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Recensione in Anteprima: “La casa dei sogni” di Trisha Ashley

Buongiorno Fenici, oggi La Min ci parla di “La casa dei sogni” di Trisha Ashley

Quando Carey Revell riceve in eredità la grande casa di famiglia, non ne è proprio entusiasta… La casa è enorme ma in condizioni fatiscenti e, come se non bastasse, ci vivono un paio di lontani parenti che non hanno alcuna intenzione di andarsene. Ma lui al momento è senza un lavoro, ha rotto con la sua ragazza e quella vecchia casa, in fondo, potrebbe essere un’occasione per ripartire. Deve solo trovare qualcuno che lo aiuti a riparare le vetrate… Angel Arrowsmith è un’artista e ha trascorso gli ultimi dieci anni condividendo la vita, la casa e il lavoro con il suo mentore e fidanzato perfetto. Ma un giorno, all’improvviso, ha perso tutto e si è ritrovata sola e con il cuore spezzato. La situazione sarebbe stata disperata, se il suo vecchio amico Carey non le avesse proposto di aiutarlo a sistemare la proprietà appena ricevuta in eredità. Angel e Carey si trasferiscono dunque pieni di speranze. Ma quella vecchia dimora – scopriranno presto – custodisce dei segreti. Svelarli insieme potrebbe far nascere un inaspettato legame…

Oggi vi parlo di un libro che mi ha affascinata e intrigata sin dalle prime pagine, sia per i contenuti che spaziano dall’arte e architettura al mistero, che per le vicende delle molte donne presenti nella storia, tutte accomunate da un’ingegnosità che le rende autonome, impavide e fortemente resilienti agli eventi della vita che le colpiranno o coinvolgeranno. Ognuna di esse, a modo suo, è un’artista che crea meravigliosi manufatti e presenta quell’inconfondibile visione del mondo comune a tutti coloro che beneficiano un simile dono: vedere quanto li circonda con occhi speciali, capaci di cogliere il particolare, assorbire il contenuto e saperlo poi riportare nella loro creazione.

Lo stile narrativo è molto fluido e scorrevole nonostante si caratterizzi per le lunghe descrizioni, talvolta molto specifiche, relative sia alle tecniche artistiche sia ai luoghi. In genere non amo particolarmente i libri che contengono troppe note descrittive perché ho sempre l’impressione che ciò possa far perdere di vista al lettore il cardine della trama ma non è questo il caso. In realtà è stata una lettura appassionante e istruttiva, forse tutto dipende dal fatto che i due temi principali, l’arte e la misteriosa ricerca/scoperta del passato, quasi si fondono tra loro, accompagnando il lettore sino al termine del libro in cui convergeranno tutti gli elementi chiave per svelare il mistero, avendo nel contempo imparato molto su uno dei movimenti architettonici che amo maggiormente, l’Arts and Crafts, e sull’antica arte della decorazione e realizzazione di vetrate artistiche: due elementi che mi affascinano molto e che forse sono il motivo che ha reso così piacevole, per me, questa lettura. La storia d’amore sussurrata lungo le pagine, mi è parsa solo un contorno gradevole ma non il cuore del libro ed è peccato perché, con il giusto spazio, avrei senza dubbio concesso il punteggio pieno a questa lettura. Però di amore si parla tanto, nelle sue forme più varie, forse più nell’aspetto del sentimento: amicizia, complicità, sostegno ma anche delusione e rabbia, separazioni imposte e la forza d’animo che sorregge chi ne ha bisogno, se accanto ha persone positive, che rispondono ai colpi della vita con amore, presenza e disponibilità. Legami indissolubili che resistono al tempo e si plasmano su di esso, rinascita spirituale e nuovi orizzonti che vedremo aprirsi per i nostri protagonisti come anche per i tanti, deliziosi, personaggi che fanno da cornice alla trama. Decisamente la storia di molte vite e delle scelte, talvolta estreme o inevitabili, che dovranno essere fatte, consapevoli del fatto che il peso di tutto ciò che verrà a seguire, dovrà essere accettato e ancor di più, ci si dovrà convivere sino alla fine.

La trama presenta un ordito molto particolare perché caratterizzato da continui intrecci tra presente e passato, la narrazione avviene in terza persona quando non sono le nostre artiste, nei diversi periodi storici, a parlarci in prima persona. La protagonista, Angel, nel raccontare la propria vita sarà una delle principali voci del romanzo, l’altra, meno invasiva, emergerà spesso nei capitoli, seguendo il dipanarsi della storia che va di pari passo con le pagine del suo diario, redatto nel 1914. Attraverso questo diario conosceremo Jessie Kaye Revell, la donna che lo ha scritto ma anche una figura ancora più lontana nel tempo, un’altra donna, Lady Anne Revell. Queste tre donne dai destini difficili si troveranno a ripercorrere le medesime scelte per certi aspetti, e giungeranno ognuna a suo tempo alla rivelazione. Ma saranno l’astuzia e l’amore per l’arte del ricamo e della decorazione del vetro a consentire alle ultime due di ripercorrere le orme una dell’altra e comprendere l’intricato mistero celato nel disegno di una particolare vetrata ricca di simbolismi e avvolta da secoli nel mistero: la vetrata di Lady Anne.

Il luogo in cui si svolge la parte saliente della storia è Mossby: sito nel Lancashire dell’ovest, in Inghilterra, è un cottage di dimensioni notevoli, originariamente in stile Tudor poi ristrutturato parzialmente, appunto durante il periodo in cui era in voga il movimento Arts and Cratfs. Un luogo assolutamente affascinante ma anche pregno di storia e ricco di nascondigli segreti risalenti all’epoca in cui la famiglia Revell era cattolica e necessitava di pertugi strategicamente localizzati in vari punti della casa in cui nascondere i sacerdoti in caso di bisogno. I meccanismi di apertura così come le ubicazioni dei nascondigli, furono progettati da appositi specialisti, cosa molto comune all’epoca, e la loro localizzazione nella casa, vennero tramandate di generazione in generazione, solo ai primogeniti maschi. Eppure due donne scopriranno e sveleranno i misteriosi anfratti in momenti drammatici della loro esistenza ed una terza, la nostra Angel, ripercorrendo i medesimi passi e mossa dalla medesima arguzia, procederà nella stessa direzione. Cosa scopriranno e quali terribili, inconfessabili segreti queste due dame abbiano portato con sé dopo la vita lasciando solo tracce fatte di simboli, diari e pregiate vetrate artistiche, lo lascio scoprire a voi. Posso solo dire che vi potranno sorprendere i temi ancora attuali e gli inconfessabili segreti che le due antenate scelgono di tramandare solo a chi sarà capace di decriptare i loro codici.

Tornando ai personaggi principali che attualmente abitano Mossby, troviamo Carey, un massiccio e imponente uomo dalla folta capigliatura rossa e incredibili occhi viola-azzurro capaci di affascinare chiunque: sexy e tenace rimanda all’immagine del guerriero vichingo. Questo personaggio rischia di emergere poco tra le pagine a causa del trio femminile che avvince e incuriosisce, ma vale la pena conoscerlo meglio e scoprire le sue molte qualità come l’umiltà, la passione per i lavori manuali e l’ingegno con cui si interessa, apprende e fa proprie, tutte le forme d’arte. Una persona mossa da un’incontenibile curiosità verso tutto quanto lo circonda e così di buon cuore, disponibile e amichevole da attrarre le persone che incontra e costruire con loro solidi legami di amicizia. È inoltre lui, l’ultimo Revell e per nostra fortuna deliziosamente e notevolmente migliore di molti suoi antenati. Carey e Angel (solo per lui “Gamberetto”) si conoscono sin da piccolissimi, crescono insieme, inseparabili e, per un breve istante delle loro vite, ai tempi dell’università, questo legame sembra prossimo a divenire altro, ma non era forse il momento giusto e le loro vite proseguono indipendenti, pur mantenendo salda l’amicizia che sarà poi la loro ancora di salvezza in un momento cruciale e davvero straziante delle loro vite. Bravissima l’autrice nel rendere sulle pagine le emozioni più profonde che arrivano dritte al cuore del lettore. Io mi sono commossa, temo vi toccherà la medesima sorte perché davvero sembra di essere lì con i protagonisti e si assorbe ogni loro vissuto, ogni ingiustizia e anche il profondo dolore.

La storia di Angel in particolare, mi ha molto toccata. L’autrice riesce a fondere sogni, arte e ricordi di un tragico evento che ribalta completamente tutte le certezze della sua vita ma il tutto viene narrato con uno stile scorrevole e mai stucchevole, che esalta le peculiarità di ogni personaggio coinvolto così come gli aspetti dell’intera vicenda, senza appesantire la lettura, ma anzi, arricchendola di spunti di riflessione e descrizioni essenziali e mai prolisse, delle emozioni di Angel. L’empatia con Angel per me è stata istantanea, un caleidoscopio di emozioni contrastanti che vanno dall’amore alla disperazione, dall’ira per i torti subiti sino al desiderio di rivalsa, la voglia di vivere che prevale su tutto. Cardine della sua vita è proprio Carey: il loro amore sboccia tardivo, eclissato dagli eventi della vita ma anche dalla profonda amicizia che li lega, ma è tenace e sa attendere il momento propizio proprio come i fiori che sbocciano sulle rocce o dopo le gelate invernali, indomiti tra l’aspro e impervio ambiente ancora inospitale, non demordono e incalzano alla primavera della vita e del cuore, a ricordarci che sono sempre stati lì, sotto al terreno, in attesa di sorprenderci e rendere la nostra vita più colorata e gradevole.

Fortunatamente non si tratta di un romanzo strappalacrime, anzi io lo definirei un libro sulle seconde possibilità che la vita ci dona, sulla resilienza e sull’importanza di avere accanto amici sinceri e disponibili per affrontare il peggio e risollevarsi. Per scoprire che la vita riserva seconde occasioni a chi le sa cogliere e spesso queste sono più apprezzate e persino vissute rispetto alle precedenti, proprio per il fatto che si ha conosciuto la sconfitta o il dolore, non importa in quale frangente, e si è quindi maggiormente in grado di apprezzarle.

Vorrei poter elencare e parlarvi di ciascun personaggio chiave presente in questo libro, ognuno con caratteristiche particolari e un suo preciso ruolo nella vicenda; descritti sapientemente con pochissimi tratti, ma incisivi e sufficienti a lasciar partire l’immaginazione e crearli nella nostra mente. Differenti le età e i trascorsi personali, le scelte future come anche gli aspetti caratteriali più ostici e quelli più gradevoli. Ciò vale sia per le figure positive che per quelle negative, che avranno egualmente modo di emergere dalle pagine e raccontarci un po’ di loro.

Un libro che consiglio particolarmente a chi ha voglia di immergersi in una lettura fatta di misteri, tra passato e presente, e sopraffine tecniche artistiche. Non troverete grandi slanci passionali, miliardari o contenuti angosciosi in questo libro ma trascorrerete in sua compagnia ore piacevoli e alla fine, perché non guasta mai, volendo, sarete più erudite in merito ad alcuni aspetti artistici e sicuramente affascinate, incantate da Mossby, un luogo che definirei “dei nuovi inizi”.

“Dio mi ha dato il dono di disegnare con la luce, e spero di averlo usato al meglio. Jessie Kaye Revell.”

Buona lettura!

 

 

Romanticamente Fantasy

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