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Recensione: “I’M DAMNED: You will not Escape (BDSM Vol. 2)” di Jay Tailed

Cosa può succedere quando una scintilla cade su un terreno reso ormai arido?
Un incendio quasi impossibile da controllare.
Inferno e Paradiso.
Piacere e Dolore.
Questa unione vi condurrà nei meandri della mente perversa di un Master dai mille volti.

«Come fai a leggermi dentro così. Nessuno è mai stato in grado di portare alla luce i miei pensieri come fai tu. Chi sei, Damian? Cosa sei?»

Damian è un Dominatore sadico che ama l’obbedienza nella sua sottomessa e, come professione, gestisce un sexy shop virtuale. Assume Lulù come donna delle pulizie e ne rimane ammaliato, fisicamente, nelle movenze, per l’accento francese e per il modo malizioso con cui gioca con lui.

Qui parte un gioco per sedurla, con piccoli trucchetti volti a stuzzicare la sua curiosità e a portarla a provare con lui la pratica BDSM. Col tempo la promuoverà perfino a segretaria, con ottimi risultati.

La storia in sé, per quanto cruda e volgare nelle azioni, sarebbe anche plausibile, trattandosi di un erotico incentrato su un dominatore che si deve mostrare di ghiaccio, privo di scrupoli e comunque abbastanza sadico da non avere cuore per la vittima, ma lo stile ancora un po’ acerbo non rende grazia a questi elementi, li peggiora mettendo in evidenza una narrazione troppo asciutta sentimentalmente parlando.

Stilisticamente, l’eccesso di riflessione e l’abbondanza di testo non aiutano la scorrevolezza dei fatti e delle dinamiche che renderebbero più gradevole la lettura, peggiorando le scene crude, facendole diventare più volgari e più moralmente inaccettabili.

I dialoghi sono lunghi, esplicativi, poco realistici e “psicoterapeutici”, cioè il personaggio, nel rispondere a una domanda, mette a nudo il suo animo nei suoi reali pensieri più profondi, in modo irrealistico.

La caratterizzazione di Lulù non è ben definita. È una ragazza molto timida, ma a volte decisa; a volte smaliziata altre volte impaurita, quindi anche gli atteggiamenti che ne seguono sono ambigui e poco chiari.

Il mancato approfondimento della sua psicologia non ci spiega, ad esempio, come cambia la sua opinione su domande come “come può una persona normale desiderare di essere punita, di essere legata ed essere fustigata? Come può il piacere derivare dal dolore?” Non viene data una risposta, se non il godimento e delle frasi che sembrano di circostanza.

Un’altra cosa che non mi ha convinta è l’approfondimento psicologico del rapporto BDSM: la relazione di sottomissione e dominazione sembra un esercizio di potere, e lo è in effetti: Damian comanda e Lulù deve eseguire.

Le punizioni sono abbastanza severe e non sembra che la sottomissione dia alcun beneficio a lei, se non nella soddisfazione sessuale. La storia non riesce a mostrare il suo cambiamento dall’insicurezza verso la sicurezza, né l’effetto psicoterapeutico a beneficio dei suoi traumi e della sua personalità.

Quello che ho letto è solo un rapporto di sottomissione voluto e goduto prevalentemente da lui, in cui i sentimenti vengono tenuti fuori (eccetto per il fatto che a certo punto lui dice di essersi affezionato troppo).

I sentimenti sono pochi, blandi, tirati fuori all’occorrenza, e fanno sembrare il romanzo una serie di sessioni BDSM.

Per Damian l’opinione della sub non è davvero così rilevante, e, a parte permetterle l’utilizzo della safeword, non le concede nessun’altra possibilità di opporsi.

Anche se è vero che il BDSM ha diverse sfumature, che ci sono diversi tipi di Dominatori, di preferenze e diversi tipi di sottomesse, io di solito preferisco quelli in cui c’è un legame empatico tra i due, e dove chi affida tutto se stesso al proprio Dom può davvero fidarsi del fatto che i suoi bisogni e le sue preferenze, il suo consenso, la sua intimità e la sua personalità vengano rispettati dalla persona che ha il comando.

Questo particolare Dom demoniaco, Damian, è egoista e prevaricatore: senza considerare la ruvidezza, il sadismo, il piacere per l’umiliazione della sub, ciò che disturba è che pensa al suo esclusivo piacere, alla sua soddisfazione, non si prende cura del benessere fisico né mentale della sub, non asseconda il suo NO, la prende analmente senza il consenso, senza preoccuparsi di convincerla e rassicurarla. Anche se lei è stanca la prende ripetutamente tutta la notte, e la punisce per la sua mancata disponibilità, inducendola a pensare che sia lei in torto, lei a dover compiacere il suo padrone.

Non essendo riuscita a entrare in sintonia né con Lulù né con Damian, la mia recensione non ha purtroppo un esito positivo.

«Niente plug. Niente Francia. E soprattutto ti sei appena guadagnata una sonora punizione per aver deluso le mie aspettative. Peccato, mi sarebbe piaciuto organizzare un tour della Borgogna con te, ma evidentemente tieni di più alla verginità del tuo culetto che a farmi conoscere la tua terra.»

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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