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Recensione in anteprima: “Una tata per Nate” di Lisa Worrall

Titolo originale: A Nanny for Nate
Autore: Lisa Worrall
Edito da: Triskell Edizioni
Traduzione a cura di: Barbara Belleri
Formato: ebook
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 AGOSTO

Un anno dopo la morte del marito, le uniche cose che permettono a Parker Adams di andare avanti sono il suo lavoro e suo figlio, Nate. Quando la persona che si occupa solitamente del bambino si trasferisce, Parker decide di assumere una balia che viva con loro, in modo da dare a Nate maggior stabilità. A causa di un ‘disguido’, però, non è la minuta Melanie che si presenta alla loro porta, ma Jake Walsh.

E Parker va nel panico.

Non che Jake non sia perfetto per quel lavoro. Lo è, e anche un po’ troppo. In mezz’ora di colloquio riesce a risvegliare in Parker sentimenti che lui credeva perduti per sempre.

Come farà Parker a vivere con quell’uomo sotto il suo tetto ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette?

Per Jake, invece, ciò che gli viene offerto rappresenta il lavoro perfetto, almeno fino a quando non si rende conto che non solo si è affezionato a Nate, ma si è anche innamorato di Parker.

Tutto comincia a causa di un “disguido”, una piccola svista con due lettere.

Nate, ho adorato questo bambino. Leggere del suo attaccamento al suo “Papino”, di quanto gli manca perché lavora troppo, e leggere di tutti quegli atteggiamenti classici dei bambini della sua età me lo ha fatto sembrare reale, mi sembrava quasi di leggere di mia figlia.

Nate è un bambino dolcissimo, come lo è il legame che ha con Parker. Quei due sono di una tenerezza infinita. Ma dopo la morte di Darren, il papà di Nate, hanno bisogno di ritrovare un nuovo equilibrio e l’occasione buona sembra quella di prendere una tata che viva con loro.

Parker  aveva  appena  finito  di  sistemare  il  casco  a  Marcus  quando nella  sua  visione  periferica  scorse  qualcuno  che  camminava  lungo  la strada  verso  di  loro.  No,  descrizione  sbagliata,  rettificò.  Il  ragazzo  non camminava  normalmente,  ma  ondeggiava.  Sul  serio.  Parker  non  aveva intenzione di fissare, ma quanto spesso ti capita di vedere uno camminare così?

«Wow,»  dissero  contemporaneamente  Nate  e  Marcus,  guardando  lo sconosciuto che era entrato in giardino. Parker si girò e cercò di sopprimere il suo ansito di sorpresa quando riuscì  a  guardare  bene  e  attentamente  il  proprietario  di  quella  camminata ondeggiante. Con quasi due metri di muscoli snelli, era vestito con un paio di  pantaloni  cargo color  kaki  a tre quarti  e una  maglietta polo a maniche corte  arancio  che  aderiva  nei  punti  giusti.  Il  giovane  era  innegabilmente bello da morire.

Beh, Jake si presenta decisamente bene, ma l’attrazione che Parker prova nei suoi confronti lo fa sentire in colpa, come se stesse tradendo Darren, come se andare avanti con la sua vita e tornare ad amare ancora fosse una cosa che lui non si merita.

L’elaborazione di un lutto non è mai semplice e non lo è nemmeno conciliare il corpo con il cuore e la testa, perché anche se il corpo di Parker vuole Jake, il suo cuore appartiene ancora a Darren e la testa… beh, chi l’ha detto che pensare troppo fa bene? A volte bisogna spegnere il cervello e seguire il proprio istinto, che magari ci porterà a ciò di cui abbiamo bisogno anche se ancora non siamo pronti per accettarlo.

«Non  preoccuparti.»  Jake  si  avvicinò,  così  che  solo  Parker  potesse sentirlo. «Non ti lascio andare.» Deglutendo di fronte all’improvvisa mancanza di salivazione, Parker riportò la sua attenzione su Nate, scompigliandogli i soffici capelli biondi. Era  strano  avere  qualcuno  che  non  fosse  Nate  a  stringere  la  sua  mano… ma  strano  in  modo  positivo.  Non  aveva  ben  realizzato  quanto  gli  fosse mancato il conforto di dita intrecciate tra loro. E la mano di Jake nella sua era sì confortante, ma sotto il conforto, c’era una scintilla di desiderio che fece scorrere a Parker un brivido lungo la schiena.

La lotta interiore di Parker è un’ostacolo a quello che sta nascendo con Jake, ma la perdita di Darren dovrebbe avergli insegnato che la vita è troppo breve per lasciare andare le persone che si amano.

Il libro mi è piaciuto e forse l’unica pecca è la sua brevità. Se fosse stato più lungo, determinate situazioni e sentimenti si sarebbero potuti sviluppare meglio, ma già così la storia funzione ed è credibile.

Comunque, il personaggio che ho adorato di più è Nate e sono sicura che quel piccoletto ruberà anche il vostro cuore.

 

 

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StaffRFS

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