Recensione in anteprima: Swinging Love di Vera Demes

Autrice: Vera Demes
Genere: romance storico
Editore: self
Data di pubblicazione: 20 febbraio 2026


Vera Demes torna a noi con un romanzo ambientato nel 1966, e penso sia un’assoluta novità per questo genere. Eppure gli anni ’60 sono stati importantissimi per la storia moderna, la ricostruzione post bellica era terminata, e i giovani di quell’epoca, non avendo vissuto i drammi della seconda guerra mondiale, erano pieni di entusiasmo per il futuro.
Costanza di Valperga, diciannovenne contessina torinese, rientra a casa dopo otto anni di collegio in Svizzera, e da subito la vita che le viene prospettata dalla famiglia le va stretta. Genitori borghesi, poco inclini al cambiamento, sempre attenti a non uscire dai binari prestabiliti, faticano a contenere l’esuberanza della ragazza che vorrebbe volare lontano. L’occasione arriva con l’invito, da parte della ex compagna di camera. l’inglese Eliza, di passare l’estate a Londra. Ospite del fratellastro di quest’ultima, Sir Alexander Ashbourne, più grande di vent’anni, Costanza si sente finalmente libera di mordere la vita, di divertirsi senza costrizioni, di cercare di realizzare i suoi sogni. Londra è in grande fermento, gli orli delle gonne, grazie a Mary Quant, si accorciano, i capelli pure, tutto è nuovo e affascinante. L’Inghilterra è anche la patria dei Beatles, dei Rolling Stones, degli Who, la musica beat detta il ritmo di questo nuovo mondo a colori. Le donne non devono più restare in casa ad attendere il promesso sposo, possono pensare a crearsi una carriera lavorativa, finalmente non è più un’utopia desiderare una vita ricca e piena al di fuori delle mura domestiche. Tutto ciò, nella rigida e seria Torino, non sarebbe stato possibile. Anche all’interno della casa del baronetto le regole sono rigide, ma le due giovani non si fanno scrupoli a eluderle, girovagando per le vie della città di giorno e sgattaiolando fuori di nascosto tutte le sere per andare a ballare. Un giorno, spazientito dalle continue fughe delle ragazze, Alexander decide di portarle nella sua tenuta di campagna, confidando nel potere taumaturgico della natura. E in un certo senso non sbaglia, Costanza comincia ad apprezzare anche questo diverso stile di vita, e forse non solamente quello…
Questa volta la storia d’amore è importante, ma non assoluta protagonista.
Il cambiamento, la lotta per l’emancipazione e l’indipendenza sono gli attori principali. Siamo ancora lontani dalla rivoluzione del ’68, ma la Londra che ci descrive l’autrice è già praticamente pronta.
Costanza e Alexander sembrano lontani anni luce, e non solamente per l’età, ma soprattutto per idee e desideri. Lei resta fedele a sé stessa, non baratta l’indipendenza conquistata, nemmeno in nome dell’amore, è pronta per il futuro.
Forse era quello il punto. Non aspettare che qualcuno la scegliesse. Ma scegliersi. Sempre.
In effetti i due sono la rappresentazione di ciò che sta accadendo: entusiasmo e voglia di vivere da una parte e fedeltà assoluta alle vecchie tradizioni dall’altra.
Lui, cresciuto a suon di obblighi e rigidi comportamenti, trova difficilissimo rapportarsi con i venti nuovi che stanno arrivando. Ma la ragazza non è solamente oggetto di desiderio, erode lentamente ma inesorabilmente la sua essenza più conservatrice, aprendo anche il suo animo al cambiamento. Ho ritrovato tra queste pagine la me bambina, quando i miei fratelli molto più grandi mi lasciavano ascoltare la nuova musica con il mangiadischi che tenevano in auto, e le gonne corte con i calzettoni con cui andavo a scuola, incurante del freddo e dei rimbrotti di mia madre, che ricordi…
Vera Demes ancora una volta ha sparigliato le carte, donandoci una storia diversa dal suo solito, ma assolutamente godibile e ricca di spunti di riflessione.
Come non consigliare questo tuffo in quei favolosi anni, che tanto ci hanno lasciato?







