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Recensione: “Vento di Kornog” di Alessia Litta

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Trama

Claire, italiana d’adozione, non ha ricordi della sua infanzia, ma possiede l’abilità di leggere le memorie degli oggetti e delle persone che tocca.
Quando, per caso, si trova fra le mani una lettera di sua nonna, creduta morta da anni, si rende conto che le sono state raccontate molte bugie. I suoi genitori, infatti, non solo l’hanno tenuta lontana dalla Bretagna – sua terra d’origine – senza spiegarle le ragioni, ma le hanno nascosto che lei è la causa della loro fuga dalla Francia. Qualcosa è accaduto quando era solo una bambina. Qualcosa che non ricorda.
Determinata a capire, Claire decide di raggiungere la Bretagna.
E in quella terra di leggende, battuta da venti e tempeste, si imbatterà nei Laouenan, ricca famiglia che vive in un maniero arroccato su una scogliera. Qui scoprirà che un segreto terribile circonda l’enigmatico e taciturno proprietario da cui tanto si sente attratta, e che un filo sottile li lega.
Ma sarà solo scavando nel passato dei Laouenan, tra intrighi, rivelazioni raccapriccianti e nuove amicizie, che Claire troverà la verità su se stessa, e potrà così riprendersi ciò che ha perduto.

Recensione

Sono davvero molto arrabbiata. Sapete perché? È presto detto: questo libro non ha la visibilità che merita. Io stessa me lo sono ritrovata fra le mani per puro caso, o meglio, per sbaglio.
Ma è un sogno che si avvera. Ho letto molti libri, visto centinaia di film, ma mai e dico mai ho letto un film, ho visto un libro. Alessia Litta ha un talento che pochi scrittori hanno. Le descrizioni di luoghi, situazioni e personaggi sono fotografiche. Ti catapulta in una dimensione 3D in cui le parole prendono forma, le paure, le emozioni e le ansie si insinuano in te rendendoti protagonista di ciò che stai leggendo e in quel preciso momento, vivendo.
Per ciò che riguarda la trama non vi dirò assolutamente nulla, sarebbe un delitto farlo. Misteri, intrighi, segreti si svelano pagina dopo pagina, non vi farà dormire sino a che non arriverete all’epilogo. A tal proposito, cara Sig.ra Litta, ringrazia il cielo che tu abbia voluto terminare il libro con l’epilogo anziché con l’ultimo capitolo, perché se così fosse stato stai pur certa che mi sarei trasformata in Lucille: ti avrei cercato, trovato e poi… non lo so, ma qualcosa avrei fatto.
Vi starete chiedendo chi sia Lucille? Lei è uno dei misteri attorno il quale ruota il libro, la odierete certamente ma quando capirete il motivo per il quale è ciò che è, non potrete non parteggiare per lei.
I personaggi principali sono altrettanto enigmatici ma splendidi.
Claire è una ragazza forte, in cerca di un passato che non le permette di vivere serenamente il presente, precludendole così un felice futuro. Non ricorda nulla dei suoi anni antecedenti al trasferimento in Italia e ciò non la rende completa. Intraprendendo il viaggio in Bretagna verrà messa a dura prova e scoprirà che i suoi Luna Park, ovvero la sua capacità di leggere il passato di persone e oggetti, che tanto la destabilizzano ma che sono l’unica àncora con i suoi primi anni di vita, non sono il suo unico problema; si manifesteranno a lei eventi e situazioni, che con il senno di poi, probabilmente avrebbe volentieri evitato.
Ma quando la verità verrà alla luce, sarà sufficiente per darle quell’interezza che aveva sempre ricercato? Oppure le lascerà un vuoto ancor più profondo? La risposta è nelle pagine, spero di essere riuscita ad incuriosirvi almeno un po’.
Passiamo al protagonista maschile, Damien. Stoccafisso, rigido, antipatico, austero. Un uomo anch’egli prigioniero di un passato che non sa di avere fino a quando non conoscerà Claire, a cui si sente subito inspiegabilmente legato.
La maestria dell’autrice la troverete proprio qui. La storia d’amore tra i due protagonisti non viene descritta attraverso scene ad alto tasso erotico. Non troverete, come si dice in determinate situazioni, fuoco e fiamme. Incontrerete sguardi, sorrisi, battiti di cuore, groppi in gola, profondità e piccoli gesti. L’amore non è il filo conduttore del romanzo, o meglio potrebbe esserlo ma non è forzato oppure ostentato, ma non per questo meno reale e intenso di altre storie dove baci, carezze, abbracci e sesso siano preponderanti.

“Sono attratto da te, Claire, in un modo che non riesco a capire e che mi tiene sveglio la notte. Mi attraggono i tuoi comportamenti incomprensibili, le tue frasi sibilline, i tuoi sguardi impauriti che appaiono inaspettati.” Il cuore prese a martellarmi nel petto, e di colpo cominciai a sentire davvero caldo. “È come se condividessimo qualcosa, un filo sottile di cui non riesco a vedere le estremità.” Il cipiglio passò agli occhi, che sembrarono scurirsi all’improvviso. “L’ho avvertito subito quel primo giorno sulla scogliera. E da allora non sono più riuscito a smettere di pensarti.”

Permettetemi di aggiungere un’ultima cosa. L’autrice è bravissima sia a livello narrativo, che linguistico e stilistico. Molte descrizioni sono un po’ lunghe ma con la sua scrittura semplice, elegante, priva di obbrobri grammaticali (ultimamente non è così scontato) e fluente non rende per nulla noiosa la lettura. Mi sembra davvero di leggere uno di quei meravigliosi capolavori di Carlos Ruiz Zafón.
Lo consiglierei senza ombra di dubbio. Un libro con tutte le carte in regola per entrare con merito nella vostra libreria.

Fiamme-Sensualità-Lieve NUOVA

Recensione a cura di:

Mytra

Editing a cura di:

Tayla

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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