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Recensione in Anteprima: “Tutta colpa del tè” di Marta Savarino

Trama

Credere nell’amore, avere fiducia in questo sentimento pare non essere più possibile per Luisa, innamorata e ingenua, vittima di una situazione e un uomo che le spezzano il cuore. Ma la forza motrice che anima ogni donna, l’amore per un figlio, sarà il suo punto di partenza, e la piccola che darà alla luce riporterà lei stessa alla vita.  Luisa, sedotta e abbandonata, lascerà l’Italia con la piccola Viola al seguito e raggiungerà la sua famiglia, tornando a occuparsi della sua più grande passione: la cucina, lavorando presso l’albergo che i genitori gestiscono a Inverness in Scozia. In un ambito familiare meraviglioso, protetta e sostenuta dai suoi cari, Luisa piano piano risorgerà dalle sue ceneri, ritrovando anche se a fatica, la tranquillità perduta. Le sue giornate, incentrate totalmente sul lavoro e sulla crescita della figlia, non lasciano spazio all’amore, a un uomo e a sentimenti con i quali sembra aver chiuso per sempre, barricandosi in un dolore che il tempo ha lenito, ma non ha cancellato. Fino a quando…  Beh lo sappiamo, al destino piacciono i colpi di scena. Galeotto fu l’albergo di famiglia, sua oasi di pace, ma anche culla silenziosa di grandi novità. Con l’arrivo di un nuovo membro dello staff, David Alexander Hamilton, per Luisa sarà tempo di cambiamenti e di pulsioni dimenticate.  Così come le stagioni si accavallano, quando la pioggia lascia spazio al sole che tutto rinnova, anche per Luisa inizierà un percorso di rinascita, in cui l’amore farà capolino prima, per sfociare poi in una passione incontenibile. Ma le ombre del passato, non solo quelle di Luisa, non saranno facili da arginare: David Hamilton nasconde un passato turbolento e un drammatico segreto. Così come un temporale impazzito, la tempesta minaccerà i conquistati equilibri, minerà le ritrovate certezze e metterà ancora una volta tutto in discussione. Ma se a bussare alla porta è l’amore, quello vero, potrà la ragione farsi da parte e il passato essere cancellato?

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L’incipit del romanzo apre il sipario su una situazione decisamente drammatica, in cui il tema dell’abbandono è il protagonista indiscusso. Difficile ed estremante doloroso, sarà per Luisa riuscire ad accettare e immediatamente rialzarsi da un evento tanto imprevedibile quanto distruttivo. Ma quel piccolo esserino appena dato alla luce diventerà la sua forza e unica ragione di vita, il fulcro di ogni sua energia, anche la più recondita e unica rimasta.

Viola non meritava una merda simile come padre così come non me lo meritavo io. Andai in accettazione e chiesi se il Signor *** – non lo nomino – avesse registrato all’anagrafe la bambina nata tre giorni prima e l’impiegata mi rispose di no, con un’espressione tra il preoccupato e l’inorridito. Avevo gli occhi rossi, pieni di lacrime e linee nere di mascara sciolto sulle guance. Più che una neo-madre sembravo una tossica che implorava per una dose di metadone. «Allora lo faccio io. Le do il mio cognome…» dissi, mentre con la mano libera cercavo freneticamente i miei documenti nel borsone a tracolla, continuando a stringere a me Viola. Si era riaddormenta adesso, mettendosi a piangere proprio e solamente nel momento in cui stavo parlando al telefono con la nonna che non avrebbe mai conosciuto, ditemi se non è un segno! Dovevo allontanarmi da lui, dalla sua famiglia e andarmene il più lontano possibile con mia figlia e il mio cuore infranto. «Si chiama Viola, Viola Mac Kinnon» annunciai fiera alla donna, porgendole il mio documento perché vedesse come si scriveva il mio cognome, il nostro cognome, adesso. Il nome di lui risultava comunque sul certificato di nascita, anche se, non avrebbe mai riconosciuto la figlia. Meglio così continuavo a ripetermi, meglio così…

Marta Savarino affrontando un tema duro e devastante, ci introdurrà a un romanzo in cui la rinascita sarà il fattore dominante, rinascita per la protagonista Luisa, che lontano dalla sua Torino, circondata dall’affetto dei familiari, si rialzerà dalla ceneri del suo dolore e con forza e determinazione affronterà la sua vita da madre sola e abbandonata, da gran lavoratrice, dimenticandosi però, volontariamente, di essere anche una donna. Delusa dall’amore e terribilmente scottata, si concentrerà su tutto tranne che su una possibile vita privata, dimenticata e sepolta nel rancore e nel tremendo ricordo di una delusione mai sanata.

«Avanti!» grida mia figlia e alzo gli occhi proprio nel momento in cui il signor Hamilton entra in cucina…Oh mio Dio… Sbatto le palpebre e non riesco a muovere un passo. Rimango lì, immobile con un’espressione, di questo ne sono sicura, da perfetta idiota stampata in faccia. Non solo, ma sento anche che sto arrossendo, anzi lo so, mi conosco troppo bene, quando sono in imbarazzo le mie guance diventano ridicolamente rosse. Guardo Viola poi guardo lui… E così questo sarebbe il signor Hamilton che si occupa della manutenzione del nostro giardino e dell’albergo? Quello che la mia mente bacata si figurava come un gentile e anonimo signore di mezza età, magari con un po’ di pancia, quasi calvo? Oddio, perché nessuno mi aveva avvertita? Mi tocco i capelli improvvisamente consapevole di essere in condizioni pietose, almeno se consideriamo il mio aspetto in confronto a quello del modello di Vogue appena entrato nella mia cucina. Perché ho messo questa ridicola molletta a tenermi su la frangia? La maglietta bianca anonima come non mai e sporca di macchie di frutta, i jeans sdruciti sulle ginocchia e le ballerine, saranno anche comode per cucinare ma, non lo sono per… per… per lui! Ma che diavolo mi sta succedendo?

Mai.. fino al momento in cui nella sua vita piomberà un uomo tanto affascinante e carismatico quanto devastato da un passato che, sebbene si ostini a tener segreto, rivela cicatrici evidenti e ferite spesso incontrollabili. La nascita di questo nuovo grande amore stravolgerà entrambe i protagonisti che, per ragioni diverse, pur concedendosi reciprocamente, avranno grosse difficoltà a liberare i loro cuori. Difficoltà oggettive, razionali ma anche dettate dalle emozioni, così marcate e vive in loro che, più l’amore tenterà di avvicinarli, più un baratro fatto di segreti, paure e incomprensioni, riuscirà a dividerli.
Narrato in prima persona prevalentemente da Luisa, al romanzo si affaccerà anche David che con i suoi pensieri, i mostri del passato, offrendo un’introspezione ampia del suo personaggio, una figura assolutamente di grande carisma, perfetta nella sua correttezza, il cui unico nemico, difetto o come lo si voglia chiamare, deriva dai fantasmi di un passato che rischiano di divorarlo.
Con uno stile schietto, genuino, a tratti forte, Marta Savarino in questo romanzo affronta, contrapponendo disperazione e amore, temi attuali di grandi difficoltà e disagio con i quali spesso uomini e donne devono fare i conti. La trama, che oscilla in un equilibrio sottile e al tempo stesso fragile, è sempre velata da ottimismo, valori importanti e imprescindibili, nei quali l’amore e la vita prevalgono su tutto.

Fiamme Sensualità Medio

Recensione a cura di:

LadyLightmoon

Editing a cura di:

Firma Rubina

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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