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Recensione in doppia: “Innamorato di Jay”, di Renae Kaye

Titolo originale: Loving Jay
Autore: Renae Kaye
Edito da: Triskell Edizioni
Traduzione a cura di: Chiara Fazzi
Formato: ebook
ACQUISTABILE QUI

Trama

Una cosa che Liam Turner sa per certo è di non essere gay. Dopotutto, suo padre ha detto molto chiaramente che non permette a nessuno dei suoi figli di esserlo. E Liam ne è convinto fino a quando un incontro con James “Jay” Bell capovolge il suo mondo. 

Jay è vivace e non si vergogna di essere gay, dalle punte dei suoi capelli decolorati alle estremità delle sue unghie laccate. Il suo gusto per la moda, le reazioni eccessive e l’incapacità di trattenere la sua diarrea verbale, portano Liam a credere che possa avere qualche rotella fuori posto.

Un incidente da adolescente ha lasciato Liam con un problema alla gamba e con la paura di guidare. Non ha più nemmeno potuto giocare a football, cosa che lo ha fatto sentire ancora meno uomo. Ma c’è un altro motivo per cui ora mette in dubbio la sua sessualità…

Quando lo stare con Jay gli stimola un inaspettato istinto di protezione, Liam comincia a capire che tutto ciò che ha fatto nella vita è restare nascosto. Si ritrova a fronteggiare intolleranza e conflitti, e deve imparare a superare le proprie paure prima di poter accettare la propria sessualità e di essere davvero innamorato di Jay.

Recensione

L’opinione di Sleepwalker

Liam prende il treno ogni mattina per andare a lavoro. Liam lavora nel mondo della finanza. Liam non è gay. O almeno è quello di cui cerca di convincersi ogni giorno. Ogni giorno Liam aspetta con ansia di veder salire su quel treno un ragazzo biondo tinto, attento alla moda, a cui piace truccarsi e che, senza dubbio, è gay. Ha anche dato un nome a quel ragazzo: lo chiama Jay, per via di una grande J che aveva visto su una spilla appuntata sul petto del giovane. Nonostante ogni giorno aspetti di vedere la sua giornata illuminarsi con l’arrivo di Jay, Liam continua a negare a se stesso e agli altri il fatto che forse potrebbe essere gay.

Davvero, non ero gay. Per essere gay devi essere innamorato di un altro uomo, giusto? Devi “vivere la scena”, andare nei gay club, ballare con fierezza alle parate del Gay Pride e pizzicare il culo agli uomini. E io non faccio niente del genere, ergo: non sono gay.

Uno dei principali motivi per cui nega il suo orientamento sessuale è senza dubbio il padre, il quale ha messo bene in chiaro che a nessuno dei suoi figli è permesso essere gay, perché non è normale. Tuttavia la vita di Liam giunge a un punto di svolta quando, un giorno, perde il treno. Avrebbe potuto essere una giornata peggiore delle altre, se Jay non avesse perso a sua volta il treno e non avesse iniziato a parlare con lui, finendo poi per chiedergli di fare colazione insieme. Quello è solo il primo di una lunga serie di giorni in cui faranno colazione insieme e parleranno durante il tragitto verso i rispettivi lavori. Proprio per questa ragione, i sentimenti che Liam ha tentato fin ora di reprimere diventano via via più forti, fino ad arrivare all’inevitabile momento in cui verranno allo scoperto.

Jay, in realtà James, lavora in radio, è dichiaratamente gay e vive in modo assolutamente aperto la sua omosessualità anche con la sua famiglia e, anche lui, si è innamorato del proprio compagno di viaggio, ma inizialmente non si fa avanti perché è convinto che sia etero.

La storia tratta in modo frizzante e, occasionalmente, spiritoso il tema dell’omofobia e di come un uomo possa sentirsi a disagio con se stesso e con la propria famiglia all’idea di poter essere considerato “diverso”. I personaggi sono attuali e credibili e anche molto divertenti. James sembra quasi lo stereotipo dell’uomo gay che per anni è sempre stato descritto nei romanzi e film rosa come amico della protagonista. In questo caso, invece, ha un ruolo centrale e per nulla stereotipato, ha una sua storia e un carattere forte che nasconde sotto chili di ombretto. Quello fragile è invece Liam ed è bello vedere come alcuni gesti semplici e naturali che James compie nei suoi confronti lo aiutino a capire che non c’è nulla di sbagliato in lui e che lo devono accettare anche gli altri.

Sospirai. Cosa volevo veramente? Era fin troppo facile per me immaginare di svegliarmi e vedere quel viso bellissimo come prima cosa, ogni mattina. Mi piaceva passare del tempo con lui, e mi sentivo offeso da quei trenta rapidi minuti al giorno che avevamo sul treno. Mi faceva ridere, mi rendeva felice, mi faceva venire voglia di essere una persona migliore. Ma volevo affrontare tutto quello che ne sarebbe conseguito, anche fuori dalla camera da letto? Volevo ammettere di essere gay e combattere per essere rispettato? Volevo procurare un dolore alla mia famiglia?

Il sentimento che lega i due protagonisti diventa più forte pagina dopo pagina ed è difficile non affezionarsi alla loro storia o non ridere davanti alla “diarrea verbale” di James. Senza contare che Liam è davvero tenero, anche se non se ne rende conto, e viene voglia di abbracciarlo e consolarlo ogni volta che si lascia scoraggiare. A intervallare la storia d’amore dei due protagonisti troviamo un elemento molto importante nella vita di Liam: la Domenica dell’Arrosto. Ogni mese, la sua famiglia si riunisce per pranzare insieme, i suoi fratelli si presentano con le rispettive mogli e, ogni volta, a lui e all’altro fratello single vengono rivolte domande sulla loro vita sentimentale e inviti a portare qualcuno la volta successiva. Questi pranzi sono un punto fermo della vita di Liam, tuttavia anche la sua famiglia si accorge che gli sta succedendo qualcosa e i suoi fratelli non tardano a iniziare con i sospetti sulla sua vita sentimentale.

«Oltretutto, questo è tutto un discorso campato per aria. Io non sono gay e non ho un ragazzo.»
Ci stavamo avvicinando al mio isolato. Dale accostò. Io aprii la portiera e fuggi rapidamente dall’auto. Lui schiacciò un bottone e il finestrino si aprì.
«Liam?»
«Sì?»
Sostai lì, sull’isola pedonale in mezzo alla strada. Ero ansioso  di andare a nascondermi nel mio appartamento. Era stata veramente una schifosa giornata di merda.
«A me e a Candice farebbe piacere incontrarlo uno di questi giorni. Dicci quando e possiamo trovarci a cena, solo noi quattro. Non occorre che lo sappia nessun altro. Ti voglio bene, fratellino.»

In conclusione, il libro è davvero carino, con uno stile di scrittura vivace e scorrevole, i personaggi sono veritieri ed è facile affezionarsi a loro. Ho dedicato molto tempo a ribadire il lato più serio del libro perché ritengo che ne sia una componente molto importante, tuttavia la storia non risulta mai pesante o eccessivamente triste, anche nei momenti peggiori ci sono dei lati positivi e elementi che riescono a far sorridere sia il lettore sia i personaggi. Il libro si legge molto in fretta e, appena concluso, vi lascia con il sorriso sulle labbra.

«Liam. Oh, Liam.»
Gli infilai una mano sotto la camicia, trovando la pelle nuda. «Sta’ zitto. Se ancora riesci a parlare, vuol dire che non sono abbastanza bravo a sedurti.»
Le mani di Jay mi afferrarono la testa. «Sì, lo sei.» Era senza fiato e intervallava le parole con baci alla mia mascella. «Stai facendo un lavoro fantastico. Sono completamente sedotto.»
Non ero riuscito a vederlo senza vestiti durante la nostra ultima volta insieme, ed esplorare intimamente il suo corpo nudo era in cima alla lista delle cose da fare quella notte.

Fiamme Sensualità Medio

sleepwalker

Separatore-Grigio-e-Rosso

L’opinione di Chicolena

Questo è uno di quei libri che quando finisci ti lasciano di buon umore. Pensi che è stato un vero piacere conoscere i personaggi e quando arrivi alla parole fine li lasci andare a malincuore. È una storia di scoperta di se stessi, dell’accettazione di quello che si è, nonostante il rischio di perdere le persone care. Ed è la conquista di un grande amore.

Tutto condito da grande ironia e divertimento.

È  da diverso tempo che Liam,  prendendo il treno che ogni mattina lo porta in ufficio, continua ostinatamente a ripetersi di non essere gay.

Perdere il primo treno del mattino significava anche non poter vedere Jay. Ma non mi sarei messo a pensare a quello. Perché non sono gay. Non mi interessano i ragazzi, non sbavo per loro, non mi struggo per vedere il loro bel faccino ogni mattina, non sogno di loro ogni notte, e decisamente non mi viene un’erezione quando penso a un viso in particolare. No! Non ci sono gay qui. Proprio no.

Non c’è solo la negazione della diversità e di qualcosa che fa paura. Liam è davvero confuso sulla propria sessualità. E non lo aiuta neanche quell’insicurezza  legata al suo handicap, a seguito dell’incidente accaduto in età adolescenziale. Liam può sembrare un tipo tranquillo e ordinario, ma un uomo che ha affrontato superato quello che ha passato lui non può non avere grande coraggio e forza per combattere per quello che desidera tanto intensamente. Tra tante domande e monologhi interiori, che sono davvero spassosi ed esilaranti, Liam va alla scoperta di Jay, questa creatura che sembra arrivata da un altro pianeta.

Jay è… Jay. Appariscente, intelligente, appassionato e con una costante “diarrea verbale” che devi davvero amare tanto per riuscire a gestire.

«Uhh… niente letto? Tu dove dormi?»
Lui ridacchiò. «Oh, questo è solo il mio guardaroba. Ho un’altra stanza per dormire e per il resto delle mie cose.»
Lo fissai incredulo. «Il resto delle tue cose? Guardaroba?»
Mi mise un braccio attorno alle spalle. «Tesoooro. Questa stanza è solo per i miei vestiti. Ho un bagno intero pieno di cosmetici e prodotti di bellezza e una stanza per il letto, il mio computer, i libri, e la musica. Dimmi, ti sembro forse un arredatore minimalista?»

Si conosceranno, si frequenteranno e si “sperimenteranno”, alla scoperta di se stessi e di quello che si desidera veramente. E quanto la vita diventerà davvero dura, dolorosa e difficile, insieme sapranno sostenersi a vicenda, scoprendo anche quanto la famiglia può amarti incondizionatamente oppure aver bisogno di tempo per comprendere e accettare ciò che è semplicemente amore.

Esitai. «Mamma? Puoi fare una cosa per me? Puoi dire a papà che non è colpa sua? Voglio dire… per quello che sono? Non voglio che papà pensi di aver fatto qualcosa di sbagliato o roba del genere. Sono la stessa persona che sono sempre stato. Non sono… cambiato… in alcun modo. Mi piacciono ancora la birra, la pesca e il football e detesto la salsa sui piselli. E per nessuna ragione al mondo tiferei per la sua squadra di football. Sono sempre lo stesso, con la sola differenza che ho trovato qualcuno da amare adesso, qualcuno che mi fa venire voglia di essere un uomo migliore. Qualcuno a cui aggrapparmi e da proteggere, con cui ridere, a cui voglio bene e con cui posso essere me stesso. Ho trovato la persona che voglio sposare, ma è un uomo. E lo amo dello stesso amore che ho sempre immaginato ci fosse fra voi due. E gli chiederei di sposarmi se potessi. Ma non posso, perché ci sono delle regole. Lo so questo. Però chiedo a te e a papà di rispettare i miei sentimenti.
Non vi piacerà tutto di Jay, proprio come succede con le vostre nuore. So che papà odia il modo in cui Anita ride, e che tu non sopporti il fatto che Candice insista per mettere la salsa di pomodoro su tutto. Ma avete imparato ad amarle nonostante questo. E imparerete ad amare anche Jay, ne sono sicuro, se solo ci provaste.»

Divertente, appassionante, coinvolgente, questa storia presenta un grande e coraggioso eroe, a cui manca solo il cavallo bianco e svela che…

«Se ancora riesci a parlare, vuol dire che non sono abbastanza bravo a sedurti,»

… a volte le parole sono di troppo.

Fiamme Sensualità Medio

Chicolena

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StaffRFS

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