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Recensione in anteprima: “Per una causa antica” di Andrew Grey * Serie Una buona causa #3

 

♦ Traduzione a cura di Ernesto Pavan

Dreamspinner Press, in uscita il 10 gennaio 2017

acquistabile qui ♦

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Il padre di Will Martin è un razzista; odia i nativi americani e vuole tenerli lontani dalla sua proprietà, anche se parte della terra del suo ranch è sacra per i Sioux. Quando la tribù chiede di potervi celebrare i propri riti, l’uomo rifiuta, ma Will non è d’accordo con lui. Da quando ha visto Takoda Red Bird durante una cerimonia religiosa Sioux, ne è rimasto affascinato, perciò decide di concedere alla tribù l’accesso alla terra.
Takoda è abituato ad andare contro la volontà del proprietario testardo: spesso si intrufola in quel luogo sacro per andare a pregare e sa che Will lo ha visto. Quando, per puro spregio, l’allevatore mette all’asta la terra, Takoda sa che è venuto il momento di agire e unisce le forze con Will per impedirne la vendita.
Lottare per questa causa ha più conseguenze di quante Will se ne aspettasse. All’inizio vuole soltanto aiutare la tribù a preservare la propria identità, ma alla fine trova la sua.

Recensione in anteprima arancio

Il mio rapporto con Andrew Grey come autore è, a questo punto, di totale fiducia. Quando ho voglia di leggere un libro che mi dia qualcosa di più del solito romance, so di poterlo trovare nelle sue storie. Non ho letto tutti i suoi libri, questo purtroppo no, potrà sembrare un controsenso, ma a volte il dover recensire libri, ti fa’ mettere un po’ da parte alcuni autori che ami, per poter seguire e tenere i ritmi delle nuove pubblicazioni. Per questo, non appena visto il suo nome su questo nuovo libro della serie “Per una giusta causa”, ho colto la palla al balzo.

Sin da ragazzina ho sempre amato i romanzi che avevano tra i protagonisti i nativi americani, la loro cultura mi ha sempre affascinato: il loro legame con la Terra e la natura, le loro usanze e religione, e una storia piena di sofferenza e soprusi, che è anche però la storia di un popolo orgoglioso e unico.

“Per una causa antica” è il terzo libro della serie “Una buona causa”, e racconta l’incontro di Will e Takoda, due ragazzi provenienti da mondi molto diversi, che provano un’istantanea attrazione l’uno per l’altro, un legame profondo e inspiegabile, che non si limita solo a una forte attrazione fisica, ma sono destinati a trovare sulla loro strada diversi ostacoli pronti a dividerli al primo accenno di debolezza.

Questa è una delle cose che amo di più nelle storie di questo scrittore: i suoi personaggi ci mettono di fronte a problematiche reali, ti aprono gli occhi sulle difficoltà e le lotte che alcune persone devono affrontare per cose che si possono dare per scontate.
È una storia in cui l’amore mostra le sue diverse sfaccettature: l’innamoramento e la passione intensa tra due giovani uomini, l’amore e i conflitti tra un padre e suo figlio e l’amore tra un nonno e suo nipote, che è sempre uno dei tipi di amore più libero e incondizionate. E poi ci si trova davanti all’altra faccia della medaglia: l’odio, il razzismo e l’intolleranza.

Will è rimasto orfano della madre da adolescente e questa perdita ha segnato la sua vita e quella del padre. Il padre di Will era un uomo profondamente innamorato della moglie e per riuscire a crescere il figlio decide di fare ritorno nel ranch dove era cresciuto. Con il passare del tempo si è trasformato in una persona intollerante, verso l’omosessualità del figlio e soprattutto verso la popolazione di nativi americani che vivono vicino a loro. Un rancore e un odio che hanno messo le loro radici nel passato e di cui nessuno sa l’origine.
per-una-causa-antica-di-andrew-grey-serie-una-buona-causa-3Will fa il suo ritorno a casa al termine degli studi, sapendo che ci saranno delle difficoltà da affrontare, non immaginando però che la sua sarà una lotta tripla con il padre: per far accettare se stesso, per garantire ai nativi americani il loro diritto di pregare sul loro luogo più sacro e poi per amare liberamente Takoda.

Mi è piaciuto moltissimo Will per il suo carattere forte, la testardaggine e la forza delle sue convinzioni che lo spingono ad andare avanti per la sua strada.
Lui e Takoda hanno entrambi due personalità molto forti e passionali, ma questo li porta anche a scegliere il sentiero più difficile: vivere alla luce del sole, senza nascondersi. È soprattutto l’orgoglio di Takoda, insieme alle sue esperienze poco felici del passato, che lo spingono a volere a tutti i costi un compagno disposto a lottare per lui, senza piegarsi a compromessi e questo suo modo di essere obbliga Will a fare una scelta difficile.

“Per una causa antica”, nonostante faccia parte di una serie, può essere letto come romanzo autoconclusivo, anche se devo dire che incontrando di sfuggita i protagonisti dei libri precedenti, s’intuisce che le loro storie sono speciali e meritano di essere lette a loro volta e per gli amanti di questo genere di romanzi Andrew Grey ha dato vita a un’altra splendida storia.

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Recensione: Ayliss72

Editing a cura di: Gioggi

 

baby.ladykira

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