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Recensione in anteprima: “Una rispettabile posizione” di K.J. Charles * Consorzio di gentiluomini #3

 

♦ Traduzione a cura di Claudia Milani

Triskell Edizioni, in uscita il 5 dicembre 2016

acquistabile qui ♦

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All’interno del suo eccentrico ma probo gruppo di amici, Lord Richard Vane ricopre il ruolo del confidente da cui tutti dipendono per consigli, integrità morale e un riservato sostegno. Tuttavia, quando Richard ha un problema, è al suo valletto che si rivolge, un faccendiere di impareggiabile abilità, e l’oggetto dei suoi desideri più segreti. Se c’è però una regola a cui un gentiluomo non deve sottrarsi è quella di non intrattenere rapporti personali con la servitù. Ma ogni volta che David gli è vicino, le regole di classe si scontrano con il più basilare degli istinti animali: un’impareggiabile lussuria.

Per David Cyprian, furto e ricatto sono all’ordine del giorno come lucidare gli stivali: farebbe qualsiasi cosa per l’uomo a cui è devoto. Ma l’unica cosa che David desidera per se stesso è proprio quella che Richard rifiuta di concedere: il suo cuore. E quando la tensione fra i due cresce al punto da essere intollerabile, il suo apparentemente incorruttibile padrone sembra non lasciargli scelta: servendosi delle sue perfezionate capacità di seduzione e manipolazione, David convincerà Richard a dimenticare tutte le sue obiezioni e cedere alla sua dolce e peccaminosa tentazione

Recensione in anteprima viola

“Una rispettabile posizione” è il terzo e ultimo libro della serie “Consorzio di gentiluomini” di K.J. Charles, e dopo averlo letto ho avuto la conferma di quello che avevo già pensato dei libri precedenti: è una delle migliori serie M/M Regency che sia stata tradotta.

I protagonisti nel loro insieme, il gruppo dei Riccardiani e le singole coppie di amanti, in ogni libro hanno dato vita a storie appassionanti con personaggi carismatici e unici.
Il momento storico scelto dall’autrice poi ha saputo rendere più avvincenti la trama dei vari racconti, arricchendo la storia romance tra i protagonisti, che si trovano a doversi districare tra complotti e intrighi sempre presenti nell’Alta Società dell’epoca e che mettono ancora di più in luce le loro caratteristiche e capacità.

Uno delle cose che mi piace di più di questi libri è che pur potendo essere letti separatamente, le vicende sono sapientemente legate le une alle altre e ritroviamo in alcune parti della storia eventi che abbiamo già visto, ma questa volta rivissuti attraverso il punto di vista di un’altra persona.
Questo è il libro su Richard e David.

Richard è l’uomo che è sempre stato il fulcro dei Riccardiani, il loro punto di riferimento e protettore, che ha dato modo loro di vivere la loro vita in libertà ed essere se stessi, creando tutte le condizioni perché lo potessero essere.
“Da un grande potere derivano grande responsabilità”, sembrerà assurdo tirare fuori in questo frangente Spiderman, ma non ho potuto fare a meno di pensare a questa frase di fronte a Richard, perché Richard è questo tipo di persona, che si assume tutto il peso delle responsabilità dettate dalla propria posizione sociale, forse anche troppo. È frustrante la sua integrità, che lo spinge a essere sempre troppo rigido ed esigente con se stesso e gli altri.
Dietro al potere e alla volontà di Richard di proteggere i suoi amici, c’è sempre stata la mente di David Cypran, il suo prezioso valletto, l’unico in grado di risolvere tutti i problemi, anche gravi e complessi, usando ogni mezzo a sua disposizione, grazie alla sua astuzia e alla capacità di giocare sporco per ottenere lo scopo.

David con tutti i segreti che conosce su Richard stesso e i Riccardiani potrebbe essere l’uomo più pericoloso per loro, se non fosse per la totale devozione che lo lega a Richard, e anche qualcosa di più importante e profondo.
E qui salta fuori il nocciolo del problema tra loro due: “le seghe mentali” di Richard – passatemi il termine, perché lo sono – se ne fa una infinità: sulla loro differenza di classe sociale, sul mettere David in una posizione di svantaggio, ecc… fino a quando tutto questo inevitabilmente lo allontana da David, l’uomo che non si era reso conto fosse così importante nella sua vita.
Non c’era bisogno che Richard si facesse tutti questi problemi, perché David è ben capace di dire i suoi “no”, quando lo vuole, non è un povero sprovveduto inerme, e sono proprio questi “no” di David a dettare poi le regole del gioco tra di loro.

«Quindi non credete che sia in grado di far valere le mie ragioni,» ribatté David con furia. «Non credete che sia in grado di compiere le mie scelte. Bene, non mi farò illudere da un contentino come un bimbetto che deve essere guidato. Non sono una vostra responsabilità, milord.»
«Di certo non lo siete più da quando avete perso il vostro lavoro in seguito a tutto questo. L’avevate dimenticato?»
«Faccio fatica a dimenticarlo. Mi avete ricordato esattamente cosa sono ai vostri occhi: un servo.»
«Esattamente.» Richard serrò i pugni, frustrato. «È quello che ho cercato di dirvi. Quello che volevo cambiare…»
«Non voglio essere cambiato!» urlò David, poi abbassò la voce a un sibilo maligno. «Sono un valletto, il figlio di una puttana, un bastardo dai capelli rossi e se a voi non basta, allora potete andare al diavolo perché non vi permetterò di plasmarmi in quello che volete voi. Ho un valore io! Sto bene nella mia pelle e se non potete abbassarvi a fottere l’uomo che vi lucida gli stivali, allora non potete avermi.»

David è magnifico, pieno di passione e orgoglio, ma anche scaltro e spietato quando serve e pronto a lottare: un lupo sotto le spoglie di un agnello.
Credo sia proprio il suo personaggio a emergere e rendere così bella la loro storia.

In questa serie Dominic è stato senz’altro il mio preferito, insieme a Silas e sono stata felice di vedere che anche in questo racconto c’è molto di lui.
Lui e Richard sono stati amici d’infanzia, amanti e la loro relazione è finita male, creando profonde incomprensioni e litigi. Hanno incontrato altri uomini nella loro vite, eppure sono sempre lì, uniti da un legame che credo rimarrà comunque indissolubile. E i loro scontri e battibecchi sono spettacolari.

«Assumi un altro valletto,» rispose semplicemente Dominic. «Dovremo anche informare gli altri di quanto successo. Qualcuno dovrà anche fare da intermediario con il Quex e Millay, visto che non abbiamo più chi agisce come nostro ruffiano.»
«Vorrei che tu non usassi quel linguaggio.»
«E io vorrei che tu lo facessi. Non avresti semplicemente fatto meglio a portartelo a letto, Rich? Sarebbe stato così impossibile mettere da parte l’orgoglio e il rango in camera, se davvero ti piaceva così tanto? Perché devi sempre stare su quel maledetto piedistallo?»
Richard digrignò i denti. «Forse perché ci tenevo abbastanza a lui da non volergli imporre nulla?»
«Tranne costringerlo ad andare via da te dopo anni di devozione così cieca che ora mi chiedo come abbia fatto a non capirlo.»
«Cristo,» disse Richard con voce spezzata. «Dovevi dirlo per forza?»
«Sì, credo di sì. Assumi un nuovo valletto, e questa volta tieni giù le mani.»
«Non voglio un nuovo valletto,» ringhiò Richard.
«Allora impara a vestirti da solo, perché dubito seriamente che Cyprian voglia tornare. È tutto. Parleremo ancora quando, e se, avrai qualcosa di più sensato da dire.»
«Che significa?»
«Sono sicuro che puoi arrivarci da solo,» concluse Dominic prima di uscire dalla stanza, chiudendosi la porta alle spalle con più forza del necessario.

Quello però che riesce a far capitolare Richard e scendere dal suo piedistallo è sempre e solo David.

«Vi prego,» disse all’improvviso. «Lo voglio. Andiamo a letto.»
«No. Qui. Voglio prendervi in questa stanza.» David strinse la mano quasi dolorosamente.
«Perché?»
«Perché voglio che ricordiate.» I suoi occhi erano bui alla luce del fuoco. «Ogni volta che entrate qui voglio che pensiate a noi. Voglio che questa stanza porti per sempre il mio odore.»
«Siete davvero il diavolo,» sussurrò Richard con voce scura.
«Sarà bello. Credetemi, farò in modo che ne valga la pena.»
Richard gli afferrò una manciata di capelli e lo costrinse a piegare indietro la testa, esercitando la sua forza quel tanto che bastava a fargli spalancare gli occhi. Quel tanto che bastava a ricordargli chi era il più forte e chi si stava piegando in quel momento.
«Allora prendetemi, bastardo dai capelli rossi,» disse, e sentì il sorriso feroce e avido di David graffiargli la pelle come unghie. «Però chiudiamo almeno la porta.»

Una piccola parentesi: ho detto che questo è il libro conclusivo della serie, ma in realtà in lingua originale si può trovare un racconto breve “The Ruin of Gabriel Ashleigh” un piccolo prequel su altri due componenti dei Riccardiani: Ash e Francis.

L’intera serie e questo libro sono assolutamente da leggere se si ama questo genere, anche se, i personaggi e le loro storie, sono scritte in modo così splendido da farmi pensare che meritino di essere letti non solo da chi ama questo tipo di libri. A volte sono i protagonisti del libro a saper entrare nella mente e nel cuore, non il periodo storico in cui hanno vissuto.

Fiamme-Sensualità-hot NUOVE

 

Recensione di Ayliss72

 

Editing a cura di Tayla

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