Recensione in anteprima: Auguri un par di corna di Elisabeth Martini

Autrice: Elisabeth Martini
Genere: Paranormal rom-com natalizio
Editore: self
Data di pubblicazione: 5 dicembre 2025

Il Natale e io non siamo mai andati d’accordo: lui brilla, canta e profuma di cannella; io brillo solo di occhiaie, stono pure sotto la doccia e con la cannella ci litigo da anni.
La mia situazione attuale: trentasei anni, una laurea in storia antica con fissazione per la mitologia che vale meno di un gratta e vinci già usato, un ex che mi ha piantata via SMS la Vigilia – Merry Christmas, stronzone – e un’insofferenza cronica verso lucine, panettoni e playlist natalizie.
Così, per sfogarmi, ho scritto un post intitolato Ventiquattro maledizioni per stronzi allegri.
Doveva restare una cavolata tra me, il vino e Internet.
Avrebbe dovuto farmi guadagnare due like e una risata.
Adesso invece sono bloccata in un villaggio che sembra una cartolina natalizia psichedelica: neve ovunque, biscotti inquietanti e persino le tombole sono trappole infernali.
E nel pacchetto deluxe c’è pure un falegname: parla poco, guarda troppo e ha mani che meriterebbero una voce dedicata su Wikipedia.
Io volevo ridere del Natale.
Adesso è il Natale che ride di me. E in mezzo a tutto questo c’è lui, con lo sguardo di uno che non promette regali… ma decisamente pacchi.

Inizio subito con un preambolo: che il lettore non si faccia sviare dal titolo! Le corna in questione sono quelle protuberanze che escono dal cranio di alcuni mammiferi. E qui già mi viene da ridere, perché il pensiero corre subito a una certa capretta dal nome nobile… no spoiler please, lo dico a me stessa.
Dunque, Elisabeth Martini torna con questo romanzo che ha una trama così originale e fantastica che mi ha entusiasmato a ogni pagina. Nonostante io sia una che vive con lo spirito natalizio appiccicato addosso tutto l’anno, sono anche una di quelle persone che puntualmente, arrivati al fatidico giorno X, lo vive con una certa malinconia di fondo. Le aspettative non fanno vivere bene, si sa, quindi è stato facilissimo empatizzare con Gioia Verde, la protagonista femminile. Essere lasciata con un messaggio recante l’emoticon di Babbo Natale dal fidanzato dopo tre anni di rapporto e venire licenziata dall’università nello stesso periodo acutisce il suo animo grinch.
In una serata particolarmente difficile, alle prese con una sbronza colossale, sfoga la sua rabbia scrivendo su instagram il suo personale “calendario dell’avvento” che riporta ventiquattro maledizioni rivolte a chi lo spirito natalizio ce l’ha, e che immediatamente diventa virale. Qui aprirei una piccola parentesi: mi sono scompisciata dalle risate leggendolo, anche se poi, in effetti, ci sarà ben poco da ridere.
Concludo la parte “trama” dicendovi che si ritroverà in un bizzarro e magico villaggio tra le montagne del Friuli Venezia Giulia, perennemente addobbato a festa dove la sua vita cambierà, anche grazie a quel gran pezzo di falegname che risponde al nome di Adriano Lorenzut.
Gioia giunge a Malpasso in condizioni estreme, è delusa, arrabbiata, non sa che fare della sua vita. Si è sempre sentita inadeguata, giudicata, non all’altezza. Costretta a vivere in questo luogo che incarna tutto ciò che odia la fa impazzire, eppure non riesce ad andarsene, come se una forza oscura la trattenesse.
Gioia è un disastro fatto di carne, sarcasmo e nervi. Il tipo di caos che, se fossi ancora quello di un tempo, avrei evitato come la peste. […] È goffa. Ostinata. Disordinata come una tempesta. E dovrei allontanarmi. Invece la fisso come si osserva una preda che non sai se proteggere o sbranare.
Talmente abituata a non essere considerata come merita, accetta, pur non senza discutere, le prove che questo strano villaggio le propina. Nonostante tutto paia remarle contro, trasforma in carica positiva la rabbia, in consapevolezza l’inadeguatezza, in speranza la delusione. Se fosse un’altra storia vi direi che tutto ciò accade grazie ad Adriano, e invece no. Gioia fa tutto da sola, e per questo si fa davvero amare dal lettore. Lui le dà solo ciò che le era sempre mancato: la fiducia nelle sue capacità, il rispetto assoluto del suo essere. Sembra poco ma è tantissimo, noi donne lo sappiamo.
«Ma quando parli di quello che ti ha ferita… ti scusi. Come se non fosse legittimo.»
«Perché non serve a niente lamentarsi»
E qui il mio cuore è scoppiato.
Ciò che era partito come una commedia ai limiti del comico si è lentamente trasformato in qualcosa di più profondo, i caratteri dei personaggi sono esplosi, grazie alla narrazione a punti di vista alternati.
Ho parlato quasi esclusivamente di Gioia, ma anche il nostro super falegname ha i suoi grossi problemi. Ma raccontare di lui in questo senso significherebbe fare lo spoiler su cui si basa tutto il racconto. Lascio a voi scoprirlo, ma fatelo in fretta, il momento giusto è proprio questo. E, nonostante l’autrice voglia farci credere il contrario, il Natale vince sempre, anche qui. Parola di inguaribile Christmas Addicted.
Super consigliato.







