Recensione in anteprima: Tutto ciò che amiamo di Vera Demes

Autrice: Vera Demes
Genere: romance
Editore: self
Data di pubblicazione: 24 aprile 2026
Un appuntamento al buio organizzato dai rispettivi amici.
Quello che nasce tra Amedeo Castellani e Matilde Ludovici non è solo un incontro, ma l’inizio di una vita da costruire.
Lui è un veterinario che ha scelto un’esistenza semplice, fatta di natura, silenzi e dedizione. Lei è una curatrice museale abituata agli ambienti esclusivi dell’arte contemporanea, dove tutto è controllo, immagine, perfezione. Un mondo in cui ha imparato a non concedere spazio all’imprevisto.
L’attrazione è immediata e, poiché sono due trentenni senza inibizioni, si ritrovano a trascorrere la notte insieme.
La cosa potrebbe finire lì, se non fosse che Amedeo, guidato dall’istinto che lo contraddistingue, decide di corteggiare quella ragazza sofisticata e affascinante che ormai occupa i suoi pensieri.
Gite al lago, vacanze al mare, momenti condivisi.
Tra le torri futuristiche del Bosco Verticale e la campagna milanese, creano, senza accorgersene, qualcosa che assomiglia sempre più a una vita insieme: una casa, progetti, un equilibrio da difendere ogni giorno, nonostante la quotidianità e i piccoli ostacoli.
Ma l’amore, a volte, non basta a proteggerci da ciò che non possiamo controllare.
Quando le certezze vacillano, anche ciò che sembra più solido può rompersi. E restare diventa difficile quanto lasciar andare.
Come si può ricucire la propria esistenza dopo aver conosciuto la felicità?
Amedeo e Matilde si allontanano. Ma l’amore è un viaggio imperfetto, fatto di scelte, distanze e ritorni, un percorso da affrontare insieme, imparando a riconoscersi anche nel buio. Perché quello che conta è tutto lì. Semplice. Vero. Ciò che hanno sempre amato.

Ti sceglierei mille volte, la nostra vita, i nostri sbagli, tutto ciò che amiamo.
Mai incipit è stato più rappresentativo, in queste poche parole è racchiusa l’essenza di questo nuovo romanzo di Vera Demes.
Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. Questa famosa frase tratta da Il Gattopardo calza a pennello, a mio parere, con la scrittura di questa autrice che mi pregio di considerare anche amica. Ogni suo nuovo romanzo è una piacevole sorpresa, ma negli ultimi tempi si è cimentata in diversi generi, staccandosi un po’ da ciò che le è sempre venuto molto bene: le storie molto sofferte, dove si leggeva con l’ansia della catastrofe fino all’ultima pagina.
Oggi, invece, ci offre narrazioni più easy, che regalano emozioni che sono una coccola per l’animo. Beh, non esageriamo, un po’ da soffrire c’è sempre, diciamo che non c’è bisogno di armarsi di Maalox e fazzoletti come un tempo.
Matilde e Amedeo non potrebbero essere più diversi, ne avete un assaggio già nella trama. Ma la chimica dell’attrazione non guarda alle origini, alla posizione sociale, alle professioni, e tra loro la scintilla scoppia immediatamente. E se c’è intesa fisica, direi che è già un bell’inizio! Altra novità, non c’è da struggersi per tutto il libro, i nostri due sono adulti e liberi, e i loro corpi decidono per loro. Ovviamente la passione non basta ma, dopo non pochi tentennamenti da parte di Matilde, i due iniziano una frequentazione assidua, scoprendosi a poco a poco. Un amore consumato principalmente nei weekend, gli impegni di entrambi e i diversi luoghi di abitazione non permettono molto di più, ma il senso di appartenenza reciproca è forte fin da subito. Nonostante le enormi differenze. Quanto è stato facile amare questi due personaggi! Amedeo, così concreto, forte e gentile, sicuro di sé e dei propri sentimenti che, semplicemente, ama! E Matilde, al contrario, così fragile e facile ai condizionamenti esterni, in continua lotta con chi è e con chi invece vorrebbe essere, senza riuscirci. Del resto, come non comprenderla, dopo aver conosciuto quell’arpia della madre (queste figure riescono sempre molto bene all’autrice!) che le ha inculcato solamente sensi di inferiorità e inadeguatezza, sin da bambina.
Quel modo di amare la destabilizzava. Nessuna catena, Nessuna pressione. Nessuna richiesta o imposizione. Dipendeva solo da lei. E da nessun altro.
Il suo rapporto con Amedeo, in effetti, è la sua grande trasgressione, ma lo vive completamente, abbandonandosi all’amore per la prima volta. Accanto a loro si muovono Argo, il cane meticcio di lui e Soraja, l’altera gatta di lei, alter ego dei loro umani, ho adorato il loro buffo rapporto.
Il no-spoiler mi impone il silenzio, ma Matilde ha tutta la mia solidarietà, purtroppo gli input con cui ci bombardano dalla nascita si radicano talmente in profondità che quando certe caratteristiche vengono meno è naturale reagire come lei. E allontanarsi, pensando che lasciare il suo amore sia l’unica soluzione, le servirà per liberarsi dalle catene che la opprimono, per trovare la soddisfazione di vivere in sé stessa, e non in ciò che si aspettano gli altri. Una rinascita necessaria.
Ciò che ami torna sempre da te, anche quando pensi di averlo perduto.
La riflessione finale sta tutta qui: possiamo convivere e amarci serenamente anche quando un elemento ritenuto generalmente imprescindibile viene a mancare? Secondo Amedeo, che è un uomo, ovviamente sì! O si ama o non si ama, non esiste altro. E lo capisco, ma l’animo di una donna è molto più complicato, e se lei stessa si sente “difettosa”, non c’è molto che lui possa fare, se non aspettare.
Una storia adulta, con personaggi che potrebbero essere i nostri vicini di casa o amici, che senza troppo clamore emoziona e, come sempre, offre spunti di riflessione.







