalla di Jake e chiuse gli occhi. L’altro si ffrettò a imitarlo quando avvertì il suo respiro sulla pelle. Restarono distesi in silenzio per un po’ prima che Aaron prendesse fiato di colpo per poi rilasciarlo con una sorta di gemito.
“Che c’è?” domandò piano il fotografo.
“Non mi piace quando non hai addosso il tuo odore,” fu l’altrettanto flebile risposta.
Le mani di Jake si chiusero a pugno per un istante prima di tornare su di lui: una so fermò sulla schiena, l’altra andò a intrecciarsi saldamente tra i suoi capelli. “Non succederà più, Pip. Te lo prometto”

Essendo un romanzo breve, non c’è spazio per scoprire il passato che li ha resi quello che sono, né per indagare  a fondo le dinamiche del loro reciproco innamoramento, ma la storia non ne risente, sebbene sia presentata nella sua essenzialità. Forse si avverte il bisogno, in un paio di occasioni, di un maggiore approfondimento, ma questo non danneggia la qualità del romanzo.

Anche i tre punti di vista presenti, di Aaron, Jake e Alyson, in certi frangenti sono quasi troppi, anche se non al punto di disturbare la lettura. Quello di Alyson, forse, poteva essere evitato, sebbene la sua visione più distaccata di certe situazioni sia certamente utile ai due protagonisti per aprire gli occhi sulla verità.

“… tu e Jake vi appartenete, non importa quanto siate fuori di testa. Insieme siete pericolosi, come un dannato fiammifero e una tanica di benzina, ma so che vi appartenete. Nessun altro potrebbe, o dovrebbe, essere soggetto a una tossicità come la vostra. Siete l’uno il veleno dell’altro, e non c’è niente da fare.”

Nel complesso, comunque, Scattami una foto è un bel romanzo, molto divertente e con momenti di una tenerezza struggente.

“Volevo sapessi che ti amo da sempre. Una volta mi hai detto che desideravi qualcuno che ti amasse dal primo istante, qualcuno che ti guardasse e dicesse: “È lui che voglio”. Sono io quella persona, Pip. Sono l’uomo che ti ha voluto sin dal primo istante. Sei tu quello che voglio e, in caso decidessi di non tornare mai più da me, di non volermi più vedere, volevo lo sapessi.”

Fiamme Sensualità Medio

Firma Rubina

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StaffRFS

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