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Recensione in Anteprima: “Senza difese” di Avon Gale (serie Andare a segno #1)

Il futuro di Lane Courtnall appare luminoso: a soli vent’anni è stato scelto dai Sea Storm di Jacksonville, una squadra di un campionato minore affiliato alla NHL, la lega nazionale di hockey su ghiaccio. Essere gay e praticare uno sport dove si scambiano certi insulti lo mette un po’ a disagio. Inoltre, dopo che ha fatto dei commenti senza riflettere, ha finito per alienarsi le simpatie dei compagni di squadra. Durante una partita contro i rivali per eccellenza, decide di dimostrare a tutti il suo valore e getta i guanti a terra per sfidare Jared Shore, enforcer dei Savannah Renegades. È uno strano modo per cominciare una relazione.
Jared ha trascorso la maggior parte della carriera nelle leghe minori, è bisessuale e non gli importa che gli altri lo sappiano o meno, ma è determinato a evitare una storia seria dopo che l’ultima lo ha lasciato a pezzi. Gli basta una notte con il novellino Lane Courtnall per avere dei ripensamenti. Lane gli rammenta il motivo per cui ama il suo sport e gli fa capire che vale la pena rischiare per amore. Jared spera invece di mostrare a Lane come sentirsi a suo agio nella propria pelle, sul ghiaccio e fuori. Ma si trovano in momenti diversi delle loro carriere, ed entrambi dovranno decidere a cosa tengono di più.

Se Lane non fosse stato in preda ai postumi, stanco, affamato e distratto dal dolore lancinante che aveva in bocca, probabilmente non l’avrebbe detto. “Credo di capire perché non piacevi ai tuoi compagni di squadra,” sbottò Shore, alzandosi di scatto. “Aspetta,” esclamò Lane confuso, con in mano mezzo bocconcino di pollo fumante. “Perché sei arrabbiato? È il tuo ruolo come enforcer, no? Fare a botte?” “Già, belloccio. È il mio ruolo.” “Quindi non dovresti essere arrabbiato, ma lo sei. Lo vedo. Capisco quando uno è arrabbiato, credimi.” Lane si mise in bocca l’altra metà del pollo, masticò in fretta e la mandò giù con l’aiuto della Bud Light. Era decisamente il peggior pasto che avesse mai fatto. Era una fortuna che riuscisse a malapena a sentirne il sapore. “Sì.” “Perché?” domandò Lane, studiandolo con attenzione. Shore sembrava avere sette o otto anni più di lui, aveva la vaga ombra di un occhio nero e un livido sulla mascella. Gli si addicevano, lo facevano sembrare un po’ un pugile. “È perché ti ho colpito in faccia?” Shore scoppiò a ridere, un suono tagliente e raschiante che a Lane riportò di nuovo alla mente un husky. Quegli occhi chiari si annuvolarono, come il cielo prima di una tempesta. “Vuoi sapere perché sono arrabbiato, ragazzino? Te lo dirò. Sì, picchio ed è il mio ruolo. E tu segni gol,o almeno lo faresti se i tuoi compagni di squadra non ti stessero tenendo il muso per qualche motivo. E tu hai ben pensato di rimediare facendo a botte con un tipo che avrebbe potuto spaccarti il culo in due, ma non l’ha fatto. Perché sai chi incolperebbero a quel punto? Il ragazzino scelto nel draft dall’NHL oppure il tizio che l’anno prossimo fa trentadue anni e che sta giocando nella decima squadra da quando ha iniziato la sua carriera?”

Jared Shore ha trentun’anni e, se per un impiegato significa essere ancora nel pieno della gioventù, per un giocatore di Hockey su ghiaccio significa essere alla fine della carriera, specie perché, come spesso viene ricordato, un giocatore di hockey invecchia come i cani, un anno è come se fossero sette. Dopo una carriera da professionista, dignitosa e piena di soddisfazioni, senza però mai arrivare a giocare nelle squadre all’apice della NHL, il ritiro che sa non potrà rimandare a lungo lo rende a volte malinconico e depresso, incapace di vedere un futuro lontano dallo sport che ha sempre praticato. Giocare nella ECHL ha voluto dire passare di squadra in squadra, di città in città, senza rimanere mai più a lungo di un anno o due, e ora il suo più grande desiderio è essere confermato ancora per una o due stagioni e finire la carriera nei Savannah Renegades, la sua attuale squadra dove si è trovato molto bene. Pur essendo in grado di giocare in più ruoli, da tempo la sua popolarità deriva dall’essere l’enforcer, quel giocatore che cerca il contatto violento e che impedisce di mettere il puck in porta scatenando spesso la rissa; la parte del cattivo il più delle volte lo diverte, ma rimane molto sorpreso quando si trova a essere attaccato dal giocare appena arrivato nelle file dei Sea Storm. Lane d’altra parte non ha visto altro modo per rientrare nelle grazie dei suoi compagni di squadra, che dopo alcune sue parole infelici non gli parlano e non fanno nulla per aiutarlo a segnare, lasciandolo senza difese. Il piano bislacco riesce, nonostante qualche livido, e Lane riesce così a scusarsi con i compagni e a trovare un coinquilino per lasciare l’hotel economico dove risiedeva.  Sarà in un bar che Lane e Jared si ritroveranno di fronte e, dopo un divertente chiarimento, scopriranno di provare un’attrazione fisica potente; il buon senso li dovrebbe tenere lontani, e invece a poco poco il loro rapporto diventerà sempre più importante.

Due uomini agli estremi di uno sport da noi poco seguito, uno si sta appena avviando a quella che si prospetta una carriera piena di successi, ha talento, giovinezza, una strana dolce timidezza, e la perenne incapacità di filtrare le parole che gli escono di bocca, cosa che crea più di un momento divertente. Lane risulta un personaggio simpatico e tenero, gay non ancora dichiarato ai suoi compagni, lo vedremo crescere e diventare sempre più coraggioso, anche grazie a Jared che, più maturo, lo aiuta a prendere coscienza dei suoi desideri, ma soprattutto è intenzionato a seguire i suoi sogni. Jared al contrario, inizialmente  lo incontriamo quando sembra rassegnato (un periodo doloroso del suo passato lo ha fatto talmente soffrire, da impedirgli di vivere la sua carriera al meglio, accontentandosi di giocare bene ma senza grandi aspettative) ma una volta che i sentimenti che ha tentato di reprimere per questo ragazzo, giovane ed entusiasta, non possono più essere negati, ritroverà l’entusiasmo che aveva perduto per lo sport che ha sempre amato, portandolo a vivere una stagione piena di successi come non ne ha mai avute, e diventando un giocatore di punta. Il suo rapporto con Lane è stupendo, fatto di stima e di competizione, spesso infatti dovranno giocare l’uno contro l’altro ed entrambi daranno il meglio per far vincere la loro squadra, senza che il loro rapporto ne venga mai toccato.

È questo infatti che mi ha fatto amare tanto questo libro, è una storia che ha pochi conflitti, nessun grande problema, solo fraintendimenti che verranno risolti, con al centro una storia d’amore e di amicizia, bella e serena, che regala ottimismo. Forse per dovere di verità, penso che in uno sport dove il contatto fisico violento è all’ordine del giorno, sia quasi impossibile che tutti accettino serenamente l’omosessualità come avviene in questo libro, ma questo non mi ha impedito di trovare la lettura estremamente piacevole. I personaggi secondari sono molto interessanti e sicuramente ne ritroveremo qualcuno nei prossimi capitoli di questa serie partita davvero benissimo, così come spero di rivedere l’originale amica di Lane, Zoe. La parte sportiva è molto importante in questa serie e occupa molte pagine, spesso vi troverete a pattinare sul ghiaccio con un bastone ricurvo all’inseguimento di un Puck, e se l’autrice ha dato alcune nozioni per capire meglio come si viene scelti e si passa di categoria, e anche vero che spesso il lettore si trova alle prese con lo svolgersi di alcune partite e avere qualche nozione aiuta a seguirle meglio, così come avere un’idea dei ruoli di ogni giocatore. Mentre leggevo il libro sono andata in cerca di notizie e sono rimasta molto affascinata dagli enforcer, un ruolo non ufficiale per giocatori che creano uno spettacolo nello spettacolo, che passano continuamente di squadra in squadra, facendo qualcosa che di solito nessuno vuole fare e che pochi sanno fare bene, ma anche un ruolo che non offre nessuna sicurezza e nessun contratto particolarmente vantaggioso. Del resto scopriremo che i giocatori di hockey non percepiscono le grandi somme di altri sport, specie nella categoria ECHL a cui appartiene la nostra squadra. Una lega, come scopriremo, in cui è facile entrare ma molto difficile uscire.

È un libro che si legge in modo scorrevole, che fa trascorrere ore piacevoli e ci porta a conoscere bei personaggi e uno sport che personalmente avevo visto solo in alcuni film, e non vi nascondo che non vedo l’ora di calzare nuovamente i pattini e scoprire cosa accadrà nel prossimo libro della serie fra Ethan Kennedy appena arrivato nei Sea Storm, e Riley, il giocatore che ha sempre nascosto ai suoi compagni la sua ricca famiglia.

Romanticamente Fantasy

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