Recensione in anteprima: Il sapore dei baci rubati di Vera Demes

Autrice: Vera Demes
Genere: contemporary romance
Editore: Self
Data di pubblicazione: 31 ottobre 2025

Quanto può essere devastante il peso di una scelta?
Londra, novembre 2010.
L’incontro tra Lucas MacInnes e Rebecca Sabelli è come una scintilla, entrambi si accendono, una luce che li illumina in modo inaspettato cambiando tutto.
Lui è un giovane uomo pieno di ideali, un lavoro da barman in un locale indie e il sogno di diventare fotoreporter, lei una studentessa Erasmus ingabbiata nelle convenzioni di una famiglia ingombrante, una zavorra di rinunce e compromessi che ha soffocato la sua vera essenza.
In una manciata di settimane, nel freddo piovoso di una Londra malinconica e nelle suggestioni di una romantica Edimburgo, Lucas e Rebecca vivono l’amore nella sua espressione più vera, un cercarsi feroce, la tenacia di un desiderio sincero, la condivisione di ogni respiro.
E poi un errore irreparabile.
L’incanto si spezza.
Esistenze parallele, progetti, emozioni, ricordi. Nello scorrere degli anni permangono lembi sfilacciati di emozione, fili che li riconnettono a ogni incontro, a ogni sbaglio, a ogni promessa mancata, a ogni carezza carpita nel segreto di parole non dette.
Rebecca vuole liberarsi del pensiero di lui, Lucas vuole imparare a vivere senza di lei però si sono promessi il cuore e adesso lo sanno. I loro baci rubati hanno un sapore mai dimenticato, sopravvissuto alla rovina, più forte del destino
Eccomi di nuovo da voi per raccontarvi dell’ultimo romanzo di una delle mie autrici preferite, Vera Demes. Come faccia a sfornare così frequentemente storie sempre diverse e appassionanti resta per me un mistero. Ma, in fondo, a chi importa? Finché ci delizia con il suo stile inconfondibile, con la sua prosa elegante e raffinata, non c’è di che lamentarsi, ma solo da mettersi comodi e godersi il viaggio.
Lucas MacInnes e Rebecca Sabelli si incontrano a Londra, nel pub dove lui lavora di sera. Lei, studentessa in Erasmus, studia Legge, come da volere paterno. Nulla di più lontano dalle sue inclinazioni, ma è l’unica figlia di un importante avvocato di Roma e la scelta è stata obbligata. Vive una vita che non sente sua, tra gli agi della ricchezza ma oppressa dai sensi di colpa e dalle aspettative altrui, che la portano a sentirsi perennemente inadeguata e insicura. Lui, al contrario, è determinato, intransigente prima con sé stesso e poi anche con gli altri. La sua priorità è riuscire a diventare fotoreporter, e del resto poco gli importa, sicuramente l’amore non è la sua priorità. Entrambi portano il fardello delle assenze, lui dei genitori, padre mai conosciuto e madre che lo ha abbandonato alle cure dei nonni paterni e lei dell’affetto sincero di una famiglia che, nemmeno troppo inconsapevolmente, la manipola psicologicamente da anni. È questo che riconoscono l’uno nell’altra, il bisogno di appartenenza, di sentirsi amati senza pregiudizi. Nella loro “bolla” possono essere sé stessi, soprattutto Rebecca, che per la prima volta riesce ad aprirsi e a sentirsi completamente accettata.
Lucas le voleva bene senza chiederle di essere diversa, senza imporle regole, comportamenti o valori. Non la faceva sentire in difetto, non c’erano pene da espiare o assenze da colmare. Lui l’amava e basta. Ed era un miracolo
Può l’amore superare le barriere sociali, culturali ed economiche? Nelle fiabe sicuramente, nella vita reale non proprio. La parentesi con Lucas è stata troppo breve per dare alla ragazza il coraggio necessario a liberarsi dalle catene emotive che la tengono prigioniera. E lui, dal canto suo, si sente per l’ennesima volta “rifiutato” e la sua intransigenza e il suo orgoglio faranno il resto.
La narrazione si dipana attraverso circa un decennio, e, forse, se quel testardo di un fotoreporter fosse stato meno orgoglioso, il lieto fine sarebbe arrivato ben prima. Nonostante solitamente non ami questo tipo di carattere, le circostanze che hanno trasformato Rebecca da ragazzina spavalda e coraggiosa a donna fragile, apparentemente senza nerbo, rendono impossibile non empatizzare con lei.
Piccola, dolce ragazza resistente in un mondo ostile. L’amava, l’avrebbe amata per sempre. Nonostante gli errori. E le loro vite distanti.
Le ambientazioni, che Vera sceglie sempre con grande cura, questa volta sono come una musica di sottofondo, (anche se si spazia un bel po’ in giro per il mondo) non distogliendo mai l’attenzione dai sentimenti, i veri protagonisti, restituendoci una storia molto intima.
Amo questa autrice, oltre che per la sua scrittura fluida ed evocativa, soprattutto perché è assolutamente avulsa dalle mode. Lei scrive ciò che le va, e ogni suo romanzo porta un messaggio intrinseco. Impossibile non sentirsi vicini ai due protagonisti, vittime, ma anche carnefici di sé stessi. A chi non è capitato di trascinare un litigio per giorni o settimane (a me sempre) quando una parola in più sarebbe bastata a risolvere la questione? La vita ci riserva spesso sorprese, ma avere rimpianti penso sia quanto di peggio possa capitarci. Cerchiamo di non essere anche noi, nel nostro quotidiano, come barchette di carta che cercano di resistere più che possono in acqua ma sono, per la loro stessa natura, destinate ad affondare. Cover azzeccatissima.
Ancora una volta, grazie Vera Demes per averci regalato un altro pezzetto di te.







