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Recensione: Il sovrano – Serie: Gli uomini del Nord #2 di Elin Peer

Titolo: IL SOVRANO
Titolo originale: The ruler
Serie: Gli uomini del Nord #2
Autore: Elin Peer
Editore: Queen Edizioni
Genere: Distopic – Fantasy
Data di uscita 20 Maggio 2021

Gli uomini del Nord serie:
0. Forbidden letters
1. Il protettore
2. The ruler
3. The mentor
4. The seducer
5. The warrior
6. The genius
7. The dancer
8. The athlete
9. The fighter
10. The pacifist

Quattrocento anni nel futuro: le donne governano il mondo, ma Khan Aurelius, sovrano degli ultimi uomini liberi, è determinato a ottenere il potere che, per secoli, è stato negato al genere maschile.
Essendo in netta minoranza numerica, Khan sa che la sua unica possibilità per ottenere il potere è che le donne lo cedano spontaneamente. E visto che ha preso una delle consigliere come ostaggio, il sovrano è sicuro di poter vincere. Dopotutto, lei non è altro che una docile creatura.
La consigliera Pearl ha sacrificato sé stessa per salvare una sacerdotessa innocente. Bloccata nelle Terre del Nord, la sua dolcezza e la sua visione semplice del mondo non sembrano impressionare Khan, che cerca di spingerla a vedere le cose a modo suo.
Quella tra i due scaltri leader si rivelerà essere una battaglia di parole e potere. Riuscirà Pearl a portare una nuova visione democratica tra i primitivi Nuomini, o sarà Khan a corromperla con il suo fascino?

«Non mi sentirei a mio agio a offenderti», sostenni.
«Bene, allora dimmi, cos’è che stai trattenendo.» Esitai. «Per l’amor del cielo, donna. Mettiti in testa che è offensivo per me essere ritenuto troppo fragile per gestire una lingua tagliente o opinioni diverse dalle mie.» (Tratto dal libro)

Mi sono immersa ancora una volta in questo bellissimo mondo distopico che vede contrapposte due nazioni: una di soli uomini, gestita secondo le loro caratteristiche considerate “naturali” (combattività, forza, virilità, meritocrazia) in un sistema analogo al capitalismo, e l’altra governata dalle donne, emancipate in una dittatura popolare femminile  (che loro chiamano democrazia) abbastanza vicina a quelli che conosciamo come un primordiale regime socialista (finalizzati all’equità sociale a scapito della libertà).

L’ambientazione si respira a trecentosessanta gradi, non solo dalle differenti leggi, sistemi politici, discriminazioni e pregiudizi, ma anche nella gestualità, nelle relazioni sociali, nella filosofia di vita che i personaggi esprimono, e non ultime le loro emozioni e modalità con cui vengono esternate.

Nella Madrepatria, un’esibizione di rabbia del genere avrebbe richiesto mesi di meditazione e riequilibrio in un luogo di riflessione.

«Calmatevi, tutti e due, cazzo!» gridò Khan, battendo il pugno sul tavolo. Christina sembrava più calma di quanto lo fossi io, e, quando Khan ordinò al suo amico Finn di portare fuori Magni per sbollire un po’, mi distrassi per un istante.

«Dovrebbe farsi aiutare per comunicare meglio le sue emozioni», dissi quando entrambi se ne furono andati. «Così potremmo organizzare una cena civile senza urlare e discutere.»

Khan mi lanciò un’occhiataccia. «Forse sei tu quella che ha bisogno di aiuto.»
«Scusami?» Spalancai gli occhi, confusa.
«Magni ha comunicato le sue emozioni in modo perfettamente chiaro. Non credo che nessun altro a questo tavolo abbia dubbi sul fatto che fosse incazzato, arrabbiato e frustrato», sostenne Khan. (Tratto dal libro)

I Nuomini sono un perfetto connubio tra due aspetti. Da un lato quello virile tipicamente attribuito alla sua accezione più testosteronica (il “vero uomo”, il maschio alfa, l’istinto selvaggio di aggredire ma anche proteggere il proprio territorio; l’impulsività che può degenerare in violenza volta a predominare, alla competizione, al potere, al possesso, alla caccia; l’espressività schietta, anche volgare, senza filtri e senza giochetti)

Dall’altro mostrano anche l’effetto sovrastrutturale di una segregazione che li priva delle donne: oltre al comprensibile disagio sessuale, sono anche così desiderosi di una relazione da trovarsi irretiti al primo sguardo. Le donne sono un elemento così utopistico e agognato che alcuni non osano neppure nutrire speranze. Quando per la prima volta le incontrano li vediamo smarriti, impreparati, insicuri e destabilizzati. Per questo, se da un lato sono Maschi Alfa tutti d’un pezzo, dall’altro sono esseri che si fanno protettivi, teneri e romantici di fronte a una donna, una “preziosissima” e “rarissima” donna. Estremamente sensibili al fascino femminile e abituati a mostrare ciò che sono senza filtri, li vediamo come esseri emotivi e vulnerabili, curiosi di avvicinarle e di conoscerle meglio.

«Ci ho pensato su», disse, e la cosa mi zittì per un attimo.
Cazzo, quella donna continuava a sorprendermi.
«A volte, quando ti masturbi, mi incuriosisco.»
Il cuore iniziò a balzarmi nel petto, e sentii un’improvvisa incertezza covarmi dentro. Ero pronto a spingerla un po’ oltre e magari a rubarle un bacio, ma cosa avrei fatto se Pearl avesse effettivamente acconsentito a fare sesso con me? Non avevo alcuna esperienza, se non con i sex-bots e la mia mano destra, e il pensiero di stare con lei era sia elettrizzante che snervante. E se mi fossi messo in imbarazzo? (Tratto dal libro)

Viceversa, le donne vivono in un mondo che si ispira alla pace interiore e alla non violenza. Un mondo di pari opportunità dove, però, i maschi (beta) vengono sviliti e privati di rappresentanza. Combattono con le parole, sono molto esperte di dialettica e di sistemi di rilassamento e meditazione allo scopo di imparare a gestire i sentimenti. Questo le fa sembrare più distaccate, più fredde, razionali. Perché dal “gestire” si è passati al  “mascherare” e nascondere, in particolare se si tratta di emozioni negative. Le donne devono mostrarsi sempre felici, serene; lo scambio dialettico funziona finché non ci si opinione all’opinione comune, pena l’internamento in strutture dove meditare e riflettere, per riequilibrarsi e riappacificarsi.

Anche la contrapposizione tra sistemi di governo opposti sollecita le nostre riflessioni: libertà contro equità, proprietà contro governo condiviso, scontro diretto contro opacità e manipolazione. Non c’è un sistema che vince sull’altro, eppure c’è un dialogo, un confronto, un conoscersi reciprocamente che può portare a migliorare, ad attenuare difetti, a trovare soluzioni migliori per tutti. Piccoli compromessi nella direzione dell’integrazione, del rispetto di entrambe le minoranze (o maggioranze, a seconda del punto di vista), a un nuovo inizio.

«Per attraversare l’acqua, devi prima costruire un ponte», chiarii con calma. «No, non è così», ridacchiò Khan, e si scostò una ciocca di capelli scuri dal viso. «Devi solo trovare una barca o essere un buon nuotatore.» (Tratto dal libro)

La consigliera Pearl ha grandi principi e aspirazioni; è una donna molto determinata, una guerriera con le parole. Si avventura nelle terre del Nord in uno scambio, per riportare a casa la sacerdotessa rapita da Magni alla fine del precedente episodio (un raptus come atto di protesta per riavere indietro sua moglie). Dotata di una fine intelligenza e capacità dialettica, trova pane per i suoi denti nel sovrano Khan, un uomo che nonostante modi bruti e volgari la stordisce di testosterone. Pearl finisce per apprezzare il linguaggio sboccato e il senso di leggerezza che si prova esprimendosi liberamente, in modo impulsivo.

Oltre a essere un concentrato di virilità, Kahn è un uomo affascinato dal potere, un ottimo stratega, ma anche un uomo con una grande visione per il futuro del mondo. Pearl è una fata che risveglia il suo istinto di predatore.

Entrambi i protagonisti hanno una forte componente razionale che contiene gli istinti attrattivi e fisici, e saranno proprio l’affinità cerebrale e la propensione al dialogare e all’ascoltarsi a vicenda, a stimolare il reciproco intelletto e a progettare un futuro “in grande stile” che faranno capitolare entrambi. Kahn rimarrà affascinato dalle capacità dialettiche e di compromesso di lei, in grado di risolvere le situazioni in modo più evoluto della violenza: dialogo, manipolazione, minaccia, omissione (i modi sottili della politica, insomma).

Quell’uomo era un puzzle, in cui scorci di fiori colorati e strapiombi pericolosi condividevano lo stesso riquadro. Era un po’ di tutto: acque scure e profonde, cielo azzurro e limpido. Non sapevo mai quale pezzo avrei preso, e dubitavo che avrei mai visto il quadro completo, anche se avessi messo insieme un pezzo dopo l’altro per anni. (Tratto dal libro)

Grazie al potere politico di cui dispongono e all’empatica dialettica che praticano come abitudine, Pearl e Khan si confrontano in modo aperto e schietto sui loro desideri, sulle loro differenze culturali e sulle visioni del mondo, cercando di svelare le maschere, le coperture che ognuno si racconta per giustificare il mantenimento della prevaricazione sull’altro genere e riescono a dare vita a un primo ponte tra i due mondi: una scuola con insegnanti di entrambi i mondi per conoscersi, comprendere e accettare l’altro popolo senza pregiudizi: una scuola di integrazione.

Dal punto di vista culturale i passi da fare sono senz’altro tanti e il percorso sarà lungo, e non possiamo che ipotizzare attraverso quali tappe sarà possibile arrivare a una società migliore.

Tanti sono gli stimoli che la lettura sollecita in noi, non solo sui pregiudizi di genere (reali e distopici) , ma anche sull’accettazione, sull’integrazione, sul rispetto, e soprattutto sull’importanza che assume il connubio tra uomo e donna: quello che uno può imparare dall’altro, che uno diventa grazie alla vicinanza dell’altro.

«Hai fatto sesso con lei?»

Ancora una volta, nessuna risposta.
«Oh, cavolo. È successo, non è vero? E adesso ti rifiuta. Le donne sono creature senza cuore. Le loro fiche sono come cespugli spinosi ricoperti di miele. Dolore garantito, ma troppo dolci per resistere.» (Tratto dal libro)

Fa molta tenerezza l’idea che questi uomini non abbiano mai visto delle bambine e siano privati dalla possibilità di conoscere il sesso femminile e quindi di instaurare con loro delle relazioni diverse dalla protezione, non solo paritarie ma anche di amicizia.

Se da un lato questo giustifica un po’ il loro essere rudi e bruti, ci stuzzica riflettere su quanto presenza di bambini e donne possa intenerire, equilibrare, giocare un ruolo nella formazione degli uomini.

«Ho passato gli ultimi sette giorni a meditare e riflettere, e sai cosa ho imparato?»

«Cosa?» chiese lui, mentre il lieve movimento del suo pollice, che mi accarezzava la mano posata all’altezza del suo ombelico, mi lasciava attonita.
«Che la persona con cui mi sento più a mio agio sei tu.»
«Perché?» mi domandò.
«Perché con te posso sbagliare. Con te posso essere brutta.» (Tratto dal libro)

La domanda naturale è sul rovescio della medaglia: senza la presenza di maschi alfa, le donne sono più felici? Sono più realizzate, più decise, più libere? Forse, eppure manca quel quid che stuzzichi il loro intelletto, la loro sensualità. Manca la scintilla, il guizzo della sfida che la caccia solletica, che mette alla prova la loro intelligenza, la loro dialettica, le loro abilità. Vincere su uomini femminilizzati è troppo banale, non è stimolante, e  una donna forte si lascia intrigare da qualcuno che sappia giocare al suo stesso gioco ma con regole nuove, che sappia  spiazzarla e le tolga il terreno da sotto i piedi perché diametralmente opposto a lei.

«Vuoi baciarmi», dissi. «Vuoi sapere come ci si sente.»
Avevo ragione, perché, non appena la baciai, lei ricambiò. L’angelo stava cadendo e le fiamme mi esplosero dentro, mentre la trascinavo più a fondo nel mio buio, premendo più forte i fianchi contro di lei e immaginando di penetrare davvero quel suo dolce corpo. (Tratto dal libro)

 

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Titolo: IL SOVRANO Titolo originale: The ruler Serie: Gli uomini del Nord #2 Autore: Elin Peer Editore: Queen Edizioni Genere: Distopic – Fantasy Data di uscita 20 Maggio 2021 Gli uomini del Nord serie: 0. Forbidden letters 1. Il protettore 2. The ruler 3. The mentor 4. The seducer 5. The warrior 6. The genius 7. The dancer 8. The athlete 9. The fighter 10. The pacifist Quattrocento anni nel futuro: le donne governano il mondo, ma Khan Aurelius, sovrano degli ultimi uomini liberi, è determinato a ottenere il potere che, per secoli, è stato negato al genere maschile. Essendo…

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Veronica.Lady Shanna

Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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